Educare alle differenze per promuovere la cittadinanza di genere

Progetto coofinanziato dalla Regione Emilia Romagna.

Ogni giorno così - Mostra fotografica

Cosa intendiamo, cosa intende, ognuno di noi, per violenza di genere?
Questa ricerca prova a rispondere a questa domanda attraverso venti immagini.
Immagini diverse per ambientazione, argomento, tecnica fotografica. Tanti sguardi diversi, di uomini e donne, di età e provenienze diverse, che cercano di restituire un pensiero e una riflessione personale, che vada al di là del racconto “didascalico”.
Per stimolare anche nelle menti di chi guarda un'indagine, un'analisi, una discussione con sé e con gli altri sulle azioni, i comportamenti e i pregiudizi che rappresentano il terreno fertile che alimenta la violenza quotidiana.
Consapevoli che si può combattere solo ciò che si nomina e si conosce.
Visualizza o scarica la brochure della mostra fotografica

Casa delle donne di Modena

La nuova Casa delle donne di Modena nasce ufficialmente sabato 9 marzo con il taglio del nastro nella sede di Villa Ombrosa, in strada Vaciglio nord 6.
Villa Ombrosa, appartenuta nel ‘700 all’erudito modenese Ludovico Antonio Muratori e dal 1978 di proprietà del Comune, è stata oggetto di un corposo intervento di ristrutturazione e ampliamento cominciato nel novembre 2017.
La nuova Casa delle donne di Modena è uno spazio, una casa, un luogo al centro della città, simbolo del grande valore delle azioni, delle relazioni, del pensiero e del patrimonio  storico e politico delle donne. Una casa, sede delle associazioni, per creare insieme anche alle giovani generazioni e alle donne provenienti da altri paesi, occasioni d'incontro ed elaborazione comune, per un laboratorio culturale, sociale e politico femminista.
Le associazioni della Casa delle Donne di Modena sono:

  • Casa delle donne contro la violenza
  • Centro documentazione donna
  • Differenza Maternità
  • Donne nel Mondo
  • Gruppo Donne e Giustizia
  • Unione Donne in Italia

Panchine rosse

Percorso di informazione per sensibilizzare la città e concorrere alle azioni di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne. 
Sono state installate dodici panchine (una per mese) in dodici parchi o aree verdi della città per sottolineare che la violenza di genere non ha confini né di tempo né di spazio. 
Accanto a ciascuna panchina sono state predisposte, inoltre, attrezzandole dovutamente, le casette per il  "crossbooking" per la diffusione di testi a cura delle biblioteche comunali e della biblioteca del Centro documentazione donna in collaborazione con le associazioni che si impegnano per l'eliminazione della violenza contro le donne.

Oriele e la fabbrica del tabacco

Martedì 1 maggio 2018 al Teatro Comunale Luciano Pavarotti  è andato in scena lo spettacolo teatrale “Oriele e la fabbrica del tabacco”  tratto dal  romanzo omonimo di Elena Bellei, pubblicato dalla casa editrice digitale Il Dondolo.
Il Comune di Modena, con la collaborazione di Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Comunale Pavarotti, CGIL_CISL_UIL, Archivio Storico di Modena ha promosso il progetto cittadino che ha coinvolto diverse compagnie di teatro modenese e alcuni artisti per raccontare, in forma di spettacolo, un pezzo della storia della città, la Manifattura Tabacchi e le donne che vi hanno lavorato.
Una storia e uno spettacolo che esalta il lavoro femminile, la storia delle donne di inizio secolo alla Manifattura Tabacchi di Modena e la creatività che la nostra città esprime.
Il progetto Oriele e la fabbrica del tabacco muove dal desiderio di conservare la storia antica di un edificio della nostra città (la Manifattura Tabacchi), ora trasformato in spazio residenziale, e riconsegnarlo ai modenesi, specie alle giovani generazioni, come luogo della memoria.
La Manifattura viene raccontata attraverso le donne che l’hanno abitata, trasformando le informazioni che la Storia ci consegna in trama narrativa e in trasposizione artistica. La storia che fa da sfondo alla vicenda di Oriele e della sue compagne è il ventennio fascista.
Al centro della scena le operaie che hanno condiviso un luogo di produzione di manufatti, di rapporti umani, di scontri duri tra operaie e maestranze, e di crescita individuale. La Manifattura ha rappresentato per molte giovani donne modenesi (specie contadine indigenti) una possibilità rara di rapporti sociali, un luogo di amicizia e una scuola di vita, oltre ad essere una via di affrancamento sociale per sé e per la famiglia. Ma non va dimenticato che la fabbrica, per i vapori tossici del tabacco che saturavano l’ambiente fu per molte di loro causa di malattia e di frequenti interruzioni di gravidanza.
Oriele e la fabbrica del tabacco è una creazione collettiva. Una narrazione che ha visto la generosa adesione di talenti intenzionati a dare corpo, voce e immagini alle parole. Come se attorno a un luogo si fosse creata una sorta di comunità, animata dalla stessa voglia di non dimenticare e dallo stesso sentimento di riconoscenza. Non si pensi però ad una “operazione nostalgia” anche se il tempo era venuto (tardivamente) per rispolverare le vicende dimenticate delle sigaraie. Oriele, Teresa, Argìa, Angiolina, Elide vogliono dirci di più di un “teneteci a mente”. Non è un caso che la lingua sgrammaticata delle sigaraie si faccia sentire proprio sulla scena di un teatro. E’ un invito ad aprire il sipario e a puntare le luci sul presente oltre che sul passato.
Per maggiori informazioni scarica il depliant dello spettacolo

Per un alfabeto della parità

Ciclo di seminari organizzato in collaborazione con il Seminario Permanente di Teoria del Diritto e Filosofia Pratica, la Biblioteca Giuridica dell’Università di Modena e Reggio Emilia, il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Modena e Reggio Emilia e il Centro Documentazione Donna, per tentare di indagare i molteplici significati in cui il lessico della parità può essere declinato nella società odierna: dai diritti alla lotta contro le molestie, dalla decostruzione degli stereotipi, alla corresponsabilità nel lavoro di cura, sino al superamento del divario digitale legato al genere.

Bilancio di genere

Il progetto intende promuovere una consapevolezza sempre più ampia delle disparità che ancora sussistono tra uomini e donne, ponendo come obiettivo primario l'assunzione di precise responsabilità affinché tali disparità possano, nel tempo che sarà necessario, progressivamente ridursi e scomparire.
Per saperne di più

Quo vadis Modena?

Lavoro, famiglia e servizi: come cambiano il bisogni, le esigenze e le aspettative delle persone, l'informazione e la comunicazione nelle città. Verso una nuova politica di conciliazione tra vita e lavoro. 
Venerdì 3 novembre 2017 si è tenuto a Modena una giornata di studio presso il Comparto San Geminiano del Dipartimento di Giurisprudenza – Unimore durante la quale sono stati presentati gli esiti di quattro indagini finalizzate a delineare gli aspetti principali di tali cambiamenti e delle trasformazioni in atto della nostra società.
Le indagini

Pubblichiamo, inoltre, una sintesi degli interventi di:

Il programma del Convegno

Uso del linguaggio di genere nei testi amministrativi

Ricerca su omofobia e sessismo nella città di Modena

Il Comune di Modena - Assessorato alle Pari opportunità, in collaborazione con l'Università degli studi di Bologna, dipartimento di Psicologia, ha promosso e realizzato una ricerca sull’omofobia ed il sessismo nella comunità modenese con l'intento di acquisire, con una modalità scientifica, elementi sulla percezione dell'omofobia a Modena, sulle discriminazioni legate al sesso o all'orientamento sessuale e sul livello di accoglienza della città.
Gli esiti della ricerca sono stati presentati in occasione di un convegno che si è tenuto a Modena venerdì 6 novembre 2015 presso il Baluardo della Cittadella, Piazza Giovani di Tien An Men, 5.
Sulla base dell'analisi e dello sviluppo dei dati raccolti, l'Amministrazione, insieme alle associazioni e agli altri organismi coinvolti, deciderà infatti come orientare le azioni di sensibilizzazione sociale e le campagne di riduzione del pregiudizio e della discriminazione, anche rivolgendosi in modo mirato a specifici gruppi di popolazione.
Programma del Convegno
Scarica l'infografica
Per ricevere il report della ricerca scrivi a pariopportunita@comune.modena.it

Madri della res publica - Le modenesi dealla costruzione della comunità

Attraverso il progetto partecipativo della mostra land art  "Madri della res publica. Le modenesi nella costruzione della comunità", promosso dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Modena, in collaborazione con il Centro documentazione donna, il Comitato permanente per la Memoria e le Celebrazioni, il Tavolo delle Associazioni Femminili, sono state individuate alcune donne modenesi assunte a simbolo delle prime forme di partecipazione femminile alla vita pubblica nelle sue diverse forme (lavoro, istruzione, volontariato, politica istituzionale, associazionismo).
Hanno aderito al progetto esponendo le immagini delle Madri della res publica e curando le note biografiche: ANMIG, ANPI, Federazione Casa delle Donne, CGIL, Comune di Modena, Croce Rossa Italiana Provincia di Modena, CUG-UNIMORE.
La Land art Madri della res publica è stata visibile sul territorio regionale con gigantografie in bianco e nero anche sui Palazzi istituzionali della Regione Emilia- Romagna, della Provincia di Modena e dei Comuni di Bentivoglio, Cadelbosco di Sopra, Campagnola Emilia, Campogalliano, Carpi, Casalecchio di Reno, Castelvetro, Castenaso, Cattolica, Cavriago, Cesena, Colorno, Concordia, Ferrara, Forlì, Formigine, Maranello, Meldola, Mercato Saraceno, Mirandola, Misano Adriatico, Modena, Nonantola, Novi, Parma, Piacenza, Pianoro, Poviglio, Quattro Castella, Ravarino, Reggio Emilia, Riolo Terme, San Mauro Pascoli, Sassuolo, Savignano sul Panaro, Soliera, Spilamberto, Valsamoggia, Vignola, Ziano Piacentino.
Raccolta biograficaPer conoscere le Madri della res pubblica puoi scaricare o visualizzare il catalogo della mostra

Contrasto alle pubblicità lesive

Le cittadine e i cittadini possono segnalare pubblicità che ritengono offensive della dignità della persona o che contengono immagini che incitano atti di violenza sulle donne.
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