Meschiari Silvia

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Un posto strano
Sono le 23.15 e, dopo una giornata faticosa passata tra i banchi, di scuola giunge il momento più rilassante della giornata: quello di andare a dormire nel mio dolce letto.
Entro nella mia stanza e chiudo la porta, ad un tratto la luce si spegne, il buio più totale mi avvolge, le finestre si aprono dolcemente, le tende svolazzano per la camera e una scia bianca luminosa, paragonabile a tante piccole stelline, mi trascina e mi porta via, sempre più in alto, nel cielo buio e immenso.
In questo strano viaggio vedo e scopro tante cose buffe: i pianeti quadrati, le nuvole talmente bianche da accecarmi per un istante gli occhi, la luna, molto piccola, appesa ad un filo nero, ha una strana alternanza di colori: rosso, giallo, verde….mi ricorda qualcosa…..
Mi fermo e sento uno strano rumore, sembra quello delle macchine, incuriosita mi giro e mi trovo in mezzo a una strada piena di piccole automobili tutte rosse con a bordo tante formichine nere vestite, con dei buffi cappellini a forma di melanzana, o coperti di ciliegine, che aspettano il verde della luna, da questo scopro che rappresenta il semaforo.
Impossibile!!!… Ma dove sono capitata?!… Che mondo strano!… Non ho il tempo di pensare a niente perché sento un leggero formicolio per tutto il corpo, poi un gran vuoto allo stomaco, infine le vertigini, vedo la luna che diventa sempre più grande..... NO!!!…. Mi sto sbagliando! Sono io che mi sto accorciando! Sono diventata piccola come le formiche.
Mi guardo intorno e scappo dalla strada, prima che la luna diventi verde, nella speranza di trovare un rifugio in cui riposare.
Vedo un albero storto, blu, con le foglie gialle, corro e mi nascondo lì dietro.
Respiro faticosamente e presa dalla paura e dalla rabbia, mi chiedo dove sono e perché .
Cerco delle risposte, mi guardo intorno e capisco che sono nello spazio, seduta sul niente, sono diventata minuscola, voglio tornare a casa. Ma….
Sono circondata da tante formiche che mi prendono, mi sdraiano su un lettino di legno e mi portano via.
I miei occhi, pieni di lacrime per la paura, si chiudono. Sento una voce stridula che mi dice: "Svegliati!, svegliati!".
Mi sveglio e vedo il musetto di una formichina che mi guarda e sorride, mi colpisce il suo piccolo grembiulino giallo con delle foglie azzurre attaccate.
Sbalordita e impaurita le faccio tante domande, lei mi sorride di nuovo e mi accompagna in una stanza completamente buia e con uno specchio bianco e luminoso,sul quale appare un'altra formica con in testa una corona di frutti piccolissimi.
La formichina che sta accanto a me parla con quella nello specchio in una strana lingua.
Poco dopo la piccola formichina mi dice di andare davanti al grande specchio luminoso.
Vado!!….
La grande formica mi spiega che sono arrivata lì per sbaglio e che se voglio ritornare sul mio pianeta devo mangiare 8 chili d'arance, un frutto che io odio particolarmente.
Da questo capisco che la mia vita è segnata per sempre perché non riuscirò mai a mangiare tutte quelle arance.
Sono molto preoccupata, voglio tornare a casa, non voglio passare il resto dei miei giorni con delle formiche a camminare nel vuoto.
Provo ad entrare nello specchio, ma…..
Mi ritrovo per terra, non vedo niente perché è tutto buio, cerco qualcosa per fare luce e trovo un filo accanto a me, lo tiro e come per incanto si accende il lampadario della mia camera….In mio viaggio è finito!!


Meschiari Silvia
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