08/02/2024

PALAZZO SOLMI, PRIMO INGRESSO DI SANDRONE NELLA NUOVA CASA

In occasione del “Carnevale del Giovedì grasso” la Famiglia Pavironica insieme al sindaco Muzzarelli è andata in visita agli spazi in cui proseguono i lavori di riqualificazione

Sandrone, la Pulonia e Sgorghiguelo hanno fatto il primo ingresso nella loro nuova casa, dove i lavori di riqualificazione e restauro degli spazi proseguono nel rispetto del cronoprogramma, con fine cantiere prevista prima dell’estate.

Questa mattina, giovedì 8 febbraio, in occasione del “Carnevale del Giovedì grasso”, la Famiglia Pavironica, il presidente della società del Sandrone Giancarlo Iattici, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e l’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi, hanno visitato gli ambienti di Palazzo Solmi e verificato lo stato di avanzamento dei lavori. In particolare, sono saliti fino al salone principale dove è stata già posata la pavimentazione in cotto tradizionale, la stessa che sarà utilizzata in tutte le stanze del palazzo, fatta eccezione per il Camerino degli specchi dove sarà posato un pavimento ligneo come era in origine. Sandrone, la Pulonia e Sgorghiguelo hanno avuto modo di ammirare la volta decorata dal pittore e scenografo modenese Camillo Crespolani e si sono affacciati dal balcone su via Emilia da cui, si dice, si sia affacciato Napoleone in visita alla città nel 1797, ospite dell’allora proprietaria famiglia Rangoni, ma soprattutto sede per lungo tempo di molti dei primi Sproloqui della Famiglia Pavironica. I discorsi di Sandrone, infatti, presero avvio a fine ‘800 prima nella sede della Fratellanza, poi davanti alle varie sedi della Società del Sandrone, e a seguire Palazzo Solmi in via Emilia, con il suo balcone, divenne per lungo tempo il luogo da cui la maschera modenese lanciava i suoi messaggi.

Nell’area dell’edificio settecentesco ceduta dal Demanio al Comune di Modena stanno proseguendo con un costante confronto con la Soprintendenza i lavori per la futura “Casa della Modenesità”, che ospiterà anche enti, associazioni  e società storiche e centenarie rappresentative delle tradizioni e dell’identità di Modena, dello sport, della cultura, della solidarietà: tra queste, oltre alla Società del Sandrone, gli uffici del Festival Filosofia e la collezione della raccolta di giocattoli e modellini in latta che riproducono oggetti circensi del collezionista Roberto Fazzini donata al comune di Modena. Una sala sarà intitolata a Maria Grazia Badiali, come riconoscimento all'impegno e al profondo spirito di solidarietà nei confronti delle persone più deboli attraverso le tante iniziative promosse dall’Associazione internazionale Regina Elena onlus.

L’intervento a Palazzo Solmi, che prende il nome dall’ultima famiglia che ne ha avuto il possesso prima del trasferimento al Demanio, ha preso il via con la consegna del cantiere a dicembre 2022 e ha un valore di circa 2 milioni 600 mila euro, di cui 2 milioni 500 mila derivanti da mutuo erogato dall’Istituto per il Credito sportivo.

I lavori sin qui realizzati riguardano principalmente i consolidamenti strutturali, la realizzazione dell'impiantistica, le riparazioni puntuali alla copertura e l'approntamento di tutto il sistema antincendio. Sono state avviate le opere più specificatamente di restauro e di finitura con le lavorazioni alle pareti, agli infissi, la posa della struttura in ferro e vetro che andrà a chiudere il loggiato interno al primo piano (secondo uno specifico progetto approvato dalla Soprintendenza) e, appunto, la posa della pavimentazione. Questa fase di lavori prevede, inoltre, la realizzazione delle scale di servizio e il montaggio dell'ascensore che collegherà i vari piani del palazzo, oltre alla completa ripavimentazione del cortile cinquecentesco cui si accede dall’androne centrale. Una delle operazioni più scenografiche, programmata come ultima fase dei lavori, sarà l’apposizione dell'illuminazione esterna che valorizzerà la magnificenza architettonica dell'edificio. Saranno infine rimontate le sfere sui due candelabri in marmo posti alle estremità della balaustra del balcone in colonne di marmo, spenti da molto tempo e che torneranno, con tutto il palazzo, a risplendere.

 

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