22/01/2010

NOVI PARK, NESSUNA SOSPENSIONE LAVORI PER RITROVAMENTI

L'assessore Sitta ha risposto in Consiglio all'interrogazione di Morandi (Pdl)

“Ad ora non c’è nessuna sospensione del cantiere per motivi archeologici, né ci troviamo sotto ultimatum della soprintendenza a presentare i Piani di Scavo entro il 31 gennaio. Sono illazioni prive di fondamento che hanno l’obiettivo di tentare di alterare il clima di positiva collaborazione che ha caratterizzato il lavoro tra le istituzioni”. E’ la risposta dell’assessore alla Progettazione e Gestione del Territorio del Comune di Modena Daniele Sitta all’interrogazione, trasformata in interpellanza, del consigliere Adolfo Morandi del Pdl “È fermo il cantiere del Parcheggio Novi Sad. Qual’è lo stato dei Lavori e il Piano di Scavi chiesto dal Sovrintendente dei Beni Culturali?”.
Il consigliere chiedeva di relazionare in Consiglio “circa lo stato attuale dei lavori al parcheggio Novi Sad, fermi a seguito di importanti ritrovamenti archeologici assolutamente prevedibili” e dei ritrovamenti prima della scadenza del 31 gennaio “fissata dal Soprintendente Luigi Malnati per la presentazione di un Piano Scavi per il recupero e la valorizzazione dei reperti ritrovati” Più precisamente Morandi chiedeva quali sono i reperti ritrovati, quali sono le soluzioni adottabili per valorizzarli e “quali cambiamenti sono eventualmente necessari al punto di dover comportare la riprogettazione dell’intervento?”. Il consigliere del Pdl ha, inoltre, chiesto se non era ritenuto necessario “un incontro pubblico in un’assemblea partecipativa con i cittadini, così da rendere pubblico e trasparente il Piano di recupero dei ritrovamenti archeologici e raccogliere le indicazioni e i suggerimenti che emergeranno dal dibattito”.
“Anche l’affermazione che nell’area del Novi Sad fossero prevedibili i ritrovamenti, come che fosse stato commessa una leggerezza di valutazione, non è corretta” ha proseguito l’assessore. “Modena possiede una mappa archeologica approfondita, che indica la posizione precisa i luoghi dei ritrovamenti e altri luoghi dedotti da informazioni tratte da documentazione storica ed altri che possono essere possibili luoghi di interesse archeologico sulla base di logiche deduzioni”. Sitta ha sottolineato come “l’unica cosa certa è che sotto il suolo di Modena c’è una città romana intatta risultato dell’alluvione del ‘600 che la sommerse, ma cosa ci sia e dove sia lo si può appurare solo con gli scavi. Nessuno quindi poteva sapere senza gli scavi cosa ci fosse effettivamente sotto il Novi Sad”. L’assessore ha, inoltre, aggiunto che “scavi archeologici, valorizzazione dei ritrovamenti e realizzazione delle opere pubbliche importanti non devono per forza essere in antitesi”.
Nel merito dello spostamento dei ritrovamenti decide la Direzione regionale per i Beni culturali, previo parere delle soprintendenze.
I lavori del Novi Park sono iniziati a metà luglio 2009 e i controlli archeologici sono iniziati in contemporanea con l’inizio degli scavi con la presenza iniziale di 4 archeologi, man mano aumentati fino ad arrivare attualmente a 34 unità in cantiere. Il cantiere si è fermato con la nevicata del 18 dicembre 2009 ed è ripartito l’11 gennaio 2010 a fine festività. Ad ora è stato fatto tutto il muro di contorno del parcheggio fino a 20 metri di profondità e sono stati realizzati gli scavi su una superficie di circa il 50%, ecc. I lavori stanno proseguendo sulle parti libere dal lavoro degli archeologi e proseguiranno fino al 15 febbraio, “data oltre la quale se non si assumessero decisioni circa lo spostamento dei reperti ci sarebbero problemi nella prosecuzione del cantiere, ma per ora non vi sono stati fermi, solo rallentamenti per il rilevante lavoro di scavo e di documentazione archeologica, anche se non sono emersi ritrovamenti di eccezionale rilievo”. Tra i ritrovamenti una cisterna in muratura di epoca romana di ampio diametro, una strada romana di circa 7 metri che probabilmente collegava Modena a Mantova, alcuni circoli funerari con steli, e il basamento di una chiesa di epoca medievale. “Di tali ritrovamenti è stato presentato alla soprintendenza un progetto di documentazione, rimozione e stoccaggio in luogo adeguato, e per consentire la conclusione dello scavo e la valorizzazione dei reperti, con la realizzazione di una sorta di parco archeologico in superficie, la realizzazione con ricerche, pubblicazione e strumenti di comunicazione, l’integrazione con il sistema museale e la formazione di un gruppo di lavoro permanente con funzione di seguire l’evoluzione del progetto di scavo e di valorizzazione”. Di tali attività verrà data costante informazione al Consiglio comunale e alla città in accordo con la soprintendenza, prevedendo momenti di coinvolgimento della città.
Sandro Bellei, Lega Nord, ha sottolineato: “Il 2 dicembre io ho presentato una interrogazione che chiedeva le stesse cose. Evidentemente Morandi è riuscito ad ottenere la discussione con urgenza sullo stesso argomento, secondo me dovevano essere trattate insieme. Se c’è una mappa archeologica non si capisce perché solo con gli scavi si capisce cosa c’è sotto il suolo”.
Salvatore Cotrino del Pd ha commentato: “Mi chiedo se questa interrogazione non celi la speranza o l’ipotesi che questo possa creare problemi alla realizzazione del parcheggio Novi Park. Quel parcheggio è un’opera fondamentale che offre alla città una occasione di miglioramento e il ritrovamento di reperti, indipendentemente da cosa siano, sono un valore aggiunto, non che va a sottrarre o a impedire la realizzazione di opere importanti”.
Vittorio Ballestrazzi, Modena a 5 Stelle, ha ricordato l’interrogazione discussa il 14 dicembre cui aveva risposto l’assessore alla Cultura Alperoli: “In quella interrogazione era saltata fuori una cosa rilevante che potrebbe aiutare a fare chiarezza, e cioè l’organizzazione di una visita da parte del Consiglio comunale con gli archeologi all’area in questione. Chiedo se l’organizzazione di questa visita può essere messa in cantiere il prima possibile”.
Enrico Artioli del Pd ha espresso soddisfazione “per il fatto che con la soprintendenza si stia cercando un’intesa seria. Modena a differenza di altre città manca delle sue radici romane. Manca un sito archeologico quindi, approfittando dello scavo per funzioni pubbliche come questo, si potrebbero valorizzare le emergenze archeologiche della nostra città. E’ importante studiare un progetto per valorizzare i nuovi ritrovamenti che rappresentano un pezzo della storia della nostra città”.
William Garagnani, Pd, ha affermato che “bisognerebbe essere troppo ingenui per non vedere in certe posizioni un’evidente strumentalizzazione, un gioco ostruzionistico per bloccare quella che per Modena è un’opera necessaria. La mappa archeologica non è una radiografia, ma presenta una ipotesi da riverificare ogni volta. Sono gli scavi realizzati che permettono di aggiornarla”.
Sergio Celloni, Mpa, ha sottolineato che: “Bene ha fatto Morandi a fare un punto fermo sul tema del parcheggio e dei ritrovamenti. Perché non fare un percorso archeologico che possa valorizzare questi ritrovamenti? Ma anche perché non darlo in appalto a una ditta privata? Dato che si cerca di valorizzare le nostre realtà, rovescerei la medaglia pensando che i reperti non sono una negatività, ma una cosa positiva. Bisognerà valutare un gruppo di lavoro per valorizzarli”.
Olga Vecchi, Pdl, ha detto: “Credo che tutti sappiano quanto abbiamo lottato per avere dei parcheggi, che contribuiranno a ridurre le emissioni, quindi siamo favorevoli alla loro realizzazione. Se si trovano reperti vanno valorizzati, ma bisogna vedere come. Su questo parcheggio ci sono durate di convenzioni e privilegi esagerati. C’è un conflitto di interesse sulla partecipazione di capitale tra controllori e controllati sugli scavi?”.
Stefano Bonaccioni, Pd, ha dichiarato: “Il progetto del Novi Park fa parte del Piano di riqualificazione del Centro storico. In altre città da anni funziona un sistema di parcheggi interrati a servizio del centro. Fare un tale parcheggio è sempre stato difficilissimo per i costi, in quanto ci sono 12 canali che attraversano la città. Penso non dovremo produrci in polemiche su questo, è un’opportunità, così come la valorizzazione dei reperti in un parco pubblico in superficie”.
Il consigliere Morandi , nella sua replica ha affermato che “l’assessore non ha dato una vera risposta, ha detto che non si è fermato nulla e che non ci sono problemi. Poi ha aggiunto che il 21 gennaio ci sarà un incontro nel quale dovrà presentare il Piano Scavi, io chiedevo proprio quello. L’unica cosa che ha voluto ribadire è che il parcheggio deve essere realizzato e noi non siamo contrari, ma dobbiamo capire cosa sarà dopo il Novi Sad e se i ritrovamenti modificheranno il progetto iniziale”.
L’assessore Sitta ha replicato: “Tutti gli scavi sono stati fatti sotto la Direzione scientifica della Soprintendenza. Ricordo però che i romani non ci hanno lasciato un piano particolareggiato, né una foto aerea, quindi la carta archeologica si è potuta ricostruire attraverso un’ipotesi frutto di studi e scavi archeologici. Ad esempio la strada romana ci risultava essere presente, ma sotto piazzale Molza”. L’assessore ha poi spiegato che per la costruzione del Novi Sad “è stato fatto un bando europeo. Il controllo sugli scavi viene fatto dalla Soprintendenza. La società che sta costruendo il Novi Sad non è una cooperativa, ma una Spa di cui fanno parte molte imprese a livello locale più tre società di gestione dei parcheggi a livello nazionale, una a livello internazionale. Sulla necessità di un parcheggio al Novi Sad credo siano d’accordo buona parte dei modenesi e anche dei vostri elettori”.
La consigliera Olga Vecchi è intervenuta nuovamente per questione personale.
 

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