18/01/2010

UNDER 35, BIGLIETTO A 2 EURO PER FILM D'AUTORE

Dal 22 gennaio al 12 marzo alla Sala Truffaut rassegna promossa dal Comune

Nove appuntamenti con il grande cinema con biglietti che costano solo 2 euro per i giovani al di sotto dei 35 anni. E’ ciò che propone, dal 22 gennaio al 12 marzo, la rassegna “Flashbacks, omaggi d’autore”, promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Modena e dall’associazione Circuito cinema e in programma alla Sala Truffaut di Palazzo Santa chiara, in via degli Adelardi 4 (tel. 059 239222, www.circuitocinema.mo.it).
La rassegna inizia il 22 gennaio alle 17.30 e alle 21.15 con “Fino all’ultimo respiro” di Jean-Luc Godard, film-bandiera della Nouvelle Vague. E’ la storia della breve e burrascosa storia d’amore, a Parigi, tra l’omicida di un poliziotto (Jean-Paul Belmondo) e una studentessa americana (Jean Seberg), prima che lei si stufi e lo denunci. Il film-bandiera della Nouvelle Vague, il manifesto del cinema che piaceva ai giovani redattori dei “Cahiers du Cinéma”:
Il 28 gennaio alle 21.15 si prosegue con “Radio On” di Chris Petit, road movie minimalista su una frattura generazionale e culturale. Un uomo (David Beames) va a Bristol per indagare sul suicidio del fratello e in viaggio incontra un disertore scozzese, una tedesca (Lisa Kreuzer) cui il marito ha sottratto la bambina, un benzinaio (Sting) fan di Eddie Cochrane.
La rassegna prosegue il 29 gennaio alle 17.30 e alle 21.15 con “Bella di giorno” di Luis Buñuel. A Parigi la borghese Séverine (Catherine Deneuve) non si concede al marito Pierre (Jean Sorel) e respinge le proposte dell’amico Husson (Michel Piccoli); quasi per curiosità, inizia a prostituirsi nella casa di appuntamenti clandestina di madame Anaïs, concedendosi a bizzarri clienti, finché il gangster Marcel (Pierre Clémenti) si innamora di lei e Husson scopre la sua occupazione pomeridiana.
Il 5 febbraio alle 17.30 e alle 21.15 viene proiettato “La mia droga si chiama Julie” di François Truffaut. Louis Mahé (Jean-Paul Belmondo), proprietario di piantagioni a Réunion, sposa una donna (Catherine Deneuve) conosciuta per corrispondenza: quando lei scappa coi soldi, Louis scopre un orribile raggiro. La ritrova ad Antibes, ma cade di nuovo vittima del suo fascino, e si macchia di omicidio. Feuilleton con ironia, melodramma intinto di humour nero.
La rassegna prosegue il 12 febbraio alle 17.30 e alle 21.15 con “Jericho Mile” di Michael Mann. In un carcere dominato da corruzione e contrasti razziali, un omicida condannato all’ergastolo, Murphy (Peter Strauss), si allena nella corsa e conquista il record di velocità sui 1500 metri.
Il 19 febbraio alle 17.30 e alle 21.15 si proietta “La legge del desiderio” di Pedro Almodovar. Un famoso regista gay (Eusebio Poncela), legato da un rapporto quasi osmotico con la sorella Tina (Carmen Maura) e infelicemente innamorato di Juan (Miguel Molina), ha una breve ma intensa relazione con un possessivo andaluso (Antonio Banderas), impossibile oggetto del desiderio di Tina e talmente geloso da uccidere Juan.
Il 26 febbraio alle 17.30 e alle 21.15 è la volta di “L’enigma di Kaspar Hauser” di Werner Herzog. Nel 1824 un giovane inerme e incapace di parlare (Bruno S.), dopo anni di segregazione, viene abbandonato in una piazza di Norimberga. Dopo essere stato esibito come un fenomeno da baraccone, Kaspar viene adottato da un medico, e compie notevoli progressi, mostrando uno spirito sensibile e incline al fantasticare. Ma viene ucciso, forse, dallo stesso uomo che l’aveva liberato.
Il 5 marzo alle 17.30 e alle 21.15 si prosegue con “Il processo” di Orson Welles. L’impiegato Joseph K. (Anthony Perkins) è chiamato dagli emissari di un potere misterioso a difendersi da un’oscura accusa: dapprima sbeffeggia il fantomatico tribunale davanti a cui compare, e nega di avere bisogno dei servigi di un avvocato. Ma poco per volta si cala nel ruolo della vittima e accetterà la condanna a morte.
La rassegna si conclude il 12 marzo alle 17.30 e alle 21.15 con “Smithereens” di Susan Seidelman (versione originale con sottotitoli italiani). Wren (Susan Berman), diciannovenne nata dalla parte sbagliata del fiume Hudson, viene a Manhattan con una gran voglia di dare un morso alla Grande Mela. Dotata di un certo talento per l’autopromozione, gioca al pavone con il suo brillante piumaggio punk e sogna fama e fortuna nel mondo del rock’n’roll mentre vagabonda tra i mangiatori di loto del Lower East Side.
 

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