04/10/2011

TRASPORTI, IL CONSIGLIO COMUNALE DI MODENA DA' L'OK A SETA

L'Aula ha approvato ieri la delibera che porterà all'aggregazione dei soggetti affidatari del servizio pubblico locale nei bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza

Il Consiglio comunale ha dato il via libera alla costituzione di Seta, la società emiliana trasporti auto-filoviari che riunirà i soggetti affidatari del servizio di trasporto pubblico locale nei bacini di Modena (Atcm), Reggio Emilia (Act e Ae) e Piacenza (Tempi). L’Aula, nella seduta di ieri, ha approvato la delibera per l’aggregazione con il voto favorevole di Pd e Udc, contrario di Modenacinquestelle.it, Pdl e Idv. Si è invece astenuto il gruppo Mpa. Insieme alla delibera sono stati approvati anche due ordini del giorno – uno di Udc e uno di Pd – mentre ne è stato respinto un terzo, presentato da Modenacinquestelle.it.
“Il 17 ottobre si terrà l’assemblea di Atcm da cui nascerà Seta, società che sarà attiva dal gennaio 2012”, ha spiegato l’assessore comunale alla Mobilità Daniele Sitta presentando la delibera. “Si tratta di un processo ineludibile ed è una scelta strategica importante per affrontare le sfide del trasporto pubblico con gli obiettivi di qualificare il servizio, collegare in modo più efficiente i territori, realizzare maggiori investimenti sui servizi ai cittadini e razionalizzare il livello di spesa”.
Con circa 32 milioni di chilometri percorsi ogni anno, più di 1100 dipendenti, poco meno di 900 mezzi e un valore di produzione superiore agli 87 milioni di euro, “Seta sarà una delle prime aziende a livello nazionale per dimensioni”, ha continuato Sitta.
L’assessore ha ricordato la “scelta coraggiosa” di Atcm di aprire a un partner industriale: “Attraverso un’organizzazione più razionale della società – ha affermato –nel 2011 Atcm tornerà in equilibrio, salvaguardando i livelli di servizio e aumentando il numero di utenti. Ciò permetterà all’azienda provinciale di entrare nel nuovo assetto da protagonista”. L’aggregazione non comporterà particolari sacrifici per Modena “che ha già affrontato le azioni per il riequilibrio con interventi di lotta all’evasione, di manutenzione, di razionalizzazione sul piano del personale e altro”. Al contrario, tali misure “saranno estese alle altre province, che dovranno inoltre procedere a un adeguamento tariffario sulla base delle indicazioni regionali e alla contribuzione chilometrica già applicata a Modena”, ha precisato l’assessore.
La ricomposizione societaria prevista manterrà la stessa proporzione tra pubblico e privato esistente in Atcm, con un calo parziale della quota privata (dal 49 al 42%); le percentuali di partecipazione dei soci pubblici al capitale sociale saranno definite in proporzione ai chilometri dei servizi minimi previsti nei rispettivi bacini. “A fronte di questa operazione, la quota di capitale di Modena risulta esuberante per circa 2 milioni di euro e dovrà essere ristornata. Gli enti locali modenesi hanno proposto però di mantenere questi 2 milioni all’interno di Seta come sostegno per eventuali nuove operazioni”, ha aggiunto Sitta.
La nuova società sarà guidata da un consiglio di amministrazione composto di cinque membri, di cui tre di nomina pubblica – uno per ogni provincia – tra i quali i soci modenesi individueranno il presidente. Uno dei due componenti di nomina privata diventerà amministratore delegato e avrà il compito della gestione operativa. La sede sociale e la direzione saranno a Modena. I soci pubblici stipuleranno un contratto di sindacato di voto che garantirà l’unità d’intenti e d’azione.
Al termine di un lungo dibattito in Aula, l’assessore Sitta ha spiegato che “l’obiettivo strategico è costituire un’unica azienda del trasporto pubblico su gomma e ferro in Regione, per evitare sovrapposizioni, ottimizzare i servizi e arrivare a un unico titolo di viaggio che consenta di circolare su tutta la rete. In Romagna – ha aggiunto – il processo di aggregazione è già partito e in Emilia, oltre alla costituzione di Seta, Atcm ha chiesto di partecipare alla gara per l’affidamento del trasporto pubblico di Parma, che deve entrare nell’operazione”. L’assessore ha infine voluto tranquillizzare i consiglieri sulle garanzie occupazionali dei dipendenti “anche fuori dall’azienda” e sul servizio “a carattere sociale” in alcuni luoghi e frazioni, “che verrà mantenuto”.
 

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