06/10/2011

ARTE, A MODENA LA PIU' GRANDE MOSTRA ITALIANA SU ALBERS

Si inaugura sabato 8 ottobre alle 18 alla Galleria civica la retrospettiva dedicata all'artista americano a 35 anni dalla morte. Insegnò alla Bauhaus in Germania e poi negli Stati Uniti


La più ampia retrospettiva mai organizzata in Italia sul designer e artista americano Josef Albers sarà inaugurata sabato 8 ottobre alle 18 negli spazi espositivi di Palazzo santa Margherita e della Palazzina dei Giardini ducali per iniziativa della Galleria civica e della Fondazione cassa di risparmio di Modena.
Curata da Marco Pierini, la mostra ricostruisce, a 35 anni dalla morte dell’artista, il percorso di Albers dagli anni della Bauhaus di Weimar, di Dessau e Berlino a quelli del Black Mountain College e della Yale University, fino alla stagione in cui, lasciato l’insegnamento, si dedicò esclusivamente alla pittura. Organizzata con la collaborazione della Josef & Anni Albers Foundation di Bethany (Connecticut) che ha prestato, con una sola eccezione, le 175 opere esposte, la mostra si avvale di un contributo di 50 mila dollari della Terra Foundation for American Art di Chicago.
Del periodo della Bauhaus, la scuola di cui Albers è stato prima allievo e poi docente fino alla chiusura, sono esposte opere in vetro, fotografie e photocollage (con ritratti di amici e colleghi come Klee e Kandisky), una selezione di xilografie e gouache e alcuni mobili caratterizzati da funzionalità, purezza delle linee e combinazione di materiali come vetro, stoffe e legni.
Alla chiusura della Bauhaus, dovuta alle pressioni naziste nel 1933, Albers accetta una cattedra al Black Mountain College, negli Stati Uniti, nel quale insegneranno anche John Cage, Merce Cunningham e Walter Gropius (tra gli allievi, Robert Rauschenberg, Kenneth Noland e, negli anni di Yale, Eva Hesse).
L’approdo alla pittura a olio durante il primo periodo americano è rappresentato in mostra da una decina di dipinti degli anni Trenta e Quaranta nei quali si manifesta tutta la cura dell’artista per i rapporti cromatici e la loro percezione, preludio alle serie "Varianti" (1947-1952) e "Omaggio al quadrato" (1950-1976). Alla prima è dedicato ampio spazio alla Palazzina, mentre il ciclo della maturità occupa per intero la sala grande di Palazzo Santa Margherita.
In mostra anche le sette copertine di dischi disegnate per la Command Records, con l’innovativa confezione apribile (“gatefold sleeve”), la cui invenzione si deve alla collaborazione fra Josef Albers e Enoch Light, violinista e produttore.
L’esposizione resterà aperta fino all’8 gennaio dal martedì al venerdì dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 18, il sabato, la domenica e nei festivi dalle 10.30 alle 19 (il lunedì è giorno di chiusura).
 

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