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Ombre corte

marzo-giugno 2010 corso per scrivere e sceneggiare un racconto a cura di Stefano Ascari

 

 

Diario d'Ombra

a cura di Maria Rosaria Mangino

Ombre Corte e Azione: l'esperienza di due corsi

Il 17 giugno abbiamo girato l'ultimo ciak presentando i due cortometraggi ARCANA e BABY BLUE davanti a una platea di giovani registi, fonici e segretari alle prime armi accompagnati dai professionisti che li hanno seguiti in questi mesi.
Una platea pronta a godersi la visione di un lavoro costruito mese dopo mese e che ha portato alla realizzazione di due cortometraggi realizzati con cura e giudicati dai professionisti del mestiere come due ottimi lavori.
E ora che siamo giunti alla fine di un percorso è inevitabile un ritorno alle origini, al primo ciak, al primo giorno in cui circa venti ragazzi erano davanti ai nostri occhi pronti a iniziare questa sfida.
Alcuni li abbiamo persi per strada, altri hanno realizzato quello che il primo giorno era solo l'abbozzo di un'idea nascosta tra le righe dei racconti di due giovani scrittori, Giuseppe Sofo e Marco Giorgini. Un'idea che è diventata una sceneggiatura, uno storyboard e infine un cortometraggio anche grazie alle critiche, ai consigli e alle linee guida di Stefano Ascari e Rita Charbonnier, ai ragazzi della Pongofilms e a quelli della scuola Talentho, ma soprattutto a chi ha partecipato e creduto in questo progetto, cogliendo al volo l'opportunità offerta dalle biblioteche modenesi.
Anche Rita Charbonnier, in videoconferenza durante la presentazione dei corti, ha sottolineato l'importanza di organizzare eventi come questi, in un panorama italiano in cui si concede poco alla cultura e, io aggiungerei, ai giovani e alla loro voglia di cimentarsi in esperienze da cui partire per far un salto nel mondo del lavoro o semplicemente per realizzare concretamente una passione personale.
Ed è in quella stessa giornata che alcuni ragazzi ci hanno parlato di un cortometraggio curato e girato da loro e presentato al Festival di Nonantola, un'esperienza nata sulla scia dei corsi di Ombre Corte e Azione ,che li ha messi nella condizione di cimentarsi in qualcosa di proprio grazie alle competenze acquisite in questi mesi.
Sulla base di queste esperienze ci auguriamo che questo sia solo l'inizio di una lunga serie di corsi e iniziative dedicate alla cultura e ai giovani, una scommessa per il futuro in cui i due responsabili, Walter Martinelli e Francesca Canovi, sicuramente continueranno a credere.

Giovedì 11 e venerdì 12 marzo 2010
In occasione di Buk, Festival della piccola e media editoria, il corso Ombre Corte si è arricchito della presenza di una sceneggiatrice televisiva, Rita Charbonnier, che ha condiviso con noi due pomeriggi di lavoro dedicati alle sceneggiature realizzate dai ragazzi durante il corso. Grazie alla sua esperienza di sceneggiatrice, Rita ha distribuito ottimi consigli ai due gruppi di lavoro, ha analizzato le sceneggiature, smontandole e rimontandole con l'aiuto dei ragazzi che hanno accolto con entusiasmo i suoi consigli chiudendo così l'ultima fase di revisione.
I ragazzi hanno inoltre sfruttato al meglio la presenza di una professionista per domande e curiosità sul mondo televisivo ed editoriale. Rita ci ha illuminati sull'ambiente delle agenzie letterarie, sui retroscena degli sceneggiati televisivi, sul lavoro del dialoghista e su tutto ciò che fa parte dell'attività di uno sceneggiatore ed in particolare di quella complessa e affascinante fase in cui un racconto prende vita e si prepara a diventare sceneggiatura.

Sabato 6 marzo 2010
Nell'ultima giornata conclusiva del corso i ragazzi hanno consegnato le sceneggiature definitive dei due racconti sulle quali sono stati effettuati, con l'aiuto di Stefano, gli ultimi cambiamenti e ritocchi.
Dal confronto delle due sceneggiature son emerse differenze e accorgimenti utili alla futura fase di regia in cui i ragazzi potranno eventualmente collaborare con i registi e gli attori per idee e consigli durante le riprese.
Nella seconda parte della giornata ci siamo dedicati alla visione di alcune sequenze di film: Le ali della libertà di Frank Darabont, Il favoloso mondo di Amelie di Jean-Pierre Jeunet, Angel heart di Alan Parker, C'era una volta il west di Sergio Leone, Shining di Stanley Kubrick, Sin-City di Robert Rodriguez e Frank Miller, The Departed di Martin Scorsese,V per vendetta di James McTeigue, analizzando l'uso dei piani, gli aspetti metafilmici, le voci fuori campo, le diverse voci narranti e tutti gli espedienti tecnici e narrativi da tener presente per la successiva realizzazione dei corti e per l'ultima fase di correzione delle sceneggiature definitive.
In chiusura Stefano ha ringraziato i ragazzi per il lavoro svolto e si è complimentato per le sceneggiature realizzate.

Sabato 27 febbraio 2010
Abbiamo inaugurato la quarta giornata del corso con la visione dei trailer Ecobibliomafia e Mutina, realizzati al termine del corso di sceneggiatura "CORTI DAVVERO" a cura di Stefano Ascari (maggio 2009)
È seguita una discussione sul primo abbozzo di sceneggiatura dei due racconti, con lettura e scansione dei dialoghi e successiva analisi delle scene. Nel dibattito sulle due sceneggiature è stato fondamentale il confronto tra i ragazzi e i consigli di Stefano.

Sabato 20 febbraio 2010
La terza giornata ha inizio con un breve riepilogo della lezione precedente sulle diverse inquadrature cinematografiche. Siamo passati poi sotto la guida di Stefano ad una lettura delle sceneggiature cinematografiche in lingua inglese dei film:
Pulp Fiction di Quentin Tarantino, Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme, Full Monty di Peter Cattaneo e Avatar di James Cameron.
È seguito un interessante dibattito sulle diverse tecniche, sugli espedienti e sui diversi stili narrativi usati dai registi esaminati. Successivamente abbiamo visionato alcune sequenze tratte da varie serie tv tra cui 24 (serial statunitense prodotto dal 2001) soffermandoci sulle diverse tecniche di montaggio, in particolare sui campi e i piani utilizzati nella costruzione degli episodi, con numerosi rimandi e confronti con altre serie tv e film tra cui Lost, Il sesto senso, Nodo alla gola, I soliti sospetti e Psyco.
Al termine della giornata abbiamo fatto un punto sul lavoro dei due gruppi, che nel prossimo incontro dovranno consegnare la sceneggiatura dei rispettivi racconti.

Sabato 13 febbraio 2010
Abbiamo aperto la seconda giornata con la lettura e la scomposizione di alcuni capitoli di Baby Blue, il secondo racconto scelto per il corso.
Giuseppe Sofo, autore del racconto, ha seguito in collegamento via skype il lavoro di scomposizione, valutando le nostre proposte, interagendo e approvando i suggerimati alle modifiche del testo.
Successivamente attraverso la proiezione di alcune slide (a breve scaricabili da questa pagina) sulla tecnica dell' inquadratura, Stefano ha tenuto una lezione sull'adattamento il trattamento e la sceneggiatura di un racconto.
Al termine della lezione siamo passati alla divisione in 2 gruppi dei partecipanti e all'assegnazione di un racconto per gruppo, su cui poter iniziare a lavorare per la sceneggiatura finale, superando l'iniziale 'sconforto' verso il racconto di Giorgini, meno facile ad un lavoro di adattamento rispetto al racconto di Sofo, e garantendo un'equa distribuzione numerica dei due gruppi.

Sabato 6 febbraio 2010
La prima giornata è iniziata con una breve presentazione dei responsabili e dell'intero corso nella sua vesta pratica e nelle sue finalità.
I ragazzi si sono presentati parlando dei loro interessi e delle motivazioni che li hanno spinti alla scelta di un corso di sceneggiatura. Sotto la direzione di Stefano Ascari siamo partiti con la lettura e la scomposizione di alcuni capitoli del racconto Strutture di Marco Giorgini, presente in aula, con il quale abbiamo potuto interagire per consigli e punti di vista sulla futura sceneggiatura del suo testo che, data la complessità della scrittura, non si presta facilmente ad un adattamento.

 

Intervista a Rita Charbonnier per Diario D’Ombra
(2010)

1. Quali sono i punti cardine nello sceneggiare un racconto?

Non so se ce ne siano. Non mi sembra che esista una modalità precisa alla quale attenersi, nel trasformare un racconto letterario in una sceneggiatura per l’audiovisivo. L’unica norma di buonsenso mi pare che possa essere: non temere di “tradire” l’originale, ma masticarlo e digerirlo, e divenire responsabili di ogni singolo frammento della sceneggiatura. Se, ad esempio, una frase del racconto diviene una battuta di un personaggio dello script, è come se quella battuta fosse stata scritta dallo sceneggiatore, non dall’autore del racconto; e il responsabile ne è diventato lui. Se ce l’ha lasciata è perché lo convince, e se non lo convince deve toglierla, spostarla o cambiarla, anche stravolgendola. E’ giusto che l’autore del racconto si tenga lontano dal processo. Ha messo insieme i pezzi di una nave, che deve poter prendere il largo autonomamente e anche cambiare aspetto. Non è facile accettarlo, e per questo è normalmente preferibile che l’autore di un racconto non ne sia anche lo sceneggiatore.

2. Che consigli può dare a un giovane che voglia intraprendere il lavoro di sceneggiatore?

Eviterò di rispondere con la solita banalità: di lasciar perdere. Ma non si può neanche nascondere che la situazione non sia rosea, data la scarsità della produzione cinematografica italiana attuale e la pochezza di quella televisiva, che si basa su un sistema clientelare e quasi mai meritocratico. Ciò detto, se la motivazione che porta a scrivere sceneggiature è chiara, basata su un desiderio di interagire con altri linguaggi espressivi e poi con chi fruirà del prodotto finito, allora non posso che dire: brava! Bravo! Tenta di fare almeno un corso qualificato, leggi il maggior numero possibile di sceneggiature e testi di teoria, scrivi una sceneggiatura e un soggetto dietro l’altro, cercati un lavoro e non fermarti finché non l’avrai trovato. Evita assolutamente di fare il “negro” per qualche sceneggiatore blasonato che attraverso questo sistema vergognoso mantiene soltanto il potere nelle mani proprie e degli altri oligarchi. E non scoraggiarti davanti ai rifiuti che ti saranno opposti, ma va’ avanti, perché il successo è fatto di tanti fattori, molti dei quali incontrollabili, ma tutte le persone di successo hanno avuto e hanno una caratteristica comune: quella di lavorare molto e non arrendersi.

3. Che cosa ne pensa del progetto Ombre Corte?

Tutto il bene possibile. Seguire un gruppo di ragazzi lungo il processo che porta dalla pagina stampata del racconto al cortometraggio finito è un’opportunità magnifica della quale, francamente, anch’io a suo tempo avrei voluto usufruire.

4. Quali sono i progetti su cui sta lavorando attualmente?

Mi sto concentrando quasi esclusivamente sulla scrittura di un mio nuovo romanzo, che uscirà il prossimo anno. Anche in questo caso, come nei miei due romanzi precedenti, siamo in un’epoca passata e al centro della narrazione c’è una figura femminile che però, per la prima volta, è una figura di pura invenzione. Sullo sfondo, diversi personaggi noti. Si tratta quindi più di un romanzo di ambientazione storica che di un romanzo storico in senso stretto.

Rita Charbonnier. Nota biografica

Rita Charbonnier è nata a Vicenza e ha vissuto a Matera, Mantova, Roma. Ha iniziato a leggere a quattro anni e a scrivere quasi subito poesie e racconti. Quando è stata ammessa alla Scuola di Teatro dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa pensava di dedicarsi alla drammaturgia e alla regia, e invece ha fatto l’attrice di teatro per quasi quindici anni. Ha lavorato con Nino Manfredi e altri artisti. E’ stata coprotagonista di un musical a New York.
Rita ha collaborato come giornalista ed esperta di teatro musicale con diverse riviste di spettacolo e ha scritto testi e sceneggiature per la televisione (Forum, Vivere, Cuori Rubati, La Squadra, Sottocasa, Don Matteo, Agrodolce). Il suo primo romanzo, La sorella di Mozart, è stato tradotto in inglese, francese, spagnolo, tedesco e olandese. Il secondo, La strana giornata di Alexandre Dumas, è stato pubblicato nel 2009 da Edizioni Piemme.
Il suo sito è www.ritacharbonnier.com

Testi consigliati

Teoria della sceneggiatura
Syd Field, La sceneggiatura, Lupetti, 1991
Robert McKee, Story, International Forum, 2009
Dara Marks, L'arco di trasformazione, Audino, 2007
Chris Vogler, Il viaggio dell'eroe: la struttura del mito ad uso di
scrittori di narrativa e cinema, Audino, 1992

Utili nella costruzione dei personaggi
Carol Pearson, L'eroe dentro di noi: sei archetipi della nostra vita, Astrolabio, 1990
Jean Bolen, Le dee dentro la donna, Astrolabio, 1991

 

Arcana

da un racconto Strutture di Marco Giorgini

Scarica lo storyoard di Arcana-Strutture (pdf), disegni di Christian Cornia

Baby blue

da un racconto di Giuseppe Sofo

Scarica lo storyoard di Baby blue (pdf), disegni di Christian Cornia