01/03/2011

HERA, "AZIONI VENDUTE ALLE MIGLIORI CONDIZIONI ATTUALI"

Il sindaco Giorgio Pighi ha risposto ieri in Consiglio comunale alle interrogazioni di Adolfo Morandi del Pdl e di Vittorio Ballestrazzi di Modenacinquestelle.it

“Nessuna svendita, la decisione di collocare sul mercato le azioni Hera è stata attentamente ponderata. Come era previsto dal bilancio di previsione, era necessario procedere entro la fine dell’anno; rimandando la vendita, la minore entrata in conto capitale avrebbe causato il mancato rispetto del patto di stabilità con pesanti conseguenze per i cittadini. Abbiamo venduto le azioni al massimo prezzo realizzabile in quel momento, ottenendo inoltre di incassare anche i dividendi di quest’anno”. Lo ha spiegato il sindaco Giorgio Pighi rispondendo all’interrogazione presentata ieri in Consiglio comunale dal capogruppo del Pdl Adolfo Morandi e con oggetto “La vendita delle azioni di Hera: una svendita certa, una perdita che si consolida in 12 milioni 836 mila 875 euro”. Il documento si riferiva alla decisione dell’Amministrazione di vendere oltre 11 milioni 800 mila azioni Hera in due tranche, una parte nel settembre 2010, la seconda nel marzo 2011. “Perché la Giunta ha deciso di vendere le azioni ad un prezzo inferiore al loro valore? - ha chiesto Morandi - dal momento che ogni azione è venduta a 1,4038 euro, mentre nella nota integrativa del bilancio si dice che il valore delle azioni iscritte in bilancio è pari al costo storico di 2,485 euro e non si opera una svalutazione, perché la società è sana e gli analisti sono concordi nel ritenere che il valore verrà recuperato in breve tempo. Non sarebbe stato più corretto aspettare tempi migliori?”.
“L’incoerenza non esiste – ha affermato il sindaco - perché la valutazione delle azioni che viene fatta nel bilancio di Hsst (Holding strategie e sviluppo dei territori modenesi) riguarda azioni in larga parte soggette a sindacato di voto, la cui vendita non è quindi possibile fino a quando esiste il patto. Inoltre, la nota integrativa non dice che il valore dell’azione Hera è di 2,485 adesso, ma dice che è ragionevole ritenere che il valore dell’azione tornerà a salire nel giro di qualche anno; le azioni libere, invece, dovevano essere vendute entro il 2010”, ha concluso il sindaco.
Nella replica, Morandi ha osservato che il sindaco “ha cercato di giustificare il consolidamento di una perdita di 12 milioni di euro dicendo semplicemente che doveva portare avanti un piano degli investimenti. Questa è la sua opinione, ma nella nota integrativa c’è scritto in sostanza che il valore è ancora quello di conferimento, quindi era logico aspettare e rimandare gli investimenti di un anno o due”. E ha concluso: “Evidentemente c’è un meccanismo di investimenti a cui questa Amministrazione non vuole rinunciare; è inoltre evidente che a forza di vendere azioni Hera, i dividendi nei prossimi anni caleranno e diminuiranno quindi le risorse necessarie per riequilibrare la spesa corrente del nostro bilancio comunale”.
La multiutility è stata al centro anche dell’interrogazione “Tesoretto di Hera”, presentata dal consigliere di Modenacinquestelle.it Vittorio Ballestrazzi che ha interrogato il sindaco per sapere “se è vera la notizia, riportata da ‘Milano Finanza’, che Hera Holding avrebbe a disposizione un miliardo e cento milioni di euro per finanziare eventuali acquisizioni di aziende”. Il consigliere ha inoltre chiesto: “Se la notizia è vera come si concilia una simile disponibilità finanziaria con l’emissione di un prestito che riduce la quota di controllo dei Comuni?”.
Il sindaco Pighi rispondendo ha spiegato che l’informazione di stampa non è fornita dalla società, ma frutto dell’interpretazione giornalistica di un’analisi proposta in piena libertà. Ha inoltre sottolineato: “Può spendere non solo chi ha riserve o somme disponibili, ma anche chi ha merito creditizio sufficiente per poter investire. Questo va valutato con criteri rigorosi e il modo in cui l’Azienda trova le risorse necessarie riguarda le normali procedure di accesso al credito. Come illustrato nel Piano industriale, l’obiettivo di Hera è raggiungere l’equilibrio tra reddito e investimenti da una parte e posizione finanziaria dall’altra. Anche dopo l’emissione del prestito obbligazionario, la società avrà bisogno di 100-150 milioni di euro nei prossimi due, tre anni”. In questo contesto va vista l’emissione di prestito obbligazionario. “L’aumento di capitale con obbligazioni convertibili in azioni – ha concluso il sindaco - consente a Hera di avere una massa finanziaria disponibile e di retribuire questo capitale con un controvalore competitivo rispetto al normale accesso al credito”.
“Prendo atto – ha osservato nella replica Ballestrazzi - che il sindaco dice che il miliardo e 100 milioni di euro non è un tesoretto composto da cash flou, ma è anche frutto del buon credito che Hera riscuote dalle banche, per quanto mi sembri molto strano che un analista abbia potuto prendere fischi per fiaschi”. Il consigliere si è riservato di fare verifiche contabili sul bilancio di Hera e ha aggiunto di ritenere “Hera il problema maggiore di questo Comune anche dal punto di vista etico”.
 

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