06/03/2024

“ISTITUIRE LE COMMISSIONI MENSA NELLE CRA”, OK A ODG

Il Consiglio comunale ha approvato la mozione proposta da Elisa Rossini (Fratelli d’Italia). Respinto, invece, l’odg di Piergiulio Giacobazzi (FI) sulle politiche tariffarie

Istituire nella Cra Vignolese, e nelle altre strutture per anziani gestite dal Comune di Modena, commissioni mensa per valutare la qualità e la gradevolezza dei pasti che vengono serviti. È l’invito contenuto nell’ordine del giorno proposto da Elisa Rossini, capogruppo di Fratelli d’Italia, e approvato dal Consiglio comunale nella seduta di giovedì 29 febbraio con il voto a favore anche di Gruppo indipendente per Modena, Forza Italia, Lega Modena, Movimento 5 stelle; astenuti il Pd (tranne il consigliere Poggi che ha votato contro), Europa Verde-Verdi, Sinistra per Modena.

Insieme all’ordine del giorno sulle Commissioni mensa, il Consiglio ha discusso e respinto la mozione presentata da Piergiulio Giacobazzi (Forza Italia) sulle politiche tariffarie delle Case residenza per anziani che invitava l’amministrazione a chiedere alla Regione di aprire un tavolo di confronto, di prendere in considerazione la proposta di recuperare le risorse non spese del Fondo regionale per la non autosufficienza per calmierare gli aumenti, di intraprendere un percorso per riformare l’attuale sistema di accreditamento. L’ordine del giorno, che aveva ottenuto il voto a favore anche di Gruppo indipendente per Modena, Movimento 5 stelle, Fratelli d’Italia, Lega Modena, è stato respinto con il voto contrario del Pd; astenuti Europa verde-Verdi e Sinistra per Modena.

Nel dettaglio, l’ordine del giorno presentato dalla consigliera Rossini partiva dalle segnalazioni di “cibo estremamente carente” somministrato agli ospiti, riferendosi in particolare all’episodio accaduto per l’ultimo dell’anno. Rossini ha precisato che quel caso “non costituisce un fatto isolato” e che, come previsto dalle Linee di indirizzo nazionali e regionali per la ristorazione ospedaliera e assistenziale, “la qualità del cibo deve essere costantemente monitorata”, sottolineando che oltre alle apposite schede di valutazione sottoposte a ospiti e familiari sarebbe importante, appunto, “istituire una commissione mensa, come quelle che già esistono nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, che possa restituire il parere di un organismo terzo rispetto al gestore del servizio”. Alla commissione dovrebbero partecipare anche i familiari degli ospiti insieme al coordinatore della struttura e a un rappresentante del gestore del servizio di ristorazione, oltre a ogni altra figura idonea alla valutazione della gradevolezza del cibo. Il documento invita, infine, a promuovere l’istituzione di una commissione mensa in tutte le strutture per anziani.

La mozione del consigliere Giacobazzi si focalizzava sull’aumento, deliberato dalla Regione, delle tariffe dei servizi della Case residenza per anziani e dei Centri socioriabilitativi residenziali per disabili, “a carico esclusivo degli utenti e delle loro famiglie e non concordato con gli enti locali”. Il documento, inoltre, rilevava che nel Fondo regionale per la non autosufficienza (Frna) del 2022 rimangono ancora 35 milioni di euro non utilizzati, chiedendo di “considerarne il recupero per calmierare gli aumenti”. Giacobazzi ha chiesto, infine, di avviare un percorso di riforma dell’attuale sistema di accreditamento delle strutture che attualmente comporta l’accettazione di tariffe predeterminate attraverso un sistema tariffario regionale unitario.

Antonio Carpentieri (Pd) ha aperto il dibattito sulle mense nelle Cra affermando che “il miglior controllo, almeno nella Cra Vignolese gestita dal Comune, è il fatto che i familiari possono fermarsi a mangiare insieme agli ospiti”. Ricordando, però, l’esperienza positiva delle commissioni nei nidi e nelle scuole, il consigliere ha dichiarato l’astensione del gruppo sull’ordine del giorno. Voto contrario, invece, sulla proposta di Forza Italia perché esiste già un tavolo di confronto sulle tariffe (“peraltro aumentate in tutte le Regioni, per necessità, indipendentemente dal colore politico”), perché la riforma del percorso di accreditamento “è nelle cose visto che l’attuale sistema è in scadenza” e perché l’aumento a Modena è stato sterilizzato dal fondo stanziato e dall’aumento della soglia Isee.

Dichiarando il voto a favore su entrambi gli ordini del giorno, Barbara Moretti (M5s) ha concordato sulla necessità di istituire commissioni mensa nelle Cra perché “la corretta alimentazione, nel rispetto delle abitudini alimentari degli anziani, è un’occasione irrinunciabile di promozione della salute e contribuisce ai percorsi di cura”. Sulle politiche tariffarie, Moretti ha affermato che la Regione ha sbagliato nel metodo, “non coinvolgendo non solo le famiglie ma neanche i Comuni e i sindacati” e nel merito, applicando un aumento lineare e lasciando ai Comuni il compito di supplire, “come ha fatto il Comune di Modena, aumentando la soglia Isee e stanziando un fondo per contribuire alle rette”.

Paola Aime (Europa verde-Verdi) ha aperto il suo intervento sulle mense nelle Cra sostenendo che “il peccato originale, gravissimo, è stato togliere le cucine interne, le uniche che possono fornire il cibo giusto. Il cibo giusto è quello che fa stare bene di salute, non solo quello che piace, per questo – ha detto – non sono d’accordo con i familiari nelle commissioni, perché spesso loro stessi non si nutrono in modo corretto”. Sulle tariffe, per Aime, “non va demonizzato l’aumento in quanto tale ma la mancanza di equità nell’applicarlo”.

Anche per Elisa Rossini (Fratelli d’Italia) “la strada maestra sono le cucine interne ma questo non è inconciliabile con la commissione. E non sottovalutiamo i parenti – ha aggiunto – che sono in grado di percepire se qualcosa non va nel cibo e magari la commissione può essere un’occasione per educare anche loro”.

Piergiulio Giacobazzi (FI) ha replicato che “il tavolo di confronto sulle politiche tariffarie è aperto ma solo formalmente, tanto che la Regione ha modificato le tariffe con una delibera di giunta, senza consultare in alcun modo i Comuni”. Il consigliere ha specificato, quindi, che il Fondo regionale per la non autosufficienza “serve per le emergenze e soprattutto per garantire l’equità. Con i 35 milioni accantonati, dunque, si sarebbe potuto assolvere a questo scopo intervenendo a sostegno almeno delle persone con Isee più basso”.

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