30/06/2023

IL MOMO RESPONSABILIZZA I GIOVANI CON LA STREET ART

In piazza Matteotti la vetrata del Centro educativo decorata grazie a un laboratorio d’arte per adolescenti fragili. Nell’area una nuova telecamera e più illuminazione

È stata realizzata proprio da alcuni di quei ragazzi che dopo la scuola girovagavano quotidianamente nell’area, anche stazionando per ore sulle scalinate di piazza Matteotti e talvolta suscitando fastidio o disagio nei residenti. La scritta “Art is not a crime” appare da qualche settimana in una delle vetrate laterali dello spazio educativo Momo del Comune di Modena.

Creata secondo le tecniche del graffitismo, fenomeno artistico e sociale della subcultura newyorkese degli anni Settanta, l’opera è l’esito di un primo laboratorio di street art che si è tenuto le tenuto lo scorso mese negli spazi del centro polifunzionale. Promosso dal Settore Servizi educativi e Pari opportunità del Comune di Modena, con il coinvolgimento dell’assessorato alle Politiche Giovanili, l’iniziativa, sviluppata nell’ambito di una co-progettazione con la cooperativa sociale La Lumaca che gestisce il Momo, ha lo scopo di coinvolgere gli adolescenti che frequentano la zona per contrastare situazioni di fragilità e marginalità sociale.

Il Centro educativo Momo offre settimanalmente servizi gratuiti per i bambini (da 0 a 13 anni) e le loro famiglie, quali spazi per l’allattamento, laboratori creativi ed educativi di arte, cucina, teatro, scienza, musica e supporto ai compiti nel pomeriggio. Il laboratorio di street art prosegue gli indirizzi di queste attività finalizzate anche alla riqualificazione di piazza Matteotti coinvolgendo direttamente famiglie e residenti.

Nelle scorse settimane, negli spazi esterni al Momo, è stata effettuata anche una pulizia di tutti i corpi illuminanti ed Hera Luce ha sostituito quattro lampade con l’obiettivo di migliorare l’illuminazione dell’area. Il Comune, su richiesta di residenti e personale dello spazio educativo, nei giorni scorsi ha anche installato sotto il portico una nuova telecamera multiottica che guarda la zona della scalinata che si affaccia su via Taglio, per inibire potenziali comportamenti scorretti, soprattutto notturni. Oggi sono complessivamente quattro gli occhi elettronici collegati al sistema di videosorveglianza cittadina che controllano la piazza.

“L’attività del laboratorio di street art, ancora abbastanza informale in questa prima fase – chiarisce l’assessora a Istruzione, Sport e Pari opportunità Grazia Baracchi – intende raggiungere e coinvolgere quegli adolescenti, tra i 14 e i 17, anni che dopo la scuola o nel tempo libero frequentano sistematicamente la zona. Abbiamo voluto agganciarli, in questo caso, con l’arte, per conoscerli e affidare loro un impegno che partisse dal loro talento per arrivare a realizzare qualcosa per la collettività e di conseguenza per responsabilizzarli ad avere maggiore attenzione e cura per gli spazi che frequentano, che sono di tutta la comunità, quindi anche loro”.

Svolto in collaborazione con l’associazione Euphonia e il servizio di Educativa di strada del Comune di Modena, il laboratorio di street art denominato “Le scale”, ha avviato un primo percorso di coinvolgimento degli adolescenti nella riqualificazione degli ambienti esterni del Momo, oggetto soprattutto di imbrattamenti. In particolare, ogni venerdì di maggio, un gruppo di ragazzi è stato coinvolto nel lavoro che puntava a migliorare l’angolo “con le scale” che da piazza Matteotti porta in via del Taglio. Il laboratorio intendeva valorizzare e riconoscere il bisogno di espressione dei giovani, indirizzandolo, al contempo, verso un concreto e positivo contributo all’estetica urbana circostante.

Strutturato senza iscrizioni, né obblighi di partecipazione, ma basato esclusivamente sulla libera adesione degli adolescenti, il laboratorio è stato condotto dallo street artist Claudio Dagrezio. Dapprima, l’artista modenese ha cercato di utilizzare la propria arte per incuriosire i ragazzi, attraverso creazioni estemporanee. Una volta attirato un primo nucleo di giovani, si è deciso di progettare con loro un’opera su un pannello di legno. In poco tempo, la pratica artistica ha stimolato, con l’ausilio degli educatori di strada e degli operatori di Momo, dinamiche di ascolto, rispetto e fiducia, portando a una critica delle scritte e dei temi proposti dagli stessi giovani. Questo ha favorito anche il racconto delle loro storie e quindi, grazie al passaparola, anche la crescita numerica del gruppo. Spinti dalla responsabilità di portare a termine il lavoro, i ragazzi coinvolti non hanno mai mancato l’appuntamento, neanche nei giorni di pioggia.

Venerdì 9 giugno, in presenza di alcuni dei giovani coinvolti e dell’assessora Baracchi, il pannello con la scritta “Art is not a crime” è stato collocato in una delle vetrate laterali del Momo, in corrispondenza di via del Taglio. In quel contesto, i ragazzi sono stati invitati, in qualità di ospiti, alla festa di riapertura degli spazi di Momo, in programma il 30 settembre. Ad attenderli anche la prospettiva di un secondo pannello da realizzare e l’obiettivo di nuove collaborazioni.

 

 

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