17/12/2002

SERVIZI PUBBLICI, RESPINTO UN ODG DI RIFONDAZIONE

Bocciato dal Consiglio il documento sull'abrogazione dell'articolo 35 della Finanziaria 2001. Contrario il Polo, astenuto il centro sinistra
Il Consiglio comunale ha dedicato un ampio dibattito al tema dell'articolo 35 della legge Finanziaria 2001 (articolo relativo alla privatizzazione dei pubblici servizi locali), al termine del quale è stato respinto a maggioranza un ordine del giorno presentato da Rifondazione comunista che dell'articolo 35 chiede l'abrogazione. Sul testo si è registrato il voto contrario di An, Forza Italia e Udc, l'astensione di Ds, Udeur e Margherita e il solo voto favorevole dei consiglieri di Rifondazione. Nell'illustrare il documento, il capogruppo Francesco Frieri ha sottolineato come l'articolo 35 sia da abrogare, oltre che per le sostanziali obiezioni alla sua formulazione mosse dall'Unione Eruopea, 'perché spinge forzatamente i Comuni a privatizzare i servizi ed a svendere il proprio patrimonio. Dire no a questo articolo è un modo per dire no al progetto del governo di centro destra, nell'interesse dei cittadini in primo luogo, ma anche dei lavoratori delle aziende pubbliche di servizio'. Nel dibattito il capogruppo della Margherita Giandomenico Glorioso, pur condividendo la critica 'al modo pasticciato con cui l'articolo 35 è stato confezionato dal governo, confermando la confusione con cui spesso sembra lavorare il centro destra' ha aggiunto di essere convinto che un processo di liberalizzazione e di progressiva apertura ai privati nei servizi pubblici sia da portare avanti, come sta facendo la stessa amministrazione modenese. Dal canto suo il capogruppo del Cdu Vittorio Corsini ha invece replicato come 'l'articolo 35 ribadisca il principio della titolarità pubblica delle reti e come in Italia sia urgente affrontare il tema della liberalizzazione dei servizi e dunque l'ordine del giorno sia da respingere perché anacronistico'. Per il capogruppo Ds Giorgio Pighi 'siamo sicuramente di fronte a una norma da riscrivere perché in contraddizione con norme Ue e in contrasto con i poteri attribuiti alle Regioni. Ma pur condividendo queste critiche come fa Rifondazione, resto il tema di non considerare la forma di gestione che coinvolge i privati come un tradimento della proprietà pubblica. Il punto è fornire una risposta migliore alla domanda di servizi che viene dai cittadini'. L'assessore all'ambiente Mauro Tesauro (che non ha votato perché non è consigliere) ha detto di condividere l'ordine del giorno ed ha ricordato i guasti prodotti ad esempio in California con la privatizzazione brutale dei servizi pubblici, dove aziende e cittadini sono rimasti senza energia elettrica per il fallimento di alcuni gestori. Per Tesauro 'l'articolo 35 così come formulato rischia di portare allo smantellamento di diverse aziende pubbliche e soprattutto mette in discussione il diritto dei cittadini ad usufruire di fondamentali beni comuni, come l'acqua'. Achille Caropreso di Forza Italia ha sottolineato invece come l'ordine del giorno contenga posizioni sul tema delle privatizzazioni 'che sono l'opposto di ciò che esponenti Ds come Brersani sostengono e non capisco come possano accoppiarsi queste idee con quelle di Rifondazione e tanto meno capisco come si possa inseguire a tutti i costi una alleanza elettorale con questa forza'. Danilo Bassoli dei Ds ha detto che nell'ordine del giorno 'ci sono considerazioni che condividiamo ma che sono unite a critiche su scelte fatte in questa città che non possiamo fare nostre. Su Meta e Atcm abbiamo deciso di avviare un percorso di apertura al privato che garantisca il controllo pubblico su queste società. Se l'articolo 35 va dunque modificato, perché comprime la libertà di azione degli enti locali, siamo invece convinti delle scelte fatte per le aziende modenesi'. Adesione all'ordine del giorno anche da parte dell'assessore alla casa Alvaro Colombo (che pure non ha partecipato al voto poiché non è consigliere comunale): 'Condivido il documento perché si parla di servizi essenziali e di diritti di una comunità ad avere servizi adeguati. Con l'articolo 35 invece, si riduce proprio la capacità di una comunità ad intervenire sui suoi problemi, si ledono i suoi diritti, e resto convinto che i cittadini non abbiano dubbi nel preferire una gestione pubblica dei servizi'. Ultimo intervento quello di Leonarda Leonardi dei Ds che ha sottolineato come il voto di astensione del suo gruppo volesse evidenziare 'la coerenza con una gestione dei servizi pubblici qualificata e vicina ai cittadini i quali proprio per questo hanno un forte apprezzamento verso i servizi loro offerti'.

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