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12/03/2018

MUSEI DEL DUOMO / 2 – DAL XIII SECOLO AL GIUBILEO DEL 2000

La sede è in un edificio dove si trovavano le Canoniche, il Lapidario è nato a fine Ottocento e all’inizio del Novecento risalgono le demolizioni

E’ alla fine dell’Ottocento che, accanto al Duomo di Modena, viene fondato il Lapidario per la conservazione delle “memorie” della Cattedrale, ma è con il Giubileo del 2000 che viene realizzato il Museo del Tesoro e aprono i Musei del Duomo nell’edificio di via Lanfranco la cui storia parte dal XIII secolo. Già allora, infatti, in adiacenza al fianco settentrionale del Duomo, c’era un chiostro attorno a cui si articolavano le Canoniche, le Sagrestie e alcune botteghe.

Negli anni 1474-77 gli ambienti delle Canoniche vennero totalmente rinnovati e fu aggiunto un portico superiore, in parziale addossamento al prospetto settentrionale del Duomo. Il terremoto del 1501 causò danni, oltre che al Duomo, anche a questi edifici, per cui seguirono interventi di riparazione.

Dopo il Concilio di Trento l’edificio delle Canoniche, che interessava tutto l’isolato dal Duomo fino a Via Emilia, venne parzialmente adattato a sede del Seminario.

Nei secoli successivi il chiostro venne utilizzato anche come luogo di sepoltura.

Verso la fine del 1700, nell’ambito del piano generale di rinnovamento urbanistico della città voluto da Francesco III d’Este, sia la parte adibita a Seminario che la parte in uso al Capitolo e ai Canonici vennero totalmente ricostruite e l’edificio assunse le forme attuali. A seguito delle disposizioni napoleoniche del 1798 i locali furono forzatamente alienati e riconsegnati al clero solo nel 1803.

Nel 1826 la sede del Seminario fu spostata nell’ex convento francescano di Corso Canalchiaro, dove si trova tuttora.

A fine ‘800 presso il portico a nord del cortile venne fondato il Lapidario, luogo deputato alla conservazione delle ‘memorie’ della Cattedrale e del ricovero delle sue sculture.

In occasione degli interventi dei primi anni del 1900, volti ad isolare il Duomo dagli addossamenti esterni in nome del rispristino dell’assetto romanico originario, vennero demoliti il portico e il loggiato che occupavano l’attuale Via Lanfranco, nonostante il parere discorde della Giunta Superiore delle Belle Arti. Una porzione del loggiato fu ricomposta a ridosso della parete est del cortile, a memoria di ciò che c’era un tempo. In occasione di tali interventi il cortile venne sistemato a ghiaia e al centro venne creata un’aiuola di verde in cui furono piantumate essenze arboree.

Nel corso del XX secolo l’edificio è stato frazionato e venduto a diverse proprietà. Il Ministero di Grazia e Giustizia ha acquisito gran parte dei locali e li ha adibiti a sede dell’Archivio Notarile.

Durante la seconda guerra mondiale gli edifici attorno al cortile hanno subito ingenti bombardamenti, a cui sono seguiti interventi di ricostruzione.

In occasione del Giubileo dell’anno 2000 nei locali siti al primo piano a nord del cortile è stato realizzato il Museo del Tesoro. Questi locali e quelli corrispondenti al piano superiore attualmente sono di proprietà in parte del Capitolo Metropolitano, in parte del Ministero di Grazia e di Giustizia.

 

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