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IX. Il Registro di guardaroba dell'Infante Isabella Savoia d'Este (1617-1630)

Il 18 Settembre 1617 Giovan Battista Spaccini, cronista modenese già da molti anni legato alla corte estense, è destinato dal principe Alfonso "al servitio della Serenissima Infante Donna Isabella di Savoia di Esti, principessa di Modona, Nostra Signora, di suo guardaroba, con le gioie, suoi panni, tappezzerie, et altri arnesi suoi di camera", e viene posto a bolletta, con emolumento di ducati 10 il mese. Frutto di quell'incarico è il Registro di guardaroba dell'Infante Isabella Savoia d'Este (1617 - 1630) - 188 carte tutte autografe dello Spaccini, con numerazione originale di sua mano - conservato nella Camera segreta dell'Archivio Storico Comunale di Modena. Così "sotto li 18 Novembre 1617" ha inizio la stesura costante di annotazioni che segnalano puntualmente fino al I° di Maggio 1630 tutte le cose che entrano o escono dal guardaroba, in prestito o in dono o altro, ogni voce registrando data di uscita di un oggetto descritto minuziosamente, data di rientro e osservazioni eventuali. Si tratta di "gioielli", capi di vestiario, suppellettili, quadri, statue, armi, arazzi, libri, talvolta anche reliquie, che si muovono all'interno della corte, dalla corte alla città, da Modena a Torino e viceversa.  Oggetti mobili e visibili quindi, di cui possiamo rivedere i frenetici spostamenti per rendere stanze, abitualmente disadorne, adeguate ad ospitare duchi o ambasciatori stranieri in visita, seguendo gli eventi di Palazzo da altra prospettiva.

Se altre volte il contributo dei "Quaderni dell'Archivio Storico" era rivolto ad analizzare varie attività o prodotti di un determinato momento storico, in questa occasione si è tentato, non senza gusto attraverso il manoscritto dello Spaccini, di spiarne i comportamenti, annusarne i profumi, toccarne i costumi, quantificarne i prezzi. Curiosando con lui nei bauli della moda cortigiana, riusciamo ad intravedere gli avvenimenti più minuti e intimi del vivere quotidiano: troviamo i giocattoli dei piccoli principini, seguiamo il decorso delle malattie e dei numerosi parti dell'Infanta. Il Registro è indubbiamente un documento di notevole interesse, tra l'altro perché fa luce sulla fase originaria delle raccolte musicali estensi. Lo Spaccini Guardarobiere è accurato: le sue descrizioni minuziose ci accompagnano durante tutto l'arco di confezionamento di un oggetto, vestito o quadro che sia.  Così, accanto agli artisti ecco comparire l'artigiano: sarto, ricamatore, tintore, calzolaio, orefice, decoratore che ci fa vede re di volta in volta l'evoluzione di talune arti, perfino la provenienza delle materie prime.
Una società di corte si denota con i suoi atti di vita pubblica, ma si può anche connotare per i suoi umori, gusti, manie custodite nel privato. Questo ulteriore Quaderno dell'Archivio Storico, il nono, curato da Grazia Biondi ancora nel contesto delle iniziative di Modena Capitale, avrebbe l'ambizione di documentare l'atmosfera di una piccola epoca nel suoi momenti vissuti in vestaglia piuttosto che in abito da cerimonia: un modo anche questo per approfondire lo studio di aspetti di storia e cultura materiale della città e del suo territorio.   

A cura di Grazia Biondi
Modena 2001
(€.18)