09/03/2021

DAL PETTIROSSO UN PROGETTO PER IL RECUPERO DEGLI ORSI

Obiettivo del piano del Centro fauna selvatica, ancora in elaborazione, è la cura di animali feriti o maltrattati in cattività per reinserirli nell’ambiente naturale

Un’area dove ricoverare e prendersi cura di orsi bruni selvatici, soprattutto cuccioli, feriti o in difficoltà e di animali ridotti in cattività e maltrattati è il nuovo progetto di recupero a cui sta lavorando il Centro fauna selvatica Il Pettirosso di via Nonantolana con l’obiettivo di reinserire, quando possibile, gli orsi nel loro ambiente naturale.

Il progetto sarà presentato nelle prossime settimane agli enti nazionali competenti per i necessari pareri e autorizzazioni. Qualora venga autorizzato, il Comune di Modena, con una delibera di Giunta approvata nei giorni scorsi, ha assicurato la disponibilità di un’area di circa 14 mila metri quadrati, con ingresso da via Caruso, a ridosso di quella già occupata dal Centro, dove realizzare il centro di recupero per gli orsi bruni.

Come spiega Piero Milani, responsabile del Pettirosso, “il progetto risponde all’esigenza espressa da diverse associazioni di tutela della fauna, come la Lav, di fornire cure e assistenza agli orsi bruni, razza autoctona europea, feriti provenienti da ambienti liberi, ma soprattutto agli animali provenienti da progetti di recupero in nazioni dell’est europeo dove vengono utilizzati come attrazioni nelle fiere, legati alla catena e rinchiusi in gabbie dove non hanno possibilità di muoversi. Nel centro, gli orsi, fino a un massimo di tre o quattro, avrebbero la possibilità di recuperare il movimento in un’area grande, dove si trovano anche dei boschi”. L’area dedicata al recupero degli orsi sarà videosorvegliata all’interno e dotata di una doppia recinzione alta tre metri, con la sommità rivolta all’interno come antiscavalco. Una volta rimessi in salute gli animali, si valuterà caso per caso, la reintroduzione nel loro ambiente naturale quando possibile.

Il Pettirosso gestisce l’oasi faunistica del parco Torrazzi in via Nonantolana, un’area boschiva di quasi 30 mila metri quadrati nella quale ospita e si prende cura degli animali, dai caprioli alle tartarughe, soccorsi e salvati. Gli operatori del Centro, inoltre, in virtù di una convenzione con il Comune di Modena, affiancano le istituzioni e le forze di polizia per il recupero e la gestione della fauna incidentata, ferita o abbandonata, con interventi 24 ore su 24. Il Centro propone anche iniziative di informazione sulla vita degli animali, visite guidate, anche delle scuole, all’interno dell’oasi faunistica e, quando possibile, organizza la liberazione degli animali curati e il loro ritorno negli habitat ambientali adeguati.

Azioni sul documento