Pusceddu Alessandra

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Luna
Luna era salita sul treno, con il cuore in gola.
Avrebbe percorso un centinaio di chilometri e poi sarebbe arrivata a destinazione.
Presto, troppo presto, il treno correva veloce e non le dava il tempo di pensare.
Doveva decidere, doveva fare una scelta, ma la sua testa si rifiutava.
Doveva partire? O forse sarebbe stato meglio aspettare e continuare ciò che aveva iniziato? L'idea la soffocava, ma almeno le permetteva di sopravvivere. E se, invece, avesse rischiato tutto, inseguendo un sogno sospeso nel nulla?
Cosa doveva fare? Stava andando a firmare un accordo e ancora non lo sapeva.
Che scelta stupida ... pensava e sentiva crescere il desiderio di fuggire, di andare lontano e ricominciare da capo.
Luna aveva chiuso gli occhi sperando che il sonno la rapisse silenzioso.
Il sole le faceva compagnia, accarezzandole i lunghi capelli biondi e il profumo del mare la avvolgeva dolcemente.
Quando quel profumo si fece più intenso Luna aprì gli occhi, pensando d'essere arrivata.
Dal finestrino arrivavano immagini di un paesaggio che non conosceva.
Gli altri passeggeri erano spariti.
Luna si era alzata in piedi spaventata.
Non mi sarò addormentata? Non posso aver sbagliato! O forse il treno si è fermato alla stazione e io non sono scesa! pensava ad alta voce.
Aveva aperto il finestrino e con stupore aveva visto che il treno non correva più sui binari, ma volava leggero nel cielo, inclinato come un aereo in fase di decollo, snodava elegante le sue carrozze nell'aria.
Luna si era nuovamente seduta sulla poltroncina del treno.
Questa volta sorrideva felice.
Forse era soltanto un sogno, ma lei non voleva certo essere svegliata.


Pusceddu Alessandra
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