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26/07/2019

CLIMA / 1 - “DICHIARARE L’EMERGENZA E RIDURRE LE EMISSIONI”

Lo chiede al Comune il Consiglio con un odg della maggioranza. Ok anche alla mozione che chiede al Governo finanziamenti per l’emergenza inquinamento in Pianura Padana

Dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale, riconoscendo le responsabilità storiche e antropiche del cambiamento climatico, e attuare ogni azione possibile per contenere l’aumento delle temperature e ridurre le emissioni di gas climalteranti. È quanto chiede al Comune di Modena l’ordine del giorno presentato dai gruppi di maggioranza (Verdi, Pd, Sinistra per Modena e Modena solidale) e approvato dal Consiglio comunale, nella seduta di giovedì 25 luglio, con il voto a favore della maggioranza e del Movimento 5 stelle (contrari Lega e Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia).

Insieme all’ordine del giorno sull’emergenza climatica, l’assemblea consiliare ha approvato anche una seconda mozione, proposta anche in questo caso dai gruppi di maggioranza, che chiede al governo di decretare lo stato di emergenza sanitaria per la Pianura padana, a causa dell’elevato inquinamento dell’aria, e di conseguenza di finanziare incentivi e progetti, come sostituzione dei veicoli inquinanti ed efficientamento energetico, per diminuire le immissioni di gas inquinanti in atmosfera. Su proposta del M5s, l’ordine del giorno invita anche l’Amministrazione comunale ad anticipare sul territorio comunale il divieto di utilizzare la plastica monouso, applicandolo entro la fine di gennaio 2020 invece che entro il 2021, data prevista dall’Unione europea. L’ordine del giorno è stato approvato con il voto a favore della maggioranza (Verdi, Pd, Sinistra per Modena e Modena solidale) e del Movimento 5 stelle (contrari Lega e Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia).

Illustrato in aula dalla consigliera Paola Aime, Verdi, l’ordine del giorno sull’emergenza climatica recepisce le sollecitazioni arrivate dalla mobilitazione mondiale di Friday for future (come hanno già fatto Regno Unito, Irlanda, Scozia e oltre seicento Comuni nel mondo tra i quali anche Milano e Napoli) per chiedere che il Comune di Modena, nell’ambito delle proprie competenze, “metta in atto ogni possibile contributo per contenere l’aumento della temperatura globale entro il limite di 1,5 gradi, fissando l’obiettivo dell’azzeramento entro il 2040 delle emissioni nette di gas climalteranti” e, di conseguenza, adeguando gli obiettivi di riduzione del 40 per cento entro il 2030 previsti dall’Amministrazione nell’ambito del Patto dei sindaci per l’energia e il clima (Paesc).

Chiede, inoltre, che l’Amministrazione garantisca “la massima priorità al contrasto del cambiamento climatico anche valutando gli effetti sul clima di ogni iniziativa o azione amministrativa”, e di trovare le modalità per “responsabilizzare la cittadinanza come singoli e organizzazioni, coinvolgendola nell’individuazione degli obiettivi di riduzione delle emissioni al 2030”. Le misure di contrasto ai cambiamenti climatici, afferma ancora il dispositivo dell’ordine del giorno, devono essere sviluppate “secondo il principio di giustizia climatica in base al quale i costi della transizione non devono gravare sulle fasce più deboli della popolazione ma essere sostenuti soprattutto da chi ha contribuito maggiormente a causare i danni ambientali”.

Presentato da Diego Lenzini, Pd, l’ordine del giorno che richiede al governo la dichiarazione di stato di emergenza per la Pianura padana a causa dell’inquinamento, sottolinea che le province di Emilia Romagna, Piemonte e Lombardia più colpite dal problema dell’inquinamento dell’aria sono anche quelle che contribuiscono maggiormente al finanziamento dello Stato. Rileva, inoltre, che per abbassare il livello dell’inquinamento è necessario intervenire in modo parallelo e coordinato su veicoli, abitazioni, agricoltura e processi produttivi, ma anche e soprattutto sullo stile di vita e le abitudini delle persone e che, per farlo, le risorse locali e regionali non sono sufficienti. Poiché l’elevato inquinamento dell’aria, prosegue il documento, può essere considerato un’emergenza sanitaria per il territorio, al pari di una calamità naturale, si chiedono al governo, oltre alla dichiarazione di stato di emergenza, anche particolari linee di finanziamento per la sostituzione dei veicoli privati, della pubblica amministrazione e del trasporto pubblico; la realizzazione di infrastrutture per incentivare la mobilità sostenibile; l’efficientamento energetico degli edifici e la sostituzione edilizia. L’ordine del giorno recepisce anche l’emendamento del M5s per anticipare il divieto di utilizzo della plastica monouso (richiamato anche dall’ordine del giorno sul clima). Respinti, invece, dall’assemblea altri tre emendamenti del M5s che chiedevano al Comune di sostituire tutti i mezzi dell’Amministrazione, compresi quelli della Polizia Municipale, entro dicembre 2020; di invitare Seta a sostituire tutti gli autobus circolanti in città con mezzi elettrici entro la fine del 2022; di sviluppare con la Regione un protocollo di intesa per un progressivo spegnimento dell’inceneritore di Modena entro la fine del 2024.

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