03/10/2005

SANT'AGOSTINO, POLO CULTURALE FONDAMENTALE PER MODENA

I pareri dei consiglieri nel corso del dibattito sulla delibera relativa all'ex ospedale
In fase di dibattito sulla delibera di valorizzazione del Sant'Agostino Eugenia Rossi (Ds) ha dichiarato di considerare 'un successo il fatto di essere arrivati al Protocollo d'intesa. Sarà necessario stabile un rapporto stabile con la Fondazione Cassa di Risparmio e il Comune non può rinunciare al ruolo di regista della cultura della città. La piazza aveva già avuto una funzione importante al tempo di Francesco III, che era soprattutto un'area di assistenza, mentre ora può diventare un vero e proprio polo culturale'. Achille Caropreso (Fi) ha sottolineato invece che 'la piazza deve diventare il fiore all'occhiello di tutta la cultura modenese e polo di attrazione delle aree antistanti, vale a dire che non si può parlare della piazza Sant'Agostino dimenticando piazza Mazzini e piazza Matteotti, che meritano valorizzazioni. Piazza Matteotti, in particolare, ha un'architettura sarebbe stata meglio a Roma, all'Eur, e che quindi non ha un'identità nel contesto del nostro centro storico. Non bisognerà fare dei passi falsi, ci dovremo impegnare a capire come riempire il contenitore dell'ex ospedale, ma pensando anche alla piazza, perché ' per ora ' non si presenta gradevole, è una lastra gelida d'inverno e rovente d'estate'. Ercole Toni (Ds) ha quindi ricordato che 'la dismissione dell'ex ospedale porta una serie di problematiche sotto il profilo della sicurezza. Oggi l'accordo con la Fondazione ci permette di disinnescare una potenziale Santa Barbara e di rispondere ai commercianti del Centro Storico sull'abbandono della struttura, a cui si aggiunge anche il recente trasferimento del mercato biologico in piazza Pomposa, che contribuirà a rivitalizzare la zona'. Adolfo Morandi (Forza Italia) si è invece soffermato sul tema della valutazione dell'immobile: 'C'è una perizia depositata, perciò difficilmente contestabile, però è un immobile che può avere un rilievo storico notevole e di conseguenza non so fino a che punto sia giusto dare una valutazione dell'immobile solo sulla base di superficie utilizzate. Forse poteva avere un valor maggiore. Mi auguro ' ha concluso Morandi ' che il Comune mantenga una funzione di collaborazione stretta con la Fondazione, non solo per la ristrutturazione, ma anche per le funzioni a cui saranno destinati i locali'. Baldo Flori (Modena a Colori) ha giudicato 'positiva' la convenzione, puntualizzando però che 'si dà il via alla convenzione, ma non alle linee complessive di un progetto che non c'è, che doveva riguardare l'immobile, la piazza e gli edifici prospicienti. Manca insomma il quadro urbano, che potrebbe far pensare che l'amministrazione privilegi la logica dello spezzatino. Alla Fondazione ' ha continuato Flori ' si garantisce molta autonomia. Forse sarebbe stato opportuno usare un potere negoziale maggiore, senza timori'. L'assessore al Centro Storico Stefano Bonaccini ha dichiarato che 'finalmente siamo all'inizio del processo dell'uso dei contenitori. Un'idea di rilancio complessivo del Centro storico parte proprio da qui. Si può affrontare l'espulsione di funzioni importanti dai contenitori, come gli ospedali, ma si vince se si ha un'idea complessiva dell'utilizzo dei contenitori stessi. Importante è stata l'idea di puntare su scelte strategiche, vale a dire il polo giudiziario, il polo universitario (San Geminiano), il polo di servizio pubblico (Redecocca), polo culturale (Santa Margherita, Baluardo della Cittadella). Si è evitata quindi la parcellizzazione, andando ad un unicum che porterà funzioni stabili per i prossimi decenni'. Sergio Rusticali (Sdi) ha aggiunto che 'è stato importante il metodo usato, che vede nel protocollo d'intesa un elemento di concertazione fra diversi soggetti rilevanti, che hanno trovato un elemento di forte intesa che consente di fare un'operazione di livello alto'. Andrea Galli (An) ha definito 'dubbiosi' alcuni elementi del capitolato, lanciando quindi 'un grido d'allarme sulla previsione dei parcheggi nell'area. Portare iniziative in centro senza prevedere cosa si farà per i parcheggi in centro può portare a dei problemi'. Antonio Maienza (Udeur) ha invece dichiarato che 'saremo vigili e presenti rispetto alle eventuali varianti progettuali del futuro, per verificare se si procederà nel senso indicato dalla delibera'. Sergio Celloni (Udc) ha dichiarato che 'si parla del recupero del Centro storico e della piazza, però devo dire che Modena non ha più quelle caratteristiche che garantiscono di potersi inserire in nuovi percorsi commerciali. Spero che la Fondazione sia in grado di garantire quell'incentivo per il centro, di cui la città ha bisogno'. L'assessore alla Cultura Mario Lugli ha descritto 'gli orientamenti dell'assessorato sul tema in oggetto. E' da un anno che si è immaginato di collocare all'ex ospedale funzioni prevalentemente culturali. Ci sono anche delle complessità, che riguardano principalmente il fatto che vogliamo fare di quel luogo un punto 'non imbalsamato', che è un rischio corso anche in altre città in cui si è andati a recuperi architettonici che poi sono risultati poco frequentati. Dobbiamo partire, nella concertazione con la Fondazione cassa di Risparmio di Modena, proprio da questo, cioè ragionare su quali possano essere destinazioni che vanno incontro a modalità di fruizione della cultura dei nostri giorni. Modena negli ultimi anni è entrata nei circuiti culturali nazionali grazie ad una serie di eventi, a cominciare dal Festival della Filosofia, ma non solo. L'impegno è di valorizzare la vocazione culturale anche attraverso la valorizzazione delle infrastrutture culturali, dalla Biblioteca Delfini all'apertura del Museo della Figurina che speriamo possa aprire nel 2006. Sempre nel 2006 dovrebbe partire anche il bando per l'area ex Amcm, per dare spazio alla prosa d'avanguardia'. Dante Mazzi (Fi) ha quindi sottolineato che 'si approva una delibera per sistemare un contenitore importante, ma siamo in ritardo di almeno cinque anni. Si parla di occasione storica, ma lo era già nel 1999. Si parla di vocazione culturale, ma cera già negli anni '98-'99. Ricordo la vicenda della Porta di Gehry, un progetto per il quale si spesero soldi pubblici e che non fu mai realizzata. Poi ci fu la grande trovata della vendita del Sant'Agostino alla Provincia, ma io già nel 2002 dissi che si trattava di un'operazione elettorale'. Alvaro Colombo (Prc) ha ribadito che 'si approva un progetto significativo, un'operazione di recupero filologico difficile, finalizzata ad un uso culturale, espositiva e museale con ricaduta positiva settoriale nel centro storico, ricreando intorno a Sant'Agostino un grande polo culturale-museale. E' un intervento che si colloca in una sequenza logico-temporale di riqualificazione del Centro storico. La logica di riqualificazione non può che avere una logica di sistema, unendo servizi, residenza, cultura e istruzione, altrimenti di fa un'operazione che nel tempo è destinata a non sopravvivere'. Enrico Artioli (La Margherita) ha motivato il voto favorevole del gruppo poiché 'la piazza può diventare un salotto della città e si introduce anche il tema più ampio legato alla vocazione delle piazze modenesi. L'auspicio è che le iniziative siano sinergiche a quelle presenti nella zona'.

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