12/03/2003

LODOVICO LANA, UN PITTORE EMILIANO NEGLI ANNI DELLA PESTE

Dal 29 marzo al 15 giugno Modena rende omaggio al più grande artista locale del primo '600 proponendo accanto ai suoi dipinti opere di Scarsellino, Guercino e Reni
"E' stato il più grande pittore modenese della prima metà del Seicento, un artista "molto studioso e di amorevole maniera" che si trovò a vivere e a lavorare negli anni della peste - proprio quella narrata da Alessandro Manzoni nei "Promessi sposi" - che nel 1630 provocò la morte di 4 mila degli oltre 17 mila abitanti della città, da poco divenuta capitale dopo il trasferimento degli Estensi da Ferrara. A Lodovico Lana (1597-1646) e alla sua opera, che si inquadra nel contesto artistico del primo Seicento emiliano, è dedicata la mostra "L'amorevole maniera", che dal 29 marzo al 15 giugno proporrà in tre sedi di Modena- la chiesa del Voto, la Galleria Estense e il Palazzo comunale - dipinti di soggetto religioso e profano, ritratti e incisioni (ingresso 6 euro, ridotto 4, informazioni al numero 059 200125 e al sito internet www.comune.modena.it/palazzodeimusei, visite guidate alla mostra e alla città barocca a cura di Gaiam, tel. 059 302563 - 349 1931875). Organizzata dall'assessorato alla Cultura del Comune di Modena, dal Museo civico d'arte, dalla Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico e demoetnoantropologico di Modena e Reggio Emilia e dalla Banca Popolare dell'Emilia-Romagna, la mostra curata da Daniele Benati e Lucia Peruzzi (organizzazione di Francesca Piccinini) proporrà, accanto ad opere di Lana, anche dipinti di Guercino, Reni, Scarsellino, Bononi, Schedoni, Loves e Stringa (il catalogo è pubblicato da Silvana editoriale). Formatosi a Ferrara, probabilmente alla scuola dello Scarsellino, Lodovico Lana si trasferisce ben presto nella nuova capitale del ducato estense e realizza una personale sintesi tra il naturalismo del Guercino e l'idealismo del Reni, come traspare bene nel gonfalone con "San Geminiano che raccomanda alla Vergine la città di Modena", conservato nel Palazzo Comunale, e la "Pala della peste" della Chiesa del Voto, traguardo artistico della sua produzione. "

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