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07/02/2019

RILANCIO DEL COMMERCIO, ECCO LE PROPOSTE DEL COMUNE

Fondo di 200 mila euro per la riqualificazione, sostegno ai Centri di vicinato e giù l’Imu per calmierare gli affitti. Risposta all’interrogazione su Civ & Civ

Un fondo annuale di 200 mila euro per sostenere la riqualificazione degli esercizi commerciali nelle diverse aree della città, sul modello di quello sviluppato per la zona di viale Gramsci. Il rilancio dei Centri di vicinato introducendo flessibilità nelle destinazioni d’uso e tagliando gli oneri urbanistici per ristrutturazioni e recuperi, studiando anche la possibilità di destinare quote di oneri dei grandi centri al sostegno del vicinato, come è previsto nel caso di Esselunga. Un patto con i proprietari degli immobili per ridurre gli affitti dei negozi a giovani imprenditori, con una riduzione dell’Imu a fronte dell’impegno a calmierare gli affitti per nuove attività commerciali.

Sono le tre proposte che il Comune di Modena mette in campo per il sostegno del settore commerciale cittadino e che, dopo essere state anticipate dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli alle associazioni di categoria, l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli ha annunciato in Consiglio comunale in occasione della risposta a un’interrogazione di Luigia Santoro (Lega Nord) sull’insediamento commerciale previsto per l’area ex Civ & Civ di Via Polonia, tra la zona industriale di Modena Nord e la Sacca, sottolineando anche la saturazione della rete commerciale modenese e la crisi dei centri di vicinato.

In particolare, Vandelli ha inserito quelle proposte discusse con le associazioni di categoria nell’ambito dell’attività di definizione del nuovo Piano urbanistico che terrà conto anche delle analisi sviluppate in questi anni proprio sul settore del commercio, in una fase “di grande trasformazione e di profonda riorganizzazione del settore”. Ma la quota del 3 per cento di espansione urbanistica, ha assicurato Vandelli, non è a disposizione del commercio per il quale le prospettive di ampliamento, soprattutto rispetto a nuovi servizi e tipologie non ancora presenti sul territorio, dovranno essere orientate alla rigenerazione nell’ambito della città costruita, sull’esempio di ciò che è stato realizzato con gli Sblocca Modena (complessivamente dieci insediamenti, di cui due alimentari e quattro che sono ancora in fase di istruzione).

Dopo aver ricordato che l’area ex Civ & Civ non si presta a nuovi insediamenti produttivi, visto il contesto urbano di profonda riqualificazione di tutto il quartiere, e neppure a residenziale, per la vicinanza alla tangenziale, l’assessora Vandelli ha precisato che al momento le proposte dei privati sono ancora in fase di approfondimento. “Mentre per i Portali – ha spiegato l’assessora – è già stato avviato formalmente un percorso per arrivare all’Accordo di programma, aprendo un confronto con la città, per l’ex Civ & Civ questo non è ancora avvenuto”.

Le ipotesi in esame prevedono un mix di funzioni dove la superficie di vendita è integrata con ristorazione e servizi, anche in connessione con il vicino ambito produttivo. In particolare, per 2 mila metri quadri è indicata un’area di promozione delle eccellenze del territorio con prodotti Dop e Igp a prezzi convenzionati (“nulla a che fare con Fico, sia chiaro, sono solo 2 mila metri”, ha precisato Vandelli) e la possibilità di fare degustazioni. Si tratta di un esempio di come possano essere sviluppate iniziative capaci di attrarre consumatori da fuori territorio, “una sorta di volano per accompagnare anche la crescita di attività culturali e turistiche”. Lo stesso può avvenire con marchi oggi non presenti a Modena e tipologie come abbigliamento, arredamento e benessere che, dalle indagini realizzate, “vedono spesso i modenesi andare a cercare acquisti e servizi fuori dal territorio”, ha spiegato Vandelli.

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