10/03/2008

UFFICI COMUNALI, IL DIBATTITO IN CONSIGLIO

Tutti gli interventi sulla delibera di indirizzo presentata dall'assessore Marino.

È stata approvata con il voto favorevole della maggioranza e del gruppo Indipendente, il voto contrario dell’opposizione e l’astensione di Modena a colori la delibera di indirizzi sulle nuove sedi comunali, presentata in Consiglio dall’assessore al Patrimonio Antonino Marino. La delibera prevede di accorpare tutti gli uffici del comune in tre sedi: il palazzo Municipale in piazza Grande, l’ex Ospedale Estense in via Vittorio Veneto e l’attuale sede di Hera Modena di via Razzaboni – di cui l’amministrazione è già proprietaria. Contemporaneamente si prevede di alienare le sedi di via Santi 40, dell’ex Amiu e della Stm.
Nel dibattito, Achille Caropreso, indipendente, ha affermato: “con questa delibera si dà il primo impulso alla dismissione di strutture tenute in affitto, in modo che l’Amministrazione prenda possesso di luoghi e strutture di proprietà, con un evidente risparmio per i cittadini. La delibera ottempera a ripetuti auspici e richieste avanzati in passato da questo Consiglio comunale. Non credo si debba discutere qui di prezzi, estimi e valori, sarebbe fuorviante parlarne nel momento di una delibera di indirizzo. Credo ci sarà un impatto molto positivo sul centro storico dal recupero degli ex ospedali Estense e Sant’Agostino, con un miglioramento della frequentazione e del presidio della zona e una rivitalizzazione del nostro centro”.
Adolfo Morandi di Forza Italia ha dichiarato: “credo che questa delibera rivesta un’importanza notevole. Da anni attendevamo queste decisioni, per non sprecare in affitti passivi le risorse di questa città. La delibera, definita di indirizzo, pone invece obiettivi ben precisi in termini di vendita, ristrutturazione, destinazione di immobili. Credo che la Commissione avrebbe dovuto vedere le ipotesi alternative, invece ci è stata portata una sistemazione pressoché definitiva. Credo però che la sede di via Santi 40 non debba essere ceduta. È utilizzata dal Comune in modo soddisfacente e vi trovano sede l’Anagrafe e diversi uffici pubblici. I cittadini modenesi conoscono questo immobile da anni, è servito e molto vicino al centro storico. Si propone invece di venderlo e collocare gli uffici nella sede di Hera, che si trova invece al di là della Ferrovia, con una difficoltà sicuramente rilevante per una parte dei cittadini nel raggiungerlo. Credo andrebbe valutato il fatto che l’immobile di via Santi è già cablato e adeguato all’attività degli uffici. Risorse che si buttano via svendendo l’edificio, che dovrà essere ristrutturato per diventare appetibile. Rilevanti risorse si spenderanno per ricostruire qualcosa che è ora funzionante. Anche il recupero dell’ex ospedale Estense sembra difficoltoso e oneroso”.
Danilo Bassoli del Pd ha espresso “meraviglia” per l’intervento del consigliere Morandi: “si tratta di una delibera d’indirizzo e ci sarà occasione di riparlare di tutti i dettagli delle decisioni. Si è parlato per anni di rivitalizzare il centro storico con delle funzioni amministrative, ora che abbiamo pensato di collocarle all’ex ospedale Estense si dice che non va bene. Anche la disponibilità del centro direzionale Hera di via Razzaboni è importante. Abbiamo assegnato un terreno per la nuova sede con una delibera di due anni fa e la concentrazione di molti servizi nell’attuale sede di Hera sarà un’opportunità positiva. Certo, ci sono dei problemi, perché perdiamo 900 mila euro l’anno di affitto che Hera ci pagava, e l’economia in termini di spesa corrente è dunque minore. Credo che sul tema del riuso di molti importanti contenitori ci vorrebbe comunque una maggiore coerenza negli interventi. Il dibattito non si chiude oggi, ma si avvia con questa positiva delibera di indirizzo”.
Baldo Flori di Modena a colori ha detto: “considero positiva la parte della delibera che delinea una cornice di riferimento per i prossimi anni. È vero che serve una risposta più ampia per i bisogni dei cittadini, che molti uffici hanno bisogno di spazi più razionali, e che è necessario risparmiare sugli affitti. È positiva anche la valorizzazione del patrimonio che si avrà con la movimentazione nata da questa proposta. Non credo che il patrimonio del Comune debba essere una specie di manomorta pubblica, come era il patrimonio della Chiesa. È importante che la proposta, almeno oggi, sia al di fuori del piano degli investimenti. Questo ci obbliga a trovare una coerenza sia sul fronte dell’entrata sia su quello della spesa. A differenza del collega Morandi, io trovo troppa indeterminatezza in queste linee di indirizzo. Credo, ad esempio, che la collocazione dell’anagrafe negli uffici ex Hera sia, almeno per oggi, disagevole per i cittadini. Credo che alcune di queste scelte andrebbero meglio definite per dare corpo alla delibera. Per loro natura, le linee di indirizzo lasciano le mani molto libere alla Giunta. Un giudizio compiutamente positivo sarebbe stato possibile se una serie di problemi tuttora aperti non fossero rimasti così tanto aperti. Non mi sento, insomma, di firmare questa cambiale in bianco per la Giunta”.
Ubaldo Fraulini del Pd ha sostenuto: “le linee di indirizzo sono opportune e vincoleranno l’amministrazione per un tempo non breve. Credo sia importante mantenere l’orientamento di migliorare i servizi per i cittadini. È inoltre importante ridurre le spese correnti, con il tema degli affitti. La scelta della ricollocazione nel centro storico o in prossimità di servizi pubblici è fondamentale per la vitalità e l’attrazione del centro. Serve un’attenzione costante e quotidiana, non soltanto per lo shopping del fine settimana. Ulteriore impulso a questa scelta potrà venire dalla collocazione, nelle vicinanze, di servizi privati e anche, nel caso del Sant’Agostino, di alloggi per studenti. Ritengo importante anche il discorso di ridurre le sedi dei servizi pubblici: per i cittadini è importante andare in un posto e sapere di trovare più servizi”.
L’assessore alla Pianificazione Daniele Sitta è intervenuto precisando che “gli obiettivi del piano delle sedi sono molteplici. La valenza è anche strategica: rivitalizzare il centro storico riportando funzioni pubbliche nell’ospedale estense è una scelta importante che ha riguardato anche la Provincia e la Prefettura. L’obiettivo è anche di equilibrio economico, per non sottrarre risorse al piano degli investimenti e tenere in equilibrio il bilancio del Comune. La situazione, purtroppo, non è quella delineata da Morandi: non abbiamo aree importanti in proprietà a disposizione, e le alternative agli interventi indicati non ne avevamo, certamente non di quella dimensione. La scelta fatta ha anche una valenza urbanistica, per valorizzare dal punto di vista residenziale e terziario un’area come quella di San Cataldo. Anche via Morandi è un’area importante. Il tempo di realizzazione, comunque, senza contrattempi, non potrà essere inferiore ai 5 anni. Per via Razzaboni, sarà prevista la ristrutturazione del sottopassaggio ciclopedonale che la collega a via Montecuccoli, per migliorare l’accessibilità a pedoni e ciclisti”.
Enrico Artioli del Pd ha evidenziato: “è importante valutare, anche nel prosieguo dell’iter della delibera, gli aspetti della razionalizzazione e del bilancio. Ad esempio, unificando le sedi, molti costi si riducono: da quelli di portierato ai costi informali. Inoltre, è importante la presenza sul territorio con un elemento di qualità. Si potranno instaurare progetti di mobilità ecologica, a margine, per valorizzare questa importante scelta che io condivido, e ottimizzare gli spostamenti in città. Tra gli aspetti urbanistici, è vero che la sede di Hera è un po’ fuori mano e andrà servita. Ma è anche un’area poco presidiata, dove è importante posizionare un servizio. Anche la struttura dell’auditorium potrebbe trarre vantaggio dalla nuova utilizzazione. Sono d’accordo anche sul recupero della sede dell’ex ospedale Estense, una spesa per l’amministrazione, ma nell’ambito di un progetto ben più ampio. La sede del Municipio è infine oggetto di ristrutturazione e credo sia opportuno valorizzarla. Ci sono criticità sulle spese di ristrutturazione delle sedi nuove, per non parlare del fatto che nella sede Hera avanzeranno addirittura degli spazi”.
Dante Mazzi di Forza Italia ha osservato: “in linea di principio, possiamo ritenerci soddisfatti che qualcosa si muova. Il 21 luglio 2005 presentammo un’interrogazione proprio sul palazzo di Hera. La risposta fu che ad Hera quel palazzo andava bene, con una scadenza al 2012. Questa è però la solita delibera degli annunci: si dice tutto, e tutto si può cambiare. Quanto alle cifre presentate, è chiaro che non possiamo pretendere una precisione massima, in questa fase, ma 26 milioni di euro di costi per l’Estense è sicuramente un dato molto elevato. Spendere 26 milioni per una ristrutturazione, che sicuramente comporterà dei problemi, è rischioso. Dobbiamo fare i conti anche con la Sovrintendenza. Questa delibera di indirizzo, come quella sul trasporto pubblico, è una cambiale in bianco. Anche nel piano finanziario ci sono tempi molto indeterminati. Accettare questa delibera è dare alla Giunta una cambiale in bianco e questo non possiamo sottoscriverlo”.
Giuseppe Campana del Pd ha richiamato l’attenzione “in primo luogo sull’utilizzo dell’ex Estense: la collocazione, limitrofa al Palazzo dei Musei, è oggetto di un recente protocollo d’intesa. Si definisce l’Estense una destinazione idonea agli uffici di Istruzione e Cultura. Convengo su questo, ma con alcune osservazioni che ho già fatto all’assessore: se la zona deve essere un importantissimo polo culturale, a valenza regionale o nazionale, io credo che ci siano delle priorità. La destinazione può benissimo essere, per motivi finanziari o logistici, di uffici pubblici. Ma non credo si debba pregiudicare, nella ristrutturazione, l’ipotesi di un’eventuale espansione degli istituti culturali del Palazzo dei Musei. In un futuro che ora non possiamo prevedere, la naturale destinazione dell’ex ospedale sarebbe l’espansione degli istituti culturali. Credo che nelle delibere di indirizzo si debba essere lungimiranti. Una seconda osservazione la faccio citando un famoso libro intitolato ‘Le due culture’, cultura scientifica e umanistica. Il riferimento è alle ex Fonderie, dove si parla di destinare parte del complesso a centro museale, didattico ed espositivo. Si tratta di un importante polo culturale, che non è meno importante perché si parla di scienza e tecnica di quello del Sant’Agostino, che sarà dedicato alle scienze umane. L’ulteriore sottolineatura è l’invito a non sottovalutare la qualità culturale dell’intervento sulle ex Fonderie. Non facciamone una semplice passerella o sacrario della meccanica modenese”.
Alvaro Colombo di Rifondazione comunista ha definito “estremamente importante” la delibera, “che apre un percorso che va a riqualificare sia la funzione pubblica sia la funzione urbanistica della città. Si otterrà un risparmio nella spesa corrente e si potranno investire risorse per i cittadini. Si potranno riqualificare spazi della città dal punto di vista urbano e funzionale. Le sedi amministrative passano da una dispersione a una concentrazione. Si valorizza il centro, ma si potenzia anche il presidio di alcune zone periferiche. L’assessore Sitta ha parlato, correttamente, di mobilità leggera, e sottolineato l’importanza di affiancare a questa delibera una programmazione in termini di trasporti e mobilità. Ci sarà tempo per definire tutti questi aspetti. Oggi approviamo questa importante delibera, che consente alla nostra città uno sviluppo più equilibrato e una migliore qualità di vita”.
Antonino Marino ha replicato: “il dibattito partecipato, attento e costruttivo sottolinea l’importanza di questa delibera di indirizzo. Continueremo passo passo a portare in Consiglio questo importante progetto, la cui durata sarà di medio-lungo periodo. Evidentemente, ci sono elementi che si determineranno in seguito, e la delibera avrà aggiornamenti e definizioni tecnico progettuali nel futuro. Certamente non è nostra intenzione fare dei garage all’ex Estense oppure andare a venderlo: vogliamo riconsegnarlo alla città in un’ottica di recupero delle funzioni pubbliche in centro storico. Rispetto a via Santi 40, se dovessimo mantenerlo non riusciremmo a risolvere il problema di rendere gli spazi più efficienti. Credo, poi, che per la definizione precisa di quali saranno gli uffici da collocare in quali sedi sia opportuno aspettare per valutare meglio le diverse esigenze. Il percorso di trasferimento ha tempi differiti, alcuni immobili dovranno essere ristrutturati, altri gestiti. Non so se sia meglio fare un bando unico o più bandi ma lo valuteremo per valorizzare al meglio le risorse dell’ente. Credo, infine, che sia importante valorizzare allo stesso modo la cultura umanistica e quella scientifica. Quest’ultima troverà spazio alle ex Fonderie in modo da valorizzare una parte importante della storia industriale e operaia della nostra città. Molto importante è anche la proposta di individuare eventuali nuovi spazi per la cultura all’ex ospedale Estense. Ci sarà la massima attenzione su cosa sarà collocato all’Estense, nell’ottica della piazza delle arti, ma anche nell’ottica di mantenere una funzione pubblica in un luogo che attualmente ospita un ospedale. Ho apprezzato gli interventi, anche quelli critici. Credo che il nostro obiettivo debba essere rendere sempre più efficiente la gestione della cosa pubblica, perché è questo che ci chiede la città”.
Il sindaco Giorgio Pighi ha concluso affermando: “in questo Consiglio comunale ci sono stati molti altri passaggi che oggi convergono in queste linee di indirizzo: il recupero del Sant’Agostino, le Fonderie e il dibattito partecipativo in proposito, ma anche la sede della Provincia alla caserma Fanti. Le esigenze sono numerose, innanzitutto la razionalizzazione: concentrare le attività in meno edifici e rendere più funzionali i servizi. Poi c’è l’esigenza di risparmiare in affitti passivi e liberare queste risorse per altri bisogni della città. Condivido l’idea che l’attenzione alle scienze tecniche e quella alle scienze umane vadano di pari passo. Per quanto riguarda l’ex Estense, credo che dal punto di vista strutturale non si precludano nuove utilizzazioni culturali ed espositive, in un futuro magari anche lontano. In ogni caso, c’è un vincolo molto forte della Sovrintendenza che va in questo senso. L’immobile di Hera in via Razzaboni ha caratteristiche molto positive, sia per quanto riguarda la zona adibita a uffici sia per quella di tipo produttivo e industriale. Dovremo ristrutturarlo in parte ma credo sia una buona acquisizione per la città e un’occasione per migliorare i nostri servizi. La delibera di indirizzo è il tipico atto con cui il Consiglio interviene nel merito nelle decisioni che dovrà prendere la Giunta e terremo sicuramente conto degli spunti di questo dibattito. Con questo atto, si darà una soluzione definitiva per la città, almeno per i decenni a venire. Credo che il dibattito di oggi dia conto della consapevolezza, da parte di tutti, di questa grande importanza”.
In fase di dichiarazione di voto, Morandi ha precisato: “non intendevo suggerire che lo stabile di via Santi 40 fosse un’alternativa alla sede di Hera. Credo che nella sede di Hera possano andare molti altri uffici, da via Galaverna a via San Cataldo. Credo solo che non si debba svendere un immobile che oggi è utilizzato dalla città e ha già le dotazioni tecnologiche necessarie. Inoltre, mi fa piacere che il Sindaco abbia affermato che la ristrutturazione dell’Estense terrà conto dei vincoli della Sovrintendenza e avrà più spazi espositivi che uffici comunali. Voteremo contro perché non siamo d’accordo con il modo in cui viene fatta questa proposta”.
Baldo Flori ha annunciato un’astensione “perché abbiamo condiviso gli obiettivi generali ma giudichiamo troppo confusa la soluzione relativa all’ex Estense: Sitta si è tenuto molto le mani libere, mentre il Sindaco, in un intervento che condivido perfettamente, ha ribadito l’opportunità di ipotizzare un ampliamento degli spazi espositivi esistenti”.

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