13/06/2007

UN ENTE IN AIUTO DEI MINORI A MODENA DA QUASI 140 ANNI

La sede del "Patronato pei Figli del Popolo" a Palazzo Santa Margherita dal 1870
Il “Patronato pei Figli del Popolo” di Modena è stato fondato intorno al 1870 e ha trovato sede sin dall’inizio presso Palazzo Santa Margherita, dov’è presente ancora oggi. Obiettivo principale, sin dalla fondazione, è stato quello di mettersi al servizio di giovani “figli del popolo” per formarli e indirizzarli ad un lavoro. Un obiettivo che negli anni si è parzialmente modificato anche in considerazione del mutare delle condizioni socio-economiche, e che oggi consiste nel tutelare, promuovere, valorizzare e sostenere i minori residenti nel Comune di Modena che siano in condizioni di disagio sociale.
Uno dei cambiamenti più significativi si è registrato dopo la seconda guerra mondiale, quando era apparso evidente che per sostenere l’opera del Patronato non fossero più sufficienti i metodi attuati fino a quel momento, quelli cioè delle divise, della partecipazione della banda ai funerali, della vendita di cartelle della tombola di San Geminiano e delle offerte da parte della cittadinanza. Per il mantenimento dei giovani, che nel frattempo erano diminuiti di numero, si erano affittati alcuni locali di Palazzo Santa Margherita a rivenditori di macchine agricole, falegnami, ad una società sportiva e ad una tipografia, così da coprire le spese di sostentamento con il ricavato degli affitti mensili.
Le nuove destinazioni dei locali e la mancanza di risorse (le generose sovvenzioni delle banche servivano, infatti, quasi soltanto per le esigenze contingenti degli ospiti) avevano però determinato una situazione di autentico degrado del palazzo, con i piccioni che si erano impossessati dell’intero secondo piano, nonostante le reti di ferro a protezione delle finestre, motivo per cui si erano dovuti temporaneamente trasferire i ragazzi in immobili più ridotti.
Una successiva visita di amministratori civici e di rappresentanti degli Istituti di credito locali aveva evidenziato la necessità di provvedere al più presto a lavori di ristrutturazione e risanamento del palazzo. Il Comune di Modena si era assunto quindi l’onere di ristrutturare l’immobile, a fronte di una concessione in uso ventennale di buona parte dei locali, con l’obiettivo di destinare quanto assegnatogli a servizi culturali e di istruzione.
Al Patronato era perciò rimasta disponibile soltanto una porzione dello stabile, nella quale veniva svolta parte della propria attività istituzionale, con la trasformazione dell’assistenza da residenziale a semiresidenziale, oltre a tre cabine elettriche al piano terra (da tempo concesse in uso ad Hera). Nel 2002 l’accordo è stato rinnovato per altri vent’anni, mantenendo il Patronato a palazzo Santa Margherita e rispettando la volontà dei fondatori e dell’intera cittadinanza.

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