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29/06/2020

IN COMMISSIONE GLI SCENARI DEMOGRAFICI MODENESI

Mercoledì 1 luglio, alle 18, il secondo appuntamento della commissione consiliare Servizi per approfondire il tema del “fattore famiglia”

Prosegue, con una seconda riunione mercoledì 1 luglio, il lavoro di approfondimento sul tema del “fattore famiglia” da parte della commissione consiliare Servizi, presieduta da Tommaso Fasano.

In questo secondo appuntamento, che inizia alle 18 e si svolge nella sala consiliare e in teleconferenza, Giovanni Bigi, responsabile dell’Ufficio Statistica del Comune di Modena, illustrerà ai consiglieri gli scenari demografici modenesi. Alla commissione partecipa anche il vice sindaco e assessore al Bilancio Gianpietro Cavazza.

“Le commissioni di approfondimento come questa – spiega il presidente Fasano- sono convocate su proposta dei consiglieri con l’obiettivo, attraverso il dialogo con esperti, di fornirci un quadro di dati e informazioni nel quale inserire le nostre scelte politiche”. Tra i possibili ambiti di approfondimento individuati in particolare da Fasano ci sono anche i servizi per la genitorialità, le scelte perché Modena “continui a essere, come già ora, una città attrattiva per l’offerta formativa e l’economia” e le politiche per aiutare la popolazione che invecchia a essere “attiva e autosufficiente il più a lungo possibile”.

Il percorso della commissione Servizi sul tema del fattore famiglia è nato a partire da una proposta del consigliere Alberto Bosi, capogruppo di Lega Modena. Nella prima delle tre riunioni previste, il professor Federico Perali, dell’Università di Verona, tra i promotori dello strumento, aveva spiegato in cosa consiste il fattore famiglia; nella terza e ultima, in programma nelle prossime settimane, verrà affrontato il tema dei redditi con Massimo Baldini, docente del dipartimento di Economia Marco Biagi di Unimore.

Il fattore famiglia introduce un livello di reddito non tassabile crescente all’aumentare del numero dei componenti della famiglia. Viene, quindi, tassata solo la quota di reddito che eccede il minimo vitale. Applicato alle tariffe dei servizi a domanda individuale, interviene sulle scale di equivalenza dell’Isee, aumentandole in base ai carichi familiari.

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