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16/10/2020

RIFIUTI / 2 – IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE

Gli interventi dei consiglieri prima dell’approvazione dei due ordini del giorno

Sono intervenuti consiglieri comunali di diversi gruppi nel dibattito che ha portato ad approvare i due ordini del giorno per l’adesione alla rete dei Comuni “Rifiuti zero” e l’introduzione della tariffazione puntuale, e a respingere la mozione per adottare il modello “in house providing” per la gestione dei rifiuti urbani.

Aprendo la discussione, Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha sottolineato gli effetti positivi della raccolta differenziata, ma ha segnalato che “occorre introdurre un sistema di riciclo e riuso dei rifiuti, in modo da favorire l’economia circolare: una rivoluzione dal punto di vista ambientale che noi condividiamo”.

Per il Movimento 5 stelle, il capogruppo Giovanni Silingardi ha spiegato che l’obiettivo primario delle mozioni è attivare l’amministrazione per ridurre la quantità di rifiuti prodotti dalla città di Modena: “In questo modo si creerebbero i presupposti per abbassare la quota dei conferimenti al termovalorizzatore di via Cavazza, che verrebbe meno alla sua funzione” e allo stesso tempo “si potrebbe differenziare meglio”. Ampliando il discorso, Enrica Manenti ha rilevato l’importanza dell’azione dell’assemblea consiliare (“dalla quale mi aspetto convergenza, visto che tutti i gruppi hanno espresso interesse per l’ambiente”) sui temi ambientali: “Questi argomenti – ha osservato – sono in vetta alle preoccupazioni dei cittadini perché vanno a intrecciarsi con i comportamenti della società”.

Elisa Rossini (Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia) ha messo l’accento sui “ritardi del Comune di Modena, che non è riuscito a rispettare la legge regionale del 2015 sulla raccolta differenziata e sulla tariffazione puntuale. L’amministrazione non può domandare ora al Consiglio una dilatazione dei tempi per adeguarsi alle normative, piuttosto avrebbe dovuto ottemperare alle normative in scadenza quest’anno”.

Paola Aime (Verdi) ha ricordato che la produzione pro-capite di rifiuti non riciclabili è “di 259 chilogrammi all’anno pro capite, una cifra eccessiva. È necessario responsabilizzare i modenesi”. Secondo la consigliera, l’adesione alla rete dei Comuni a rifiuti zero, “permetterà alla città di rapportarsi con esperienze significative e consolidate anche a livello internazionale”.

Per il Pd, Marco Forghieri ha affermato che le norme ambientali “non possono che puntare verso obiettivi importanti, ovvero la tariffazione puntuale e il contenimento della spesa”. Parlando della gestione in house del servizio della raccolta dei rifiuti, ha detto che “passare al servizio interno è complicato, anche per via del periodo storico, e i capitali richiesti per avviare questo processo sarebbero elevati”. Alberto Cirelli ha sottolineato i benefici dell’economia circolare, suggerendo due spunti per metterla in pratica: “Intervenire sulle modalità distributive delle aziende modenesi e sugli stili di acquisto dei modenesi, per renderli più consapevoli. Il digitale è fondamentale, tuttavia non dobbiamo dimenticare l’impatto dell’e-commerce sull’ambiente e sulla società”. Diego Lenzini ha aggiunto che le politiche ambientali possono contribuire all’iter di spegnimento del termovalorizzatore, a partire dalla riduzione dei rifiuti. “In questo percorso è opportuno sollecitare la città sui comportamenti più corretti per il conferimento”. E in un’ottica di economia circolare, ha spiegato, “dobbiamo creare le condizioni in base alle quali le persone non devono semplicemente liberarsi dei rifiuti. I cittadini dovrebbero pensare che la spazzatura può continuare il ciclo di vita, servendo a un altro scopo”.

Anche Vincenzo Walter Stella (Sinistra per Modena) ha citato l’attività dell’impianto di via Cavazza: “Spegnerlo è lo scopo principale – ha detto – ma questo traguardo si allontana visto che, nel frattempo, in città non vengono attuate iniziative finalizzate al miglioramento qualitativo dei conferimenti”. A questo proposito, le linee guida della strategia “Rifiuti zero” dovrebbero costituire “un obiettivo condiviso per il Consiglio comunale – ha aggiunto Stella – e votare questa strategia è necessario anche per dare un segnale alla politica”.

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