03/03/2016

WEEKEND AI MUSEI CON L’INTERVISTA AD ALESSANDRO TASSONI

Sabato 5 marzo visita guidata alla mostra “Spirito bisquadro”, domenica 6 i giornalisti Barbolini e Ventavoli “dialogano” con l’autore della “Secchia rapita”

Sarà la mostra “Alessandro Tassoni. Spirito Bisquadro” la protagonista del weekend ai Musei civici di Modena, in piazza Sant’Agostino: sabato 5 marzo con la visita guidata (ore 10.30, serve la prenotazione) e domenica 6 alle 17 con un’autentica intervista impossibile all’autore della “Secchia Rapita” condotta da due firme del giornalismo culturale: il modenese Roberto Barbolini e Giordano Bruno Ventavoli, scrittore e responsabile del settimanale Tuttolibri della Stampa. I due appuntamenti fanno parte della rassegna “Metti la primavera in museo”

La visita alla mostra di sabato sarà condotta da una delle curatrici, Grazia Biondi, che guiderà il pubblico in un viaggio alla scoperta della personalità bizzarra del Tassoni, spirito ironico e beffardo che fece del paradosso e dello spirito di contraddizione i principali strumenti per interpretare il mondo. Il percorso della mostra, realizzata in occasione dei 450 anni della nascita dello scrittore, mette in luce anche la sua opera e i contatti con gli ambienti di punta della stagione barocca italiana. Per prenotare: tel. 059 2033125 oppure palazzo.musei@comune.modena.it.

L’intervista impossibile di domenica, “Vi prendo tutti per il …Parnaso”, si svolge alle 17 nella sala dell’Archeologia. I due giornalisti, entrambi anche scrittori, preannunciano che l’appuntamento, un autentico scoop, sarà divertente e ricco di sorprese. Barbolini e Ventavoli, infatti, sostengono di essere riusciti a scovare l’autore dela “Secchia rapita” nell’aldilà e l’hanno convinto a vuotare il sacco sui suoi contemporanei e sui posteri, ma soprattutto sulla Città della Potta.

Ecco alcuni dettagli per bocca degli stessi autori, che parlano all'unisono e si rubano le battute l'uno con l'altro: “La prima sorpresa è stata la sua forma fisica: per essere un signore di quattrocentocinquant’anni, il nobiluomo Alessandro Tassoni non se la passa affatto male. Parola nostra, ne dimostra sì e no la metà. Abbiamo appreso che nel suo attuale buen retiro tira di scherma tutti i santi giorni e fa palestra sotto la guida del personal trainer di Sylvester Stallone. Ma questo, invece di rassicurarci, almeno sulla carta aumentava le nostre preoccupazioni: il personaggio ha fama d’incazzoso e la merita tutta. Da ragazzo era una specie di bullo che girava con una street gang dell’epoca dalle parti di Nonantola, né crescendo mise la testa a partito. A un frate che in un sonetto l’aveva definito “cigno segoso da porcile” rispose facendolo bastonare; mentre la sua inimicizia per il nobilastro ferrarese Alessandro Brusantini gli cavò dalla penna il personaggio più riuscito della Secchia rapita: il roboante e vile Conte di Culagna. Antiaristotelico, antipetrarchista, antispagnolo, Tassoni è sempre stato un bastian contrario capace di contraddire anche se stesso. Convincerlo a lasciarsi intervistare, credeteci, non son state rose e fiori… Alla fine però ce l’abbiamo fatta: il gran Bisquadro, come gli piace definirsi, orgoglioso di non avere la testa quadra ma fuori squadra, ha accettato di fare una chiacchierata in esclusiva con noi due pennivendoli, come ci ha subito definiti con il suo garbo consueto, ed eccoci qui, pronti a incominciare. Avanti dunque con la prima domanda, e che Iddio ce la mandi buona…”.

Roberto Barbolini ha lavorato con Giovanni Arpino alle pagine culturali del “Giornale” di Montanelli, è stato redattore e critico teatrale di “Panorama” e collabora a “QN-Quotidiano nazionale”. Ha scritto saggi e romanzi tra i quali  “L’uovo di colombo” (Mondadori 2014), da lui definito “romanzo eroicomico” in omaggio al Tassoni, che vi compare anche come personaggio.

Giordano Bruno Ventavoli, vive e lavora a Torino dove dirige “Tuttolibri”. Ha condotto trasmissioni radiofoniche in Rai, insegnato Lingua e letteratura ungherese all’università di Torino (ha tradotto vari autori, tra cui Magda Szabó, László Krasznahorkai, Ferenc Molnár) e  ha pubblicato saggi e romanzi gialli.

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