16/03/2018

ALDO MORO, DAL CONSIGLIO MOMENTI DI APPROFONDIMENTO

In maggio, nel quarantennale del ritrovamento del corpo dello statista assassinato dalle Brigate rosse. Sì del Consiglio a due ordini del giorno di Pd e ArtUno-Mdp-Per me Modena

Dedicare momenti di approfondimento alla figura di Aldo Moro in occasione del 9 maggio, a quarant’anni dal ritrovamento in via Caetani del corpo dello statista assassinato dalle Brigate rosse. È l’impegno preso dal Consiglio comunale di Modena con l’approvazione, giovedì 15 marzo, di due ordini del giorno presentati rispettivamente dal Pd e da ArtUno-Mdp-Per me Modena.

Illustrata da Marco Forghieri, la mozione del Pd (approvata con il voto a favore di Pd, ArtUno-Mdp-Per me Modena e M5s. Astenuti Forza Italia, CambiaModena ed Energie per l’Italia) chiede che il Consiglio dedichi “parte della seduta del Consiglio più prossima al 9 maggio al ricordo della figura di Aldo Moro”. Nelle premesse il documento sottolinea “l’attualità del pensiero politico moroteo” - dall’impegno nella costituente fino alla stagione del centrosinistra, alla solidarietà nazionale e al compromesso storico - e le qualità morali e intellettuali dello statista pugliese, “capace di interloquire con gli avversari e di farne mutare le posizioni con la sola forza delle idee”.

Presentato da Domenico Campana, l’ordine del giorno di ArtUno-Mdp-Per me Modena (approvato con il voto a favore dei proponenti, Pd, M5s, Fi, Energie per l’Italia; astenuta CambiaModena) chiede invece all’Amministrazione di “promuovere e organizzare, in collaborazione con gli istituti culturali della città che si occupano di storia e di politica, un seminario di studio e approfondimento dedicato al profilo dello statista, alle sue opere e alla loro sistemazione, alla sua azione e al contesto politico di quegli anni”. Il documento, che ricorda anche l’uccisione degli uomini della scorta di Moro (l’autista Domenico Ricci, il capo scorta Oreste Leonardi, gli agenti Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino) considera il sequestro e l’assassinio dello statista “il culmine dell’attacco alle istituzioni democratiche da parte di forze dichiaratamente antidemocratiche e anticostituzionali” ed evidenzia il tentativo di Moro “di indirizzare il sistema italiano, d’intesa con il Partito comunista, verso il superamento della democrazia bloccata”. I presentatori hanno inoltre ricordato e apprezzato il fatto che l’edizione nazionale delle opere di Aldo Moro comprenderà sia gli scritti dal carcere dello statista, sia il memoriale trovato in via Monte Nevoso che le lettere dalla prigionia, “smentendo coloro che durante il sequestro, dall’interno delle istituzioni della politica e dello Stato, sostennero che le tesi politiche e giuridiche espresse in quegli scritti non fossero riconducibili a lui”.

A queste iniziative si aggiungeranno quelle in corso di progettazione a cura del Comitato per la memoria e le celebrazioni che, come ha annunciato l’assessore alla Cultura Gianpietro Cavazza intervenendo nel dibattito, comprenderanno una mostra fotografica, un progetto di recupero di documenti storici rapportati all’attualità, e incontri con esperti e testimoni.

Aprendo il dibattito, Andrea Galli, FI, ha condiviso la proposta di un convegno dedicato alla figura di Aldo Moro, facendo al gruppo ArtUno-Mdp-Per me Modena la richiesta, accettata, di aggiungere nel testo dell’ordine del giorno il riferimento alla scorta.

Per il Pd, Chiara Susanna Pacchioni ha sottolineato che, con il momento di riflessione proposto, si vogliono “offrire spunti sull’attualità di Moro come statista. Nella crisi del nostro tempo, riferirsi alla lezione politica di Moro e proporlo come modello è un’occasione preziosa”.

Marco Cugusi, ArtUno-Mdp-Per me Modena, ha ricordato “un’altra vittima di quel 9 maggio: Peppino Impastato, ucciso dalla mafia. Fu un periodo pessimo che mise in crisi la tenuta della democrazia e in quel contesto, Aldo Moro venne lasciato solo e lasciato morire in nome della ragion di Stato”.

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