15/10/2020

CHIOSCHI DEL PARCO, SOSPESA LA SENTENZA SERAFINI

Decisione del Consiglio di Stato, appello anche per Lido Park. Lo ha detto l’assessora Vandelli rispondendo all’interrogazione del consigliere Baldini (Lega Modena)

Il Consiglio di Stato ha detto sì nei giorni scorsi alla richiesta avanzata dal Comune di Modena di sospendere l’esecutività della sentenza del Tar che in maggio aveva accolto il ricorso presentato da Carlo Serafini in relazione a uno dei chioschi del Parco delle Mura. Anche sulla sentenza del Tar di giugno, sul ricorso promosso da Michael Moccia rispetto al Lido Park, il Comune ha presentato appello e il Consiglio di Stato decide in questi giorni.

Lo ha spiegato l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli rispondendo oggi, giovedì 15 ottobre, in Consiglio comunale all’interrogazione presentata da Antonio Baldini (Lega Modena) sulle sentenze del Tar Emilia-Romagna sui chioschi del ‘Parco delle Mura”. Il consigliere ha chiesto se il Comune abbia proposto appello contro le sentenze sui chioschi Serafini e Lido Park, se l’Amministrazione ha avviato trattative con i gestori, se intenda lasciare inalterato il numero degli attuali chioschi o se è intenzionata a indire nuovi bandi di concessione e quali iniziative sono state intraprese per rianimare l’area.

Dopo aver riepilogato le diverse fasi del progetto di riqualificazione del parco, caratterizzate anche dalla vicenda giudiziaria che portò al sequestro delle strutture, e aver sottolineato l’apertura dei tre chioschi dissequestrati dopo la sentenza di assoluzione, l’assessora Vandelli ha ribadito che “il Comune intende rispettare quella sentenza, anche e soprattutto nelle parti della motivazione”, e ha precisato come, in questa fase, però, si sia in “rispettosa attesa” dell’esito dell’appello presentato da Italia nostra.

Per la riattivazione del programma, comunque, il percorso è stato già delineato in più occasioni e il Piano di valorizzazione del Parco, che dovrà essere approvato dal Consiglio comunale e dovrà ottenere il via libera della Soprintendenza, sarà caratterizzato dalla presenza di cinque chioschi (tra i quali i tre attualmente aperti) con l’obiettivo di salvaguardare la “passeggiata” e offrire un efficace presidio per la sicurezza del luogo.

Tra i cinque chioschi ci sarà anche il Lido Park, ha assicurato l’assessora Vandelli, mentre è escluso che sia realizzabile quello mai avviato nell’area del Cedro. Le modalità di assegnazione delle gestioni saranno definite nell’ambito del percorso.

Nel frattempo, il Comune ha avviato anche un progetto di miglioramento del parco, con primi interventi realizzati di manutenzione e potenziamento dell’illuminazione e altri programmati, tra i quali la sostituzione di alcune piante per le quali potrebbero esserci problemi di stabilità: il tema sarà approfondito con la Soprintendenza.

Continua, comunque, l’attività di controllo dell’area e delle attività, con anche interventi puntuali, come è avvenuto in questa fase, per evitare che le strutture eccedano nell’occupazione degli spazi pubblici, con modalità non adeguate al luogo.

Rispondendo a una delle richieste dell’interrogazione, l’assessore Vandelli ha precisato che non ci sono al momento richieste d’indennizzo e ha affermato: “Trattative con i ricorrenti? C’è un dialogo avviato con tutti coloro che ritengono di avere una posizione giuridicamente tutelata, anche con l’obiettivo di sapere se sono interessati ad altre collocazioni per le proprie attività”.

Proprio sull’indennizzo ha chiesto chiarimenti, aprendo il dibattito, Elisa Rossini (Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia) sollecitando l’amministrazione comunale a proporlo agli imprenditori coinvolti. Tema ripreso anche da Baldini (“Dialogo? Non c’è l’intenzione di trovare l’accordo con gli imprenditori, visto che il Comune ha proposto appello”) che ha anche criticato la situazione del Lido Park, mentre Enrica Manenti (Movimento 5 Stelle) ha sollecitato un progetto di riqualificazione che rispetti il verde e la qualità delle strutture.

L’assessora Vandelli ha concluso ricordando che non spetta certo al Comune proporre indennizzi, soprattutto se non richiesti dagli interessati: “Il dialogo è aperto”.

 

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