04/05/2021

“POTENZIARE LA CAMPAGNA VACCINALE”, OK A ODG IN CONSIGLIO

La mozione invita ad aumentare i punti sul territorio e a immunizzare le persone fragili. Presentata da Connola (Pd), a favore maggioranza e M5s. Il dibattito in aula

Aumentare la presenza dei punti vaccinali sul territorio, con un’attenzione particolare per l’immunizzazione delle persone con situazioni di “fragilità”, ed evitare un calo delle dosi in arrivo anche nel Modenese. Sono i principali solleciti rivolti all’amministrazione, alla Regione e al Governo contenuti nell’ordine del giorno dei gruppi di maggioranza, a prima firma di Lucia Connola (Pd), approvato dal Consiglio comunale di Modena nella seduta di giovedì 29 aprile col voto favorevole dei proponenti e del Movimento 5 stelle; astenuti Lega Modena e Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia. La mozione rivolge, inoltre, un appello all’Unione europea per favorire sul piano internazionale la diffusione del know how sui vaccini, superando i vincoli imposti dai brevetti.

Illustrando il documento, la consigliera Connola ha ricordato l’importanza di raggiungere l’immunizzazione di massa, attraverso l’attuazione del Piano vaccinale nazionale, rilevando tuttavia che il reperimento delle dosi “sta incontrando ritardi legati anche ai problemi di produzione delle case farmaceutiche”, e auspicando, quindi, un’opportuna “revisione del sistema di produzione e distribuzione dei farmaci a livello nazionale e internazionale”. La campagna sul territorio, prosegue il documento, dovrebbe svilupparsi infatti secondo “scelte eticamente fondate e motivate in maniera trasparente”, prestando particolare attenzione alle persone con disabilità e vulnerabili, e ai loro caregiver, a coloro che vivono nelle comunità chiuse così come agli operatori che vi lavorano, e alle persone che assistono a domicilio anziani e persone fragili, “anche quando non operano in convenzione con il servizio sanitario nazionale”.

Alla luce di queste premesse, la mozione sollecita un potenziamento generale delle campagne vaccinali, a partire dall’incremento delle dosi acquisite dallo Stato e distribuite sul territorio. L’ordine del giorno invita poi a verificare con l’Ausl l’esistenza di liste di persone la cui situazione sanitaria le configuri come “prioritariamente vaccinabili” e, in caso contrario, suggerisce un iter per il censimento, “accogliendo per esempio le segnalazioni dai medici di medicina generale”.

Infine, la consigliera ha ricordato la necessità di mantenere elevata l’attenzione sul tema dei brevetti “affinché non si determinino situazioni di scarsità di approvvigionamenti o, ancora peggio, una selezione di destinazione sulla base della capacità negoziale ed economica dei singoli Stati”, nel contesto “dell’internazionalismo dei vaccini – ha osservato – di cui ha parlato anche Papa Francesco. I brevetti non devono rappresentare un limite”.

Aprendo il dibattito per Sinistra per Modena, Federico Trianni ha auspicato che il vaccino “diventi un bene pubblico, senza ombre di speculazione sulla salute: la pandemia si supera in maniera unita, rendendo pubblico il know how vaccinale”. Per quanto riguarda l’inoculazione delle dosi a livello locale, il consigliere ha osservato che “la procedura di vaccinazione persone fragili non è chiara né fluida. È importante il ruolo dei medici di medicina generale, nelle compilazione delle liste di queste persone in situazioni particolari, per ottimizzare il servizio”.

Giovanni Silingardi (Movimento 5 stelle) ha osservato che la possibilità di diffondere a livello internazionale le informazioni scientifiche sui brevetti “non è solo questione di solidarietà verso i Paesi poveri: se in queste nazioni, magari con elevata densità di popolazione, non vengono effettuate le vaccinazioni, il virus è favorito nella circolazione, anche attraverso nuove varianti”. Insomma non si tratta solo “di un tema di giustizia sociale, che pure è centrale”: per il consigliere, che ha ricordato anche i finanziamenti pubblici alla ricerca privata sui vaccini, “occorre affrontare la questione di petto”.

Katia Parisi (Modena civica) ha spiegato che le “scelte a livello europeo e il mancato rispetto degli accordi sulle consegne non hanno agevolato le inoculazioni sul territorio”. La fascia più colpita dal virus, ha osservato, è quella degli over70 “e quindi la campagna sarebbe dovuta iniziare innanzi tutto con queste persone, assieme a quelle fragili e al personale sanitario”. Inoltre, la consigliera ha aggiunto che “servono decisioni trasparenti e una comunicazione più chiara per dare sicurezza ai cittadini, comprensibilmente impauriti, garantendo che i vaccini costituiscono la via per uscire dalla pandemia”.

“Siamo ancora indietro con la tabella di marcia delle vaccinazioni”, ha esordito Antonio Baldini (Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia). Intervenendo sull’ipotesi di rendere i vaccini un bene pubblico globale, superando i brevetti intesi come ‘limitazione’, il consigliere ha definito “utopistica” la proposta e ha precisato che “non è solo colpa delle case farmaceutiche se in Italia si è verificato un macroscopico ritardo nella vaccinazione di massa”. La proprietà intellettuale, in riferimento ai vaccini, “non è un ostacolo: manca piuttosto la capacità produttiva, con linee specifiche e operatori specializzati, anche dal punto di vista strutturale con stabilimenti adeguati”

“Le vaccinazioni sono in aumento, la situazione non è catastrofica”, ha sostenuto Ferdinando Tripi (Pd), sottolineando che “è importante privilegiare le persone fragili”. Sul tema delle vulnerabilità, il consigliere ha fatto presente che “è importante lavorare, anche dal punto di vista delle istituzioni, per ridurre i rischi che le persone possano cadere in situazioni di fragilità, contribuendo a migliorarne la salute”. Infine, parlando sulla base dell’esperienza diretta di vaccinatore al punto di strada Minutara, Tripi ha fatto presente “la grande riconoscenza dei modenesi”.

Richiamando in primis l’importanza di somministrare i vaccini “in luoghi adeguati e caratterizzati dai presidi di sicurezza” e auspicando “un rapido sviluppo della campagna”, Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha espresso perplessità sull’obbligatorietà per alcune categorie professionali, legate innanzi tutto al settore sanitario, di vaccinarsi: “Le energie devono essere profuse verso le categorie maggiormente a rischio e le classi di età over70, mentre solo successivamente ci si potrebbe rivolgere alle professioni sanitarie, che sanno meglio di altri come proteggersi, sempre che i dispositivi di protezione siano adeguati”.

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