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08/07/2016

FIERA, IL DIBATTITO IN AULA SULLA RIDUZIONE DEL CAPITALE

Prima dell’approvazione in Consiglio sono intervenuti una serie di consiglieri

Prima dell’approvazione della delibera sulla riduzione del capitale della Fiera (a favore Pd, Sel e Fas – Sinistra Italiana, astenuti M5s, FI, Idea Popolari Liberali, CambiaModena e Per me Modena), nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 7 luglio, sono intervenuti alcuni consiglieri.

Francesco Rocco di Fas – Sinistra Italiana, evidenziando la situazione di perdita degli ultimi anni, ha espresso il dubbio “che il modello fieristico di ModenaFiere abbia qualche problematicità. Sarebbe opportuno fossimo a conoscenza del piano industriale – ha detto – e chiedo che venga fatto un monitoraggio della situazione, eventualmente con un report in Commissione in corso d’anno. In momenti di crisi economica dei Comuni non va bene dover affrontare ogni volta situazioni di perdita”.

Antonio Montanini di CambiaModena ha sottolineato che “con questa operazione si stanno ripianando delle perdite e, quando non ci sarà più patrimonio per farlo, i rispettivi soci dovranno mettere mano al portafoglio. C’è qualcosa che non ha funzionato – ha aggiunto – perché non era già prevista questa riduzione di capitale. Manca una strategia di fondo e va deciso cosa vogliamo fare in prospettiva perché non si ripeta tale situazione”.

Diego Lenzini del Pd ha precisato che la delibera “è figlia di quanto successo nel 2006, anno in cui l’ente fiera ha aumentato il capitale sociale per portare avanti la strategia di passare da una gestione dell’affitto dei locali espositivi a una gestione degli eventi fiera acquistandoli. Questi sono investimenti – ha aggiunto – e non stiamo andando a ripianare una perdita di gestione corrente ma stiamo ammortizzando l’acquisizione delle fiere, grazie alla quale non rischieremo di perderle da un anno all’altro”.

Adolfo Morandi di FI ha espresso timore per situazioni di perdita anche nei prossimi anni: “L’ammortamento di Skipass e di altri marchi – ha detto – non si è concluso nel corso di un anno ma peserà negativamente anche sui bilanci dei prossimi. Il piano industriale va fatto in maniera più precisa – ha proseguito – con una analisi dei centri di costo di ogni evento per capire quanta parte ciascuno abbia nelle perdite e ci vuole più attenzione anche nello sfruttare al 100 per cento la struttura”.

A conclusione del dibattito, l’assessore alle Attività economiche e promozione della città Tommaso Rotella ha sottolineato che ModenaFiere non è una società sostenuta con contribuzione a fondo perduta dagli enti pubblici, ma “un ente che porta avanti una politica di investimenti monitorata e condivisa. Le perdite – ha detto – non arrivano da una cattiva gestione ma da acquisizioni di eventi fiera che hanno aumentato il valore di ModenaFiere, rispetto alla quale, comunque, il Comune non si aspetta l’erogazione di un utile, ma ambisce alla gestione in equilibrio e richiede compartecipazione a scelte strategiche”.

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