12/10/2010

CESSIONE DEL CREDITO PER 36 AZIENDE FORNITRICI DEL COMUNE

L'assessore Colombo ha risposto all'interrogazione, trasformata in interpellanza, del Pd

“Da agosto è operativo un accordo sul territorio regionale che prevede la possibilità per aziende creditrici nei confronti degli enti locali della cessione del credito a banche o operatori finanziari, previa certificazione dei Comuni. Ad oggi sono 36 le domande per cessione del credito accolte, per un totale di circa 3,7 milioni di euro di fatturato, e sono disponibili ancora 17 mila euro dei 50 mila previsti per la copertura dei costi dell’operazione”.
E’ la risposta in Consiglio comunale dell’assessore alle Politiche finanziarie del Comune di Modena Alvaro Colombo all’interrogazione, trasformata in interpellanza, del Pd sui possibili interventi a favore dei soggetti creditori dell’Amministrazione.
In particolare, con l’interrogazione, la consigliera Giuliana Urbelli ha chiesto alla Giunta in che termini il patto di stabilità incide sulla dinamica dei pagamenti dei fornitori del Comune; se pensa di avvalersi dell’accordo sottoscritto con la banca tesoriere, che prevede la possibilità di smobilizzare i crediti dei fornitori nei confronti dell’ente (mandato irrevocabile all’incasso), o di altri strumenti per pagare i fornitori in modo tempestivo; e a quanto ammonta l’entità complessiva dei pagamenti bloccati.
Colombo ha aggiunto inoltre che quello del mandato irrevocabile all’incasso, invece, è un dato più difficilmente quantificabile, “perché non è prevista una certificazione dell’ente locale, di conseguenza non abbiamo dati complessivi. Non ci risulta però un grande utilizzo”. L’assessore ha poi sottolineato come il patto di stabilità, operativo da dieci anni, abbia l’obiettivo di contenere al di sotto del 3% il rapporto tra indebitamento e prodotto interno lordo. “Per il 2009-2011 il patto ha comportato una serie di operazioni complesse e ha stabilito un vincolo di saldo positivo tra le entrate correnti e quelle in conto capitale di circa 750-800 mila euro”, ha spiegato. “Ciò ha creato un vincolo per le politiche di investimenti degli enti locali e di conseguenza nazionali (alimentati dai territori per il 70%), e ha comportato il rallentamento dell’economia e ricadute negative dal punto di vista occupazionale”. L’assessore ha inoltre aggiunto che “il peggioramento introdotto con la manovra estiva, che ha accentuati i vincoli del patto di stabilità e ha introdotto tagli sostenuti, ha accentuato ulteriormente le difficoltà dell’economia nazionale”. Secondo quanto riportato dall’Anci “se gli anni scorsi il numero dei Comuni incapaci di rispettare il patto era intorno al 10%, nel prossimo anno si rischia di passare a circa il 50%”, ha concluso Colombo.
Mauro Manfredini, Lega nord, ha criticato la replica dell’assessore “che ha speso più tempo nel condannare il patto di stabilità che nel rispondere all’interrogazione. La Lega è una forza sensibile e fa tutto quanto può essere fatto. Il patto di stabilità è fondamentale per tenere a posto i conti in questo momento di difficoltà”. Il consigliere ha poi commentato l’aiuto concesso a 36 imprese: “Sono una goccia nell’oceano”, ha detto.
Per Giuliana Urbelli “è importante sottolineare il fatto che Regione e Comune abbiano messo a disposizione risorse per il sostegno economico alle imprese nel nostro territorio, nonostante le ristrettezze del momento. Non spetta a un ente locale il tema dello sviluppo economico”, ha commentato. “Il problema dell’insoluto è molto gravoso per le imprese, ma in questo caso l’Amministrazione non ha colpe: con il patto di stabilità non puoi pagare anche se hai soldi in cassa”, ha concluso la consigliera.
“Non so se sia poco o tanto, ma siamo intervenuti in modo significativo a vantaggio di alcune decine di operatori economici”, ha chiosato l’assessore. “Credo sia un dato importante, perché le Amministrazioni si muovono nel deserto ed è con la manovra estiva del Governo, appoggiata dalla Lega, che il Comune si è trovato in difficoltà per rispettare il patto di stabilità”.

 

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