15/06/2007

DESTINAZIONE VINCOLATA PER I LOCALI DEL FORNO SAN GIORGIO

L'assessore Prampolini risponde ad un'interrogazione di Caropreso (Indipendente)
I locali del forno San Giorgio di via Taglio dovranno continuare ad essere destinati ad un’attività simile a quella garantita sino ad ora. Lo ha ricordato nel corso della seduta della Commissione consigliare Seta l’assessore alle Politiche Economiche Stefano Prampolini, rispondendo ad un’interrogazione con cui Achille Caropreso (Indipendente) chiedeva di fare il punto sul futuro dell’attività commerciale, la cui chiusura è stata annunciata alcuni mesi fa. Caropreso, che ha tracciato brevemente la storia del forno San Giorgio, ha sottolineato l’esigenza di rispettare l’attuale normativa comunale che vincola l’esercizio commerciale in questione. La preoccupazione di Caropreso è emersa soprattutto in considerazione di “segnali non facilmente comprensibili quali, ad esempio, la svendita di tutti gli arredi e macchinari, banconi compresi, che potrebbero lasciare intendere qualche novità non lieta. I problemi della nostra città – ha concluso – sono tanti e potrebbe passare inosservato il destino di un locale storico, salvo poi mordersi i gomiti quando ormai è troppo tardi”.
Prampolini ha ricordato che l’unica richiesta di cambiamento di destinazione d’uso pervenuta sino ad ora riguarda il piano ammezzato e il primo piano – che attualmente ospita il laboratorio del forno – ed è stata presentata dalla proprietaria del forno, che intende ricavarne degli uffici: “Il parere favorevole della Commissione per la Qualità Architettonica – ha spiegato l’assessore – è subordinato ad una serie di parametri, a cominciare dal mantenimento al piano terra di un’attività simile a quella attuale e dalla garanzia che il sistema di collegamento degli accessi agli appartamenti dell’ammezzato e del primo piano sia studiato con particolare attenzione”.
Caropreso si è dichiarato parzialmente soddisfatto: “E’ evidente – ha concluso il consigliere - che se viene a mancare lo spazio del laboratorio al primo piano, i locali del forno siano destinati ad un’attività che non ne prevede l’uso. Con questo non vuol dire che non sia destinato alla vendita del pane, perché in effetti ci sono molti esercizi commerciali che vendono il pane cotto altrove. Sarò perciò pienamente soddisfatto solo il giorno in cui potrò dire che anche per il forno San Giorgio, così come per il Caffè Molinari, è stata fatta una buona scelta”.

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