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01/07/2004

IL TEMPIO DEGLI UOMINI LIBERI

Il Premio Nobel Dario Fo: 'Il Duomo di Modena: un monumento unico nella storia'
Il Premio Nobel Dario Fo dedica il suo nuovo spettacolo (il 19 e il 20 luglio in piazza Grande a Modena) al duomo di Modena. 'Il Duomo di Modena è un libro di pietra, come scrive Giordano Trovabene, ed è anche qualche cosa di più della Biblia pauperum, cioè una bibbia dei poveri, come la definivano i romantici dell'Ottocento. Questa è la bibbia di un popolo sulla quale è scritta un'epopea dedicata alla presa di coscienza di una intiera comunità; non solo nel senso di popolazione, ma di collettività nella quale sono rappresentate tutte le classi, a partire dalle più umili, che hanno dimostrato di sapersi rendere libere e guadagnare il diritto di contare anche come individui attivi. Un libro che cercheremo di leggere insieme'. E' quanto promette Dario Fo introducendo la lezione-spettacolo che diventerà anche un libro scritto ed illustrato dal premio Nobel: 'Il tempio degli uomini liberi. Il Duomo di Modena', pubblicato da Franco Cosimo Panini Editore (con le fotografie del Duomo di Modena di Ghigo Roli, tratte dal volume Il Duomo di Modena, 'Mirabilia Italiae' edito dallo stesso editore). Le serate modenesi si preannunciano come un affascinante viaggio, innanzitutto, nelle vicende storiche in cui si dibatte Modena dal IX fino all'XI secolo, quando 'gli abitanti della città si trovavano letteralmente circondati da gruppi di potere': le proprietà dei marchesi di Canossa che giungono sino alla Toscana, e il monastero di Nonantola, nei cui possedimenti pascolano liberi più di mille maiali, e 'qualche anima sarcastica assicurava che il sogno di tutti i servi della gleba di quel territorio era quello di nascere maiali'. Gli imperatori sono in continuo conflitto con la Chiesa e le lotte per assumere il potere e i diritti di investitura di vescovi e valvassori sono all'ordine del giorno. In questo 'bailamme', i cittadini di Modena 'approfittando del vuoto di potere e controllo sia regio che papale, iniziano la costruzione del loro Grande Duomo ad opera dell'architetto Lanfranco' (è la prima delle grandi opere del passato di cui vengono chiaramente indicati i nomi di architetto, scultore e magister scholarum). Come avviene per molte delle produzioni artistiche di Dario Fo, la preparazione prevede la lettura delle fonti storiche e lo sbuffo della fantasia, la scrittura di testi, dialoghi e la realizzazione di disegni. Tutto confluirà in due serate molto particolari nelle quali un moderno e originale Premio Nobel restituirà la sua personale lettura di un antico monumento che esprime abilità artistica e creatività popolare. Dario Fo, grazie alla sua inimitabile capacità istrionica, accompagnerà il pubblico tra i bassorilievi del Wiligelmo con una personale rilettura delle Storie della Genesi, sino a svelare allegorie e metafore nascoste tra le pieghe di pietra dei telamoni ('i due sorreggitori che urlano: Aiutateci'), le lastre scolpite della facciata e dei portali, i capitelli del tempio, scoprendovi le figure abnormi e mostruose dell'immaginario medioevale, ma soprattutto tante altre dedicate al lavoro quotidiano degli uomini. Al punto da far dire al Premio Nobel Dario Fo: 'Il fatto che sui portali del tempio di Modena si sia dedicata tanta importanza al lavoro dei contadini e degli artigiani ha fatto di questa cattedrale un monumento quasi atipico, unico nella storia'.

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