10/03/2010

IN UN TESTO L'ESPERIENZA AD AUSCHWITZ DEI VOLONTARI

E' il frutto di un percorso di formazione e riflessione rivolto ai giovani in servizio civile in Comune. Sarà presentata giovedì 11 marzo alle 15.30 in Municipio

“Mi ricordo quando eravamo a Birkenau, c’era molto freddo, il posto era molto triste, il colore che prevaleva era il grigio e come colore mi ha sempre 'dato da fare'. La mia sciarpa ha alleviato il freddo e la mia pelle d’oca. L’avevo sempre addosso perché avevo sempre i brividi…non solo dovuti al freddo”. Sono le parole di Angela, volontaria del servizio civile che ha partecipato al viaggio in treno verso Auschwitz nel gennaio 2009. La sua esperienza e quelle degli altri volontari coinvolti nel percorso di riflessione e formazione sostenuto dall'assessorato alle Politiche sociali, sanitarie ed abitative del Comune di Modena e affidato alla Fondazione Villa Emma, sono state raccolte in una pubblicazione di quasi un centinaio di pagine dal titolo “La memoria di un viaggio. Riflessioni e scritture dopo un treno per Auschwitz” (Edizioni Artestampa, Modena 2010), a cura di Maria Bacchi.
La pubblicazione sarà presentata domani, giovedì 11 marzo 2010 alle 15.30, nella sala di Rappresentanza del Palazzo comunale. Ai saluti del sindaco di Modena Giorgio Pighi e del presidente della fondazione Villa Emma Stefano Vaccari, seguirà l'introduzione dell'assessore alle Politiche sociali del Comune Francesca Maletti e gli interventi di Tahar Lahmri, coordinatore del Festival delle culture di Ravenna, Daniele Lugli, presidente nazionale Movimento nonviolento e Fausto Ciuffi, direttore fondazione Villa Emma. Sarà presente Maria Bacchi, autrice della pubblicazione, con i ragazzi del Servizio civile del Comune di Modena coinvolti e gli operatori dei servizi e di Copresc. Coordinerà la discussione il dirigente del servizio Politiche per l'integrazione sociale e residenzialità anziani Maria Paola Del Vecchio.
“Spaesata…impaurita… L’impatto con i lager è traumatico…troppo forte…niente lasciato al caso…tutto calcolato” scrive Roberta, un'altra volontaria. “Non riesco a non immedesimarmi coi deportati e cerco di capire cosa veramente hanno potuto vivere in questo posto immenso e orribile...ma so che non potrò mai riuscirci...penso solo tra me e me che io, libera, vestita molto pesante date le condizioni climatiche, con un paio di scarponi dato il fango, con un nome, un cognome, una mia identità ho tutto ciò che a quelle povere persone mancava”. L'esperienza che ha dato vita alla pubblicazione, rivolta ai ragazzi del Servizio civile volontario del Comune di Modena nell'anno 2008-2009, è nata dalla necessità, da un lato, di rielaborare l’esperienza del viaggio compiuto in treno verso Auschwitz da alcuni di loro nel gennaio 2009, dall’altro, di coinvolgere nella riflessione sull’eredità di Auschwitz anche coloro che non avevano partecipato. I volontari sono stati idealmente suddivisi in 'Viaggiatori del reale' e 'Viaggiatori della mente', sono state raccolte le tracce materiali (oggetti, fotografie, scritti) che evocavano e testimoniavano l’esperienza dei viaggiatori, e sono state effettuate letture di brani a tema, tra i quali alcuni di Primo Levi. In seguito i ragazzi sono stati coinvolti in una attività di scrittura prima individuale poi collettiva guidata e scandita dalle fasi del percorso di Levi da Fossoli ad Auschwitz, della sua permanenza nel lager e del suo ritorno. Chiude il volume una selezione di scritti che offre spunti di riflessione ulteriori di due illustri storici come Fabio Levi e Alberto Cavaglion e di due giovani che cominciano ad affrontare i nodi problematici della storia del Novecento e dei suoi riflessi sull’attualità e sul futuro.

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