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07/02/2019

COMMERCIO / 2 - IL DIBATTITO IN CONSIGLIO

Trasformata in interpellanza l’istanza all’assessora Vandelli illustrata da Santoro di Lega nord

L’interrogazione sull’insediamento commerciale previsto per l’area ex Civ & Civ di Via Polonia, tra la zona industriale di Modena Nord e la Sacca, illustrata da Luigia Santoro (Lega Nord) nel Consiglio comunale di giovedì 7 febbraio è stata trasformata in interpellanza da Mario Bussetti del Movimento 5 Stelle che all’assessora all’urbanistica Anna Maria Vandelli ha chiesto chiarimenti riassumendo “le quattro dimensioni immaginate allo stato attuale nell’area quale vetrina di prodotti Igp e Dop, luogo per consumare pasti fuori casa, dove usufruire di servizi di benessere e svago, oltre che punto di pre-accesso alla città”. E collegandosi al riferimento alle attività artigianali ha chiesto i motivi per cui “questa attenzione arriva solo a fine legislatura”. Il collega Luca Fantoni ricordando che “l’area è privata”, si è chiesto “quanto come Comune possiamo intervenire affinché vengano realizzate attività differenziate non troppo in contrasto con quelle già esistenti sul territorio, visto che dalle ultime notizie pare che l’intenzione del privato stia sempre più spostandosi sul commerciale, trascurando invece l’aspetto legato allo sport di cui si era inizialmente parlato. E non ripetiamo l’errore di fare un Palatipico senza vendita diretta da parte dei produttori”.

Marco Chincarini di Modena Volta Pagina si è detto “in disaccordo con l’assessore, perché se il commercio è in affanno a prescindere, dobbiamo metterci in ascolto” e ha ricordato una futura seduta di Commissione con le associazioni di categoria. Ha detto di non condividere l’idea di un punto di attrazione sovra comunale e ha insistito: “Di fronte a un intervento che sembra privilegiare il settore delle costruzioni piuttosto che quello del commercio, è importante capire quale la visione ampia di città che volete realizzare, perché questi interventi a lungo termine creeranno grossi problemi e la chiusura di altri negozi”.

Per Marco Cugusi di Sinistra unita Modena “le trasformazioni sul commercio sono evidenti e legate soprattutto allo sviluppo del commercio on line. Nella zona del Civ&Civ abbiamo aree in degrado e tutti siamo d’accordo sulla necessità di recuperarle, ma operazioni di grossa portata come questa avranno un impatto sulla città non solo sul commercio, quindi la discussione deve uscire dalla Giunta, essere affrontata in Consiglio e insieme alla città e credo sia questa l’intenzione dell’assessora”.

Andrea Galli di Forza Italia ha partecipato al dibattito per ribadire alcuni concetti: innanzitutto “immaginare di fare a Modena Fico è sbagliato, perché Fico è un fallimento e fallimentare è pensare che a Modena non valgano le regole che valgono altrove. Inoltre, qui c’è l’assoluta saturazione di questo tipo di vendita, tanto che in altre gallerie ci sono parecchi negozi chiusi e creare in via Polonia un altro centro commerciale è come avere un morto in casa”.

Per Antonio Montanini di Cambia Modena “l’idea in sé è positiva, anche se non è detto che debba essere realizzata in quel luogo”. A suo parere “il punto debole di Fico è l’applicazione di quell’idea in un’area troppo grande, decentrata e con costi elevati. A differenza, il mercato coperto di Firenze che è all’interno della città,  beneficia di un altissimo bacino turistico. Quindi o realizziamo l’idea all’interno della città o realizziamo un sistema di collegamento gratuito per abbattere il rischio di decentramento”.

Santoro si è detta “insoddisfatta della risposta troppo vaga. Piuttosto che ripensare i centri di vicinato, come suggerisce lei – ha detto rivolta all’assessora - adottiamo invece misure che non li penalizzino continuamente. Modena non diventerà volano nel mondo per l’area Civ&Civ e chi dovrebbe venire per comperare un vino per altro venduto in tutti i supermercati? È assurdo pensare Modena in questi termini”.

L’assessora Vandelli in sede di replica ha sottolineato che “non si parla più di centri commerciali ma di luoghi che diventano parte integrante della struttura urbana e forniscono servizi per lo svago, l’intrattenimento e il benessere della persona. A differenza, i centri di vicinato, soprattutto per la capacità che hanno di prossimità, possono fornire servizi di grande utilità e attrattività”.

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