15/01/2016

COMPRENSIVI / 1 – IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE

Sul riordino della rete scolastica modenese sono intervenuti diversi consiglieri

“Abbiamo approfondito le ragioni del dissenso, fatto nuove proposte e cercato una nuova sintesi. Il nostro impegno è stato quello di trovare un equilibrio tra le esigenze del momento presente e quelle di una scuola che guardi al futuro, tra le esigenze di una parte del territorio e quelle dell’intera comunità cittadina. Al primo posto dobbiamo comunque tutti mettere l’interesse di studenti e studentesse”.

Lo ha detto l’assessore all’Istruzione del Comune di Modena Gianpietro Cavazza concludendo il dibattito sul riordino della rete scolastica in Istituti comprensivi che si è svolto in Consiglio comunale nella seduta di giovedì 14 gennaio. L’Aula ha approvato la delibera con il voto a favore di Pd e Sel (quest’ultimo si era astenuto a novembre), con l’astensione di Futuro a sinistra, Per me Modena e CambiaModena, e con il voto contrario di M5s, Area popolare, Forza Italia. In novembre Futuro a sinistra si era astenuto, mentre Per me Modena e CambiaModena avevano votato contro come Area popolare, FI e M5s. Insieme alla delibera è stato approvato un ordine del giorno del Pd sul tema. Si sono espressi a favore Pd e Sel, astenuti Per me Modena, M5s, CambiaModena, Area Popolare e Futuro a sinistra, e contro FI.

Aprendo il dibattito per il M5s, Mario Bussetti ha sostenuto che “l’Amministrazione avrebbe potuto avviare un confronto vero, che però avrebbe richiesto tempo, oppure prendersi la responsabilità di elaborare una proposta. Ha scelto invece di aprire alla partecipazione ma con poco tempo e troppi limiti perché potesse essere efficace. Per noi però – ha proseguito – la partecipazione è il cardine di un processo decisionale di qualità: con più tempo si sarebbe potuti arrivare a proposte più interessanti, condivise e forse migliori”. Marco Bortolotti ha evidenziato che “in una situazione di cambiamento straordinario di questo tipo si ha la responsabilità di adottare sistemi incisivi che richiedono uno sforzo eccezionale, che per alcuni aspetti c’è stato. Abbiamo detto più volte, però, che il metodo adottato non era quello corretto: il percorso doveva essere gestito diversamente, meglio. Così arriveremo a una soluzione che è la migliore possibile, ma con un sacrificio che era evitabile”.

Per il Pd, Carmelo De Lillo ha definito l’approvazione della delibera come “l’inizio di un percorso impegnativo che ci vede tutti coinvolti. L’Amministrazione ha creato tante occasioni di confronto e accolto diverse proposte, facendo anche emergere aspettative e desideri della grande maggioranza di famiglie e operatori che si sono espressi a favore. Un confronto che proseguirà anche grazie al tavolo permanente sui comprensivi, istituito accogliendo una richiesta che i genitori facevano da tempo”. Vincenzo Walter Stella si è detto “rammaricato che alcuni facciano ancora fatica a riconoscere il percorso svolto che conferma la volontà di dialogo dell’Amministrazione, tant’è che sono diverse e non marginali le modifiche inserite nella nuova deliberazione e mi risulta che parte delle istituzioni scolastiche inizialmente contrarie abbia cambiato idea grazie al lavoro di mediazione e di sintesi dell’assessorato. Simona Arletti ha affermato: “Io avrei osato di più, ma alcune richieste sono state accolte. Chiedo che il livello di coinvolgimento di questo periodo degli insegnanti e degli utenti delle scuole venga mantenuto e sono certa che questa Amministrazione sarà attenta per capire se certi comprensivi non funzionano: sapremo, nel caso, tornare sui nostri passi e trovare nuove soluzioni”. Per Diego Lenzini si rischia di giudicare il tutto dal particolare, mentre nella sua visione complessiva questo Piano è ben fatto. Non sarebbe stata una scelta democratica non ascoltare l’83 per cento delle istituzioni scolastiche che ha optato per partire subito con i comprensivi”, ha aggiunto precisando che “già dal primo anno ci saranno risultati, come è successo per gli istituti del progetto pilota che già ora non vogliono tornare indietro”. Fabio Poggi ha evidenziato che “da uno schema tecnico, con la politica e la capacità di ascoltare e proporre, sono state portate novità, sono stati fatti passi avanti. Ora si parte davvero e sono sicuro che c’è tutto l’impegno e tutta la voglia necessari da parte di insegnanti e genitori: quelli convinti sin dall’inizio e quelli per cui è stato più difficile”. Il capogruppo Paolo Trande ha annunciato il voto a favore del Pd: “Riteniamo che la delibera abbia due caratteristiche fondamentali evolutive rispetto a novembre”, ha affermato. “È indubbia la qualità intrinseca della proposta e ha raggiunto un adeguato grado di consenso che nel tempo, con il dialogo, è cresciuto passando da 8 Autonomie inizialmente d’accordo a 10-11 su un totale di 12. Ci sono quindi tutte le caratteristiche perché questa sia considerata una buona delibera”.

Pur riconoscendo che l’Amministrazione “ha usato il metodo della partecipazione”, Francesco Rocco (Futuro a sinistra) ha sottolineato che “le norme dicono che i Comprensivi vanno realizzati ma non indicano i tempi. Contingentarli – ha aggiunto – è stata una decisione del Comune. Sono convinto che avremmo potuto aspettare un anno, non solo per i quattro istituti contrari ma per tutti”.  

Anche per Domenico Campana (Per me Modena) c’è stata “una fretta incomprensibile invece della discussione approfondita che sarebbe stata necessaria. La mia impressione è che i presidi non siano riusciti a convincere insegnanti e genitori della necessità di procedere con i Comprensivi. Ci asterremo – ha concluso – perchè rileviamo che il dibattito e le critiche hanno fatto crescere l’attenzione dell’Amministrazione e pensiamo che questo potrà dare buoni frutti”.

Per Marco Cugusi di Sel “a questo punto dobbiamo accettare la sfida e condurre al meglio questa battaglia per il miglioramento della scuola. Allungare i tempi dell’istruttoria è stato un atto di maturità dell’assessore che ha saputo coinvolgere nel percorso. Forse si sarebbe potuto prendere più tempo, ma sono convinto che se sorgeranno criticità sapremo essere all’altezza di questa nuova sfida”.

Antonio Montanini di CambiaModena ha evidenziato come “grazie alla mobilitazione delle minoranze e della cittadinanza siano state apportate modifiche non indifferenti al Piano. Riconosco impegno da parte dell’assessore e del Pd nel cercare di migliorare l’impianto – ha aggiunto – per cui mi asterrò, ma ci sono problemi ancora aperti che l’Amministrazione dovrà risolvere continuando a tenere il dialogo aperto e trovando forme di compromesso”.

Luigia Santoro di Area Popolare ha evidenziato che “la partecipazione, per il Comune, è sempre un po’ scomoda, soprattutto quando porta dissenso. Si apre qualche tavolo – ha proseguito – si porta qualche piccola modifica e poi si vuol far pensare che si ascolta quando è già stato tutto deciso. Si propongono soluzioni diverse e si pretende che si voti a favore, ma bisognerebbe ascoltare di più insegnanti e genitori”.

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