03/03/2016

CAVE RUBBIANI, IL COMUNE ORDINA IL RIPRISTINO DELL’AREA

Le opere configurano una destinazione residenziale incompatibile con l’ambito di vocazione agricola e paesaggistica. Dovranno essere demolite dai proprietari

L’Amministrazione comunale di Modena ha ordinato la demolizione delle opere realizzate e la rimessa in ripristino dell’area collocata in stradello Cave Rubbiani 25/A dove nelle scorse settimane sono state portata una roulotte e un modulo abitativo.

I sopralluoghi del personale tecnico comunale e della Polizia municipale hanno infatti evidenziato opere che costituiscono “indici inconfutabili della destinazione dei manufatti a stabile dimora dei proprietari”, come spiega l’ordinanza del settore Pianificazione territoriale e trasformazione edilizia.

Sul terreno che ricade in ambito ad alta vocazione agricola, di interresse ambientale, assoggettato ad autorizzazione paesaggistica, sono infatti presenti due manufatti, cioè piccole casette in legno, una roulotte, una tettoia e un modulo abitativo (casetta/rimorchio) realizzati in assenza di titolo edilizio abilitativo.

E in particolare, dal sopralluogo effettuato in assenza dei proprietari, e quindi senza poter accedere all’interno per una verifica puntuale dei manufatti, risulta che la casetta/rimorchio è allacciata a un cavo dell’energia elettrica; allacciati al prefabbricato sono inoltre due split condizionatori/pompe di calore e sulla recinzione di fronte vi è un quadro elettrico di cantiere, infine sull’area vi è un rubinetto allacciato all’impianto idrico.

L’area è stata quindi oggetto di una sistematica attività, iniziata nello scorso novembre successivamente all’acquisto del terreno, che ha dato vita a una destinazione residenziale incompatibile con la destinazione urbanistica e fuori anche dai percorsi previsti dalla nuova legge regionale per l’inclusione di rom e sinti.

Pertanto l’Amministrazione comunale ordina l’immediata interruzione delle opere in corso e dell’uso dell’area e lo spostamento della roulotte e del modulo abitativo, quest’ultimo, essendo sotto sequestro amministrativo, dovrà essere spostato previo accordo con la Polizia municipale. L’ordinanza prevede, inoltre che i proprietari dell’area, e più precisamente i genitori della minore a cui è intestata, provvedano a demolire le due piccole casette in legno e la tettoia. La rimessa in ripristino dei luoghi deve avvenire entro 90 giorni dal ricevimento dell’ingiunzione.

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