09/01/2007

INCARICO ESTERNO, RESPINTA LA MOZIONE

Era stata presentata da FI e Modena a Colori unitamente a due interrogazioni sul tema.



E’ stata respinta con i voti contrari della maggioranza e le astensioni del Gruppo Indipendente e di Lega Nord (favorevoli Forza Italia, Alleanza Nazionale, Udc e Modena a Colori) la mozione presentata da Leoni, Morandi, Mazzi e Tamburi relativa all’incarico affidato dal Settore trasporti e mobilità del Comune a Gino Quartieri. I consiglieri di Forza Italia, dopo aver sottolineato che la persona incaricata era “esponente dei Ds, già sindaco di Vignola e dirigente di una cooperativa in cui collaborava con l’attuale assessore”, hanno definito l’incarico un “fenomeno di spreco”. La discussione all’ordine del giorno nella seduta del Consiglio comunale di lunedì 8 gennaio era partita da due interrogazioni: nella prima il consigliere Andrea Leoni (Forza Italia) chiedeva di sapere i motivi e le caratteristiche tecniche della scelta, nonché le competenze della persona incarica, i compiti affidati e l’ammontare della spesa per il Comune.
“Essere stato uno stimato sindaco e un dirigente cooperativo non può essere considerato un marchio d’infamia che inibisca qualsiasi possibilità di lavoro nell’amministrazione pubblica” ha affermato l’assessore all’Urbanistica, Mobilità e Trasporti, Daniele Sitta che ha poi spiegato le ragioni della scelta di affidare all’esterno l’incarico. “Sia sul fronte dei comparti Peep, che su quello delle opere per la mobilità, delle varianti urbanistiche e dei piani particolareggiati pubblici e privati stiamo portando avanti una mole di lavoro superiore agli anni passati, con meno personale di prima. Abbiamo appena approvato un Piano della sosta strategico, urgente per la città, complesso e delle dimensioni di 55 milioni di euro, da avviare nel giro di tre anni e utilizzando in gran parte risorse private. Sarebbe impossibile affrontare progetti pari ad oltre un quarto dell’intero piano triennale degli investimenti senza destinarvi risorse professionali esterne, perché quelle interne sono totalmente impegnate nella gestione del quotidiano e negli interventi che stiamo attuando”. L’assessore è dunque passato ai compiti che avrà la persona incaricata di seguire il Piano della sosta: svolgere indagini di marketing e verifiche normative per garantire la correttezza amministrativa delle soluzioni scelte, predisporre il business plan, la costituzione della società, definire i contenuti della concessione e avviare la ricerca dei partner e dei finanziamenti per poi organizzare gli appalti di costruzione e gestione, sino a monitorare la fase di avviamento del Piano. “Tutto ciò – ha detto Sitta – richiede un approccio pluridisciplinare e professionalità che spaziano dalla profonda conoscenza dell’amministrazione pubblica ad una specifica conoscenza degli strumenti del marketing, di analisi economica-finanziaria e di costituzione e avviamento di società. Competenze e qualità presenti in Gino Quartieri che, come amministratore, ha anche avviato l’unica esperienza realizzata nella provincia di Modena di parcheggio interrato in Projet Financing”. L’affidamento dell’incarico, che è triennale, comporterà per il Comune una spesa complessiva di 200 mila euro; l’incaricato percepirà un compenso che, detratti gli oneri fiscali e contributivi, è di circa 2.200 euro netti al mese”.
Nella seconda interrogazione presentata sull’argomento, il consigliere Baldo Flori (Modena a Colori) chiedeva che venissero portati in Consiglio i criteri con cui la Giunta attribuisce incarichi esterni e di illustrare il quadro delle consulenze in atto in tutto il Comune con i relativi costi complessivi. “La spesa complessiva a bilancio per incarichi, studi e consulenze, contratti di collaborazione nel 2006 ammonta a un milione e 186 mila euro, in calo di 250 mila euro rispetto all’anno precedente; è quindi del tutto modesta (pari allo 0,5% della spesa corrente) in rapporto al volume di attività dell’ente” ha detto l’assessore al Personale Gualtiero Monticelli rispondendo all’interrogazione. “Con il blocco delle assunzioni– ha continuato l’assessore – le co.co.co sono diventate lo strumento fondamentale residuo per rispondere a nuove esigenze di funzioni e servizi (l’ammontare dei costi per co.co.co a settembre 2006 ammontava a 2 milioni e 300 mila euro). La finanziaria 2007 consente finalmente agli enti locali di decidere alcune scelte di politiche del personale; procederemo quindi gradualmente alla copertura dei posti vacanti, ciononostante continuerà ad esistere la necessità di potenziare le risorse interne per iniziative e progetti che una città dinamica come la nostra esige”. L’assessore si è soffermato quindi ad esaminare l’atto in questione, un contratto di collaborazione coordinata e continuata, affermandone “la correttezza sotto il profilo contabile e di legittimità, come ha confermato il Collegio dei revisori del Comune”.
Ad aprire il dibattito dopo le risposte degli assessori è stato il consigliere Davide Torrini (Udc): “Non metto assolutamente in discussione le competenze di Quartieri, ma questo è in realtà un incarico politico fiduciario: Sitta ha il 95% delle deleghe di questa Giunta e ha quindi bisogno di essere affiancato da un altro politico, cioè di un vice-assessore. Se questo fosse invece un incarico tecnico, come dice l’assessore, e non politico, mi chiedo se non si potesse scindere questi compiti fra più persone dipendenti dell’amministrazione”. Michele Andreana (Ds) parla invece di “scandalismo strumentale” e afferma: “Dall’intervento di Torrini arriviamo ad un primo risultato: il problema non è la persona ma la natura dell’affidamento dell’incarico. I dati che Monticelli ha portato sull’ammontare delle consulenze stanno a dimostrare che l’utilizzo che questo Comune fa delle consulenze è abbastanza parco, non vedo come la vicenda Quartieri possa essere contrapposta ai dati di bilancio. Inoltre, i controlli effettuati da chi aveva il compito d’intervenire hanno dato già il loro risultato: l’atto era assolutamente corretto”.
Per il consigliere Achille Caropreso (Gruppo Indipendente), intervenuto ad inizio dibattito, il problema di fondo resta “vedere se l’incarico è tecnico o politico”; il consigliere si è quindi riservato di decidere dopo aver ascoltato gli interventi dei colleghi consiglieri e al termine della discussione ha dichiarato la sua astensione dal voto.
Andrea Galli (An) ha invece additato la vicenda come lampante caso “di incarichi agli amici degli amici, un posto a cui si arriva non attraverso un normale cursus onorum ma in nome della propria appartenenza politica. In sede di dichiarazione di voto il consigliere ha precisato: “Non ce l’abbiamo assolutamente con Quartieri (anche se ancora non abbiamo capito le sue competenze tecniche) ma con il sistema”. Per Sergio Rusticali (Sdi) quello dell’opposizione è un ‘teorema’ permanente che torna in consiglio ogni volta che si propongono temi cruciali. “Se le competenze della persona ci sono – dice il capogruppo dello Sdi – c’è una strumentalità politica nelle argomentazioni dell’opposizione. Il problema nasce dalla straordinarietà della situazione: ad una delega pesante affidata ad un assessore si aggiunge il peso del lavoro aggiuntivo legato al Piano della sosta e della mobilità.”
Il sindaco Giorgio Pighi si è detto preoccupato soprattutto per i toni che la vicenda ha assunto poiché, ha affermato, “Non c’è Consiglio comunale che si sottragga a questi dibattiti, l’importante è che non ci siano cadute di stile che vanno a ledere le persone. La delibera parla di un incarico di tipo gestionale, su questo non ci sono dubbi. La storia politica della persona rispetto all’incarico non ha alcuna importanza. E’ assolutamente normale che i progetti che abbiamo messo in campo si sono trovati ad aver bisogno di un rafforzamento delle figure gestionali, soprattutto di fronte al calo delle figure dirigenziali rispetto al passato. La richiesta di dimostrare che il carattere dell’incarico è di natura gestionale è legittima, altra cosa è fare considerazioni sulla rispettabilità e l’onorabilità delle persone”.
Per il consigliere Dante Mazzi (Forza Italia) “Questa è la punta dell’iceberg di un metodo assunto a sistema che permette ai politici di vedersi sempre favoriti rispetto ai normali cittadini. Con questi incarichi, inoltre, le professionalità che ci sono all’interno della struttura sono puntualmente mortificate. Infine perché non è stata scelta la strada di sinergie con altri enti pubblici, in primo luogo con la provincia?”. Sergio Celloni (Udc) dice di “non voler entrare nel merito della necessità di assegnare l’incarico, ammette che la competenza politica e tecnica possano coesistere nella persona scelta e ne fa un discorso di ‘cortile politico’, una realtà che esiste ovunque secondo una logica sempre più diffusa che ha però alti costi per tutta la cittadinanza”. Alberto Caldana (Margherita) distingue nel suo intervento “la posizione di Forza Italia che vede il peccato veniale di Quartieri nell’essere stato sindaco del centro sinistra a Vignola e quella del consigliere Torrini che ne fa una questione di natura dell’incarico”. Per Ivo Esposito (Forza Italia) non ci sono dubbi: “La natura dell’incarico è politica e occorre chiamare le cose con il loro nome. Gino Quartieri può essere un ottimo manager e un amministratore capace, ma è stato scelto per una ragione politica. Occorre un vice assessore – aggiunge - e non un co.co co, in un ruolo così importante e strategico che dovrà infatti rispondere di scelte politiche”. Il consigliere Antonio Maienza (Udeur), pur ricordando che “la Finanziaria invita a ridurre le spese per le consulenze”, attribuisce interamente all’assessore Sitta la scelta di affidare l’incarico all’esterno e quindi “la responsabilità per l’eventuale mancato avvio del Piano della sosta o, viceversa, il merito in caso di successo”. Il consigliere Paolo Ballestrazzi (Modena a Colori) sottolinea nel suo intervento che “quello delle competenze e degli incarichi è un problema annoso in materia di pubblico impiego e di consulenze esterne. L’intervento di chi insiste sul fatto che la persona in oggetto ha assunto una competenza in virtù del percorso politico compiuto, significa che i politici vengono messi in una nicchia privilegiata a scapito di tutti gli altri cittadini. Inoltre, individuare livelli decisionali fuori dalla struttura dell’ente e dal momento politico crea difficoltà di funzionamento e mortifica i dipendenti”.
In chiusura di dibattito la parola torna ai due interroganti. Andrea Leoni (FI) si dice insoddisfatto della risposta avuta e aggiunge: “Questo caso non è una bella pagina per la Giunta. Non ce l’abbiamo con Quartieri, perché lui rappresenta solo un sistema. La cosa più grave è che il Sindaco ci dice che è normale. E’ normale che a Modena essere dei Ds vuole dire ottenere un incarico, in questa terra c’è un conflitto di interessi tra partiti, amministrazioni e cooperative. Perde molto di credibilità chi chiede di aumentare le tasse ai cittadini e poi incanala soldi in questa direzione”. Baldo Flori (Modena a Colori) ribadisce che ritiene “sbagliata, per quanto legittima, la scelta fatta da Sitta e dalla Giunta, poiché esistono anche le categorie dell’opportunità e della convenienza che l’avrebbero sconsigliata”. Sulla questione delle competenze, afferma: “Sono solo due: quella tecnica e quella politica, mescolarle può finire con l’indebolirle. Infine accenna a due alternative che erano possibili: “una ridistribuzione delle deleghe tra gli assessori e l’affidamento dell’incarico ad altra persona all’interno del Consiglio comunale”.
In sede di replica l’assessore Monticelli ha nuovamente ricordato come per attuare il Piano della sosta occorrono figure gestionali. “Nel corso degli ultimi quattro anni abbiamo almeno 150 dipendenti a tempo indeterminato in meno, per attivare nuovi servizi e garantire gli esistenti dobbiamo utilizzare contratti co.co.co, perché il precedente governo aveva bloccato le assunzioni. In futuro diminuiremo il numero di atipici e aumenteremo il numero del personale fisso”. L’assessore Sitta invece ha espresso il proprio rincrescimento poiché: “Le motivazioni portate per spiegare la scelta compiuta sono state di fatto ignorate nelle repliche; di questo mi dispiace perché penso che così non si possa arrivare al confronto ad entrare nel merito delle questioni”. E ha ricordato che, come in tutti i settori del Comune, “anche nel mio si è andati verso una riduzione del personale (dirigenti e quadri), per questo abbiamo concordato insieme al mio capo settore che ci fosse l’esigenza di un supporto per la gestione di un impegno così importante come il Piano della sosta”. In sede di dichiarazioni di voto ha preso la parola anche il consigliere Mauro Manfredini (Lega Nord) motivando la sua astensione: “Mi metto nei panni dell’assessore: si affianca una persona di fiducia, anche io fare lo stesso. Questa è una scelta che darà delle risposte in tempi brevi: se tra tre anni darà frutto, l’assessore avrà visto giusto”. Mentre il consigliere Paolo Balestrazzi non ha preso parte al voto chiedendo di avere delucidazioni dal segretario comunale sulla normativa in materia di competenza gestionale, una competenza che secondo il consigliere non sarebbe prevista dalla legge. Il Presidente del Consiglio ha fatto sapere che il segretario provvederà a fornire una risposta nel giro di pochi giorni.


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