03/03/2016

“LUMEN” / 2 – PERFORMANCE IN DIALOGO TRA ARTISTI E PIETRE

Domenica 6 marzo, nell’ambito dell’Educational day promosso dall’Associazione dei musei d’arte contemporanea, lo spettacolo dell’attrice e danzatrice Daina Pignatti

Le immagini di Nino Migliori, protagoniste della mostra “Lumen. Leoni e metope del Duomo di Modena”, come interlocutori e una scena illuminata solo da grossi ceri antichi su pietre di fiume sono la cornice dello spettacolo “Un solo Lumen_ performance in dialogo tra artisti e pietre” che l’attrice e danzatrice Daina Pignatti presenterà domenica 6 marzo, alle 16, a ingresso libero, all’interno dell’esposizione allestita a Palazzo Santa Margherita.

L’evento si svolge nell’ambito della seconda edizione dell’Educational day, una giornata di attività gratuite, a cura dei dipartimenti educativi dei musei associati e promossa da Amaci, l’Associazione dei musei d’arte contemporanea italiani alla quale aderisce anche la Galleria civica di Modena, pensata per avvicinare, conoscere e dialogare con il pubblico dell’arte contemporanea

Come spiega l’artista, “ogni pietra del Duomo è presenza, testimone, misura di intensità di vita. Ogni graffio porta una storia, un suono. Così ogni uomo o donna che incontra queste pietre crea un’intensità luminosa, sua, intima e personale. Questo è l’incontro tra quelle pietre che portano le storie dei popoli precedenti, i dettagli colti da Nino Migliori, e me”.

La performance sarà replicata venerdì 8 aprile e venerdì 6 maggio 2016, alle ore 18.

Sempre domenica 6 marzo, dalle 17 alle 19, operatori della Galleria incontreranno il pubblico per invitarlo a partecipare alla composizione di una grande opera collettiva, ideata dall’artista Valerio Rocco Orlando, nell’ambito del progetto Osmosis. Le persone interessate potranno intervenire rispondendo alle due domande “Gli artisti parlano la tua lingua?” e “Che rischio ti prendi oggi?”. Il progetto Osmosis rappresenta un momento di riflessione collettiva sulla responsabilità di un centro di produzione artistica oggi, per indagare il senso di ogni museo calato nel contesto della propria città, e, in generale, per verificare e analizzare la presenza di un sentimento di appartenenza rispetto all'arte contemporanea, i cui linguaggi in Italia vengono spesso percepiti con difficoltà.

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