04/10/2010

SERVIZIO IDRICO, SOSPESA LA MODIFICA DELLO STATUTO

Votata la pregiudiziale dopo sentenza del Consiglio di Stato. Maggioranza a favore, contrari Idv, Lega nord, Pdl, Modena nuova e Modenacinquestelle.it, astenuto Mpa

E’ stata sospesa la delibera di modifica dell’articolo 3, comma 5, dello Statuto comunale di Modena proposta dai consiglieri del Pd Paolo Trande e Giancarlo Campioli. La modifica inseriva il concetto del diritto all’acqua come “limite invalicabile di ogni forma gestionale stabilita o consentita dalla legge”, da garantire attraverso “l’inalienabile proprietà pubblica delle reti idriche” e l’adozione di “atti che perseguano l’effettiva rispondenza del servizio idrico locale all’interesse pubblico ed all’utilità generale”. Il Consiglio comunale di Modena nella seduta di oggi, lunedì 4 ottobre, ha infatti approvato con voto pregiudiziale la sospensione. Si sono espressi a favore Pd e Sinistra per Modena, contro Idv, Lega nord, Pdl, Modena nuova e Modenacinquestelle.it, e si è astenuta Mpa.
La sospensione è stata proposta dal consigliere di Sinistra per Modena Federico Ricci a seguito “di una sentenza del Consiglio di Stato del 10 settembre, la quale rafforza le interpretazioni giurisprudenziali che affidano agli enti locali la possibilità di attribuire o meno al servizio idrico rilevanza economica”.
La presidente del Consiglio Caterina Liotti ha spiegato che in circostanze di questo tipo è possibile effettuare una votazione pregiudiziale volta a sospendere la votazione sulla delibera e che, nel merito, sono previsti due interventi: uno a favore e uno contrario.
A favore della sospensione è intervenuta la consigliera del Pd Giulia Morini: “Vogliamo vedere gli effetti di questa sentenza”, ha detto. “Le parole in essa contenute cambiano l’interpretazione del decreto; vogliamo approfondire il capitolo giuridico prima di una modifica dello Statuto”.
Per esprimere contrarietà è invece intervenuta Eugenia Rossi, Idv, secondo la quale “dietro la sospensione c’è la volontà di nascondersi. I casi sono due: o si è per una gestione dell’acqua priva di lucro oppure no; oltre 400 comuni in Italia hanno modificato gli statuti, i modenesi devono sapere da che parte sta il Comune di Modena”. La consigliera ha ricordato le risoluzioni Onu “che chiariscono come la gestione delle risorse idriche non debba essere assoggettata a fini di lucro, e solo la dicitura di ‘servizio idrico integrato pubblico privo di rilevanza economica’ può rendere inapplicabile il decreto”.
 

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