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12/05/2017

“MUTINA” / 2 – ECCO CHI SONO GLI ARTISTI DI “VARCHI NEL TEMPO”

Kurt Wenner, Leon Keer, Julian Beever, Eduardo Relero e Vito Mercurio a Modena dal 12 al 14 maggio per far riemergere spazi della città romana sepolta con l’arte anamorfica

Sono cinque gli street artist internazionali che partecipando a “Varchi nel tempo” a Modena, dal 12 al 14 maggio sfonderanno illusoriamente la pavimentazione della città in cinque diversi luoghi del centro storico, per “svelare” con la Street art 3D i siti più significativi della città romana di Mutina, celata nel sottosuolo.

Kurt Wenner, statunitense, operativo a Palazzo Carandini sull’Anfiteatro, è l’artista più noto per l’invenzione di questa forma d’arte illusionistica e interattiva tridimensionale. Tra i suoi lavori in oltre 30 paesi del mondo, opere a grande scala pittoriche, scultoree, decorative, installazioni 3D e di design architettonico. Dopo una formazione artistica di stampo classico e studi di geometria che l’hanno portato a lavorare per la Nasa come illustratore tecnico spaziale, è approdato a questa originale forma artistica ed ha abbandonato per lungo tempo gli Usa per vivere in Italia, seguendo la sua passione per l’arte classicistica. Da diversi anni tiene conferenze, corsi e dimostrazioni presso istituti d’arte e design internazionali, musei di diversi Paesi, e per gli Studi della Disney e della Warner Bros. Ha avuto numerosi riconoscimenti per il suo contributo al sostegno e alla diffusione dell’educazione artistica.

Leon Keer, olandese, all’opera davanti a S. Biagio per il Capitolium, ha appreso le tecniche pittoriche lavorando sul design e la produzione di prodotti commerciali per multinazionali come Coca-Cola. Ha eseguito opere su commissione in diverse parti del mondo: oltre all’Europa, Usa, Emirati Arabi e Australia. L’abitudine a lavorare su diversi tipi di supporto lo ha portato a interessarsi di sperimentazione di materiali e tecniche innovative. Le sue opere sono state esposte in diverse gallerie d’arte dei Paesi Bassi e del Regno unito. Il suo lavoro è stato presentato a numerosi festival artistici in Europa e negli Stati Uniti. Nel corso della carriera ha spesso presentato la sua arte sottoforma di “live-action-painting performances”. La sua abilità come street artist gli ha permesso di condividere il piacere della creazione artistica con il pubblico della strada.

Julian Beever, britannico, alle prese con la Domus di piazza Grande, è noto in tutto il mondo per le sue opere pavimentali, soprattutto illusioni anamorfiche, create con una particolare distorsione che conferisce l’impressione di tridimensionalità alle immagini guardate da un particolare punto di vista. La sua attività inizia dopo gli studi artistici all’Università come busker/artista di strada in diversi paesi, dagli Stati Uniti all’Australia. Le sue prime illusioni anamorfiche risalgono ai primi anni ’90. In seguito ha ricevuto commissioni private e pubbliche in molti paesi. Nel 2007 è comparso in 10 puntate televisive sull’arte “Concrete Canvas” (ElectricSky Productions) e nel 2011 è stato pubblicato il suo primo libro “Pavement Chalk Artist” (Firefly edizioni).

Eduardo Relero, argentino, che farà riemergere le Terme al Palazzo della Provincia, concepisce opere per interagire col pubblico che hanno fatto il giro del mondo, da New York a Roma, dal Messico al Giappone. Abbandonati gli studi accademici in favore di esperienze di arte di strada, negli anni ’90 dall’Argentina si sposta in Europa e arriva a Roma, dove può finalmente conoscere dal vero le opere di Tintoretto, Caravaggio e Veronese su cui si era formato, e incontra altri street artists raccolti nella capitale. Cercando sempre di evitare i canali culturali ufficiali, decide di raggiungere la Spagna dove inizia la sua relazione con l’anamorfismo. I primi esperimenti sono confluiti in un’arte illustrativa che parla della condizione dell’esistenza o di una situazione sociale, conferendo al suo lavoro una sensibilità narrativa che supera l’effetto visuale.

Vito Mercurio, nato nel 1985 a Battipaglia (SA), a Modena impegnato con le Mura romane di piazza Roma, è uno dei pochi street artists anamorfici italiani. Dopo gli studi artistici alla scuola di Salerno, poi all’Accademia di Firenze e Napoli, inizia la sua carriera come “madonnaro” di strada per specializzarsi poi in street art anamorfica. Le sue opere sono state esposte in diverse città italiane e del mondo, tra cui Varsavia, Dubai, Burban e Sydney. Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali per la sua creatività e innovazione artistica. Nel novembre 2015 ha partecipato alla realizzazione di un’opera tridimensionale anamorfica di enormi dimensioni in California, ascritta al Guinness dei primati, assieme a famosi artisti tra cui lo stesso Kurt Wenner e Leon Keer.

L’evento, intitolato “Varchi nel tempo”, si svolge a cura di Cristiana Zanasi e Alessia Pelillo dei Musei civici di Modena nel programma di “Mutina Splendidissima”, nei 2200 anni dalla fondazione (www.mutinasplendidissima.it)

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