22/12/2023

BILANCIO / 2 – LE OPPOSIZIONI: “MANOVRA PRIVA DI CORAGGIO”

Gli interventi dei consiglieri dei gruppi di minoranza nel dibattito in Aula

Aprendo il dibattito per le opposizioni, Elisa Rossini (Fratelli d’Italia) ha parlato di “progettualità assente e immobile dell’Amministrazione fino all’avvento dei fondi Pnrr”. Nel merito del Bilancio, la consigliera ha sottolineato l’aumento delle entrate tributarie, extratributarie e dalla Tari, e la riduzione dell’addizionale Irpef “a più riprese richiesta dal centrodestra in questi cinque anni e che arriva a pochi mesi dal voto”. Rossini ha poi evidenziato che tra le entrate da Tari e le spese di gestione del servizio vi è un “anomalo” gap di 7,2 milioni: “Una somma da restituire ai cittadini per ridurre i costi del servizio”. Infine, ha parlato di “perplessità” per una voce “da tempo nei bilanci di previsione” sulla ricostruzione post sisma di Palazzo comunale: “La somma è più o meno la stessa richiesta dal Comune alla Regione per l’alluvione del 2023: viene da pensare che si sia tentato di spostarla da danno da sisma a danno di alluvione”.

“Ancora una volta la giunta ha deciso di non cambiare nulla, di mantenere lo status quo e di non fare quegli investimenti necessari per cambiare e sviluppare la nostra città”. Lo ha affermato Alberto Bosi (Alternativa popolare) annunciando il voto contrario al Bilancio, nel cui percorso è mancato “l’ascolto delle associazioni delle famiglie e le associazioni di categoria, che chiedono un vero taglio delle tasse e non una mancia elettorale”. Per il consigliere occorre “innanzi tutto riformare e razionalizzare la spesa pubblica corrente, evitando alcuni palesi sprechi, per liberare delle risorse per aiutare le persone più in difficoltà”. In secondo luogo, “andrebbe aumentato il ricorso all’indebitamento per realizzare nuove opere pubbliche e per completare progetti fermi da anni che, se terminati, darebbero nuovo lustro alla nostra città”.

Per Antonio Baldini (Gruppo indipendente per Modena) “si addossa al Governo nazionale una situazione troppo pessimistica: guardando questo Bilancio, infatti, ci sarebbero le risorse locali per sostenere gli ultimi, ma si preferisce tenere i soldi in cassa”. Il consigliere ha poi evidenziato che “la riduzione dell’aliquota Irpef viene decisa a fine legislatura, la Tari aumenta nonostante la caotica gestione del servizio, mentre gli investimenti sono gli stessi degli anni precedenti”. Intervenendo sulle “propagandistiche” mozioni della maggioranza, Baldini ha espresso “netta contrarietà alla mozione sulle zone 30 (di Europa verde – Verdi): non si possono applicare in tutta la città, il rischio è di paralizzarla”.

Per il Movimento 5 stelle, Barbara Moretti ha parlato di “Bilancio piatto, senza spunti, senza una direzione di sviluppo, soprattutto senza cambi di rotta decisi rispetto a una realtà economica e sociale cambiata nettamente” negli ultimi cinque anni. “Rigenerazione urbana di varie aree della città in maniera chiara e organica, con scelte che tengano conto del territorio, per esempio alla Madonnina; maggiori attenzione all’ambiente e alla sostenibilità; politiche dell’abitare più sviluppate anche per accogliere meglio gli studenti universitari; un percorso partecipato per la riqualificazione del polo Conad alla Sacca; sviluppo del trasporto pubblico; azioni decise a difesa del territorio dal rischio idrogeologico; interventi maggiormente strutturati per il welfare degli anziani” sono i principali temi trattati dalla consigliera. Pur evidenziando la capacità del Comune di recuperare finanziamenti e contributi e di dare adeguata copertura ai servizi, Giovanni Silingardi ha espresso “delusione per un Bilancio che, insieme al Dup, è fotocopia degli anni precedenti”. Il consigliere ha quindi parlato della necessità di “scegliere dei valori e delle visioni da mettere al centro dell’azione politica e da lasciare in eredità”. In particolare, Silingardi ha auspicato tre azioni: un grande piano strategico della città (“cosa vogliamo, per esempio, per il trasporto pubblico?”), un grande piano organico per le periferie e rendere i cittadini più protagonisti della vita politica della città. Enrica Manenti ha illustrato “dieci azioni a costo zero che, se applicate da cittadini e Comune, avrebbero ricadute notevoli sulla collettività”. Tra le proposte, “il ripristino della possibilità, per i cittadini, di accedere agli atti comunali” e maggiori controlli “sugli appalti relativi a servizi erogati a persone, animali e piante”. Ma anche l’invito “a effettuare sedute ‘itineranti’ dei Consigli comunali nei quartieri” e a pubblicare “un bilancio delle piante abbattute e piantate”. La consigliera ha anche invitato a “negare autorizzazioni agli spettacoli che coinvolgono animali” e a verificare “che i botti non vengano fatti esplodere tutto l’anno, non solo a Capodanno”.

Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha parlato di ultimo Bilancio in continuità con gli anni precedenti “con nessuna idea innovativa e qualche manovra elettorale”. Il capogruppo ha quindi parlato di aliquote più favorevoli, “ma compensate da altre spese, come il costo dei rifiuti che aumenta a causa di modifiche a un servizio zoppicante, pagate non da Hera ma dal Comune”. Parlando di sicurezza, Bertoldi ha espresso “contrarietà alle risorse che diminuiscono, proprio mentre il Comune dovrebbe dare risposte ai cittadini”. Il consigliere ha poi sottolineato “perplessità” per l’aumento di cementificazione del suolo, i costi alti per gli appartamenti di edilizia sociale e per aziende partecipate “come Seta, a cui mancano autisti e che sopprime corse”.

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