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Seguendo alcuni semplici consigli in modo da avvicinare o farsi avvicinare da un cane che non si conosce, si possono avere sufficienti garanzie che nulla di grave possa accadere, sia alla persona che al cane. L’avvicinamento e l’incontro con un animale che non si conosce potrebbe svilupparsi in un approccio conflittuale se non si riesce a trasmettere una intenzione pacifica. In questi approcci si creano conflitti dovuti ad una scarsa abilità comunicativa, che il cane percepisce come “minacciosi”, anche se motivati dalle più sincere intenzioni. Il conflitto creatosi potrebbe essere associato a particolari condizioni del cane (paura, ansia, aggressività, irritazione…) che manifesta cercando di evitare l’incontro o con altri sintomi di disagio. Per prevenire quindi possibili incidenti è molto importante che l’avvicinamento e l’incontro con l’animale avvengano seguendo i tempi e le esigenze delle parti interessate e che abbiano un linguaggio comune.
Tra i segnali corporei che possiamo utilizzare per manifestare al cane la nostra intenzione pacifica e rassicurarlo sulla interazione che seguirà, possiamo distinguere alcuni messaggi denominati calmanti perché trasmettono la nostra volontà di non voler essere minacciosi. Distogliere lo sguardo dal cane, girare la testa di lato, girare il corpo in modo da mostrare il fianco, immobilizzarsi, muoversi lentamente ed avvicinarsi con traiettoria semicircolare sono semplici consigli che possono rendere il cane tranquillo sulle nostre intenzioni; inoltre per diminuire la figura e rendersi meno “imponenti” ma più attrattivi è utile abbassarsi sulle ginocchia.
Sono inoltre da evitare i seguenti comportamenti, perché trasmettono un messaggio di aggressività e dominanza: sorridere mostrando i denti, avanzare diretti di fronte al cane, piegarsi sopra al cane come a formare una cupola e portare le braccia in avanti verso il cane.
Quali sono quindi gli atteggiamenti corretti per predisporre il cane all’interazione che seguirà?
In primo luogo è preferibile che il cane da incontrare sia libero o con un guinzaglio sufficientemente lungo da non avvertire nessuna tensione. Infatti, in caso di sensazione di minaccia, i cani preferiscono generalmente cercare una via di fuga per allontanarsi, ed in questo caso il guinzaglio teso lo bloccherebbe portandolo ad una reazione nervosa o aggressiva.
Quando il proprietario si avvicina a noi con il cane tenuto al guinzaglio si consiglia di abbassarsi lentamente offrendogli il fianco e distogliendo lo sguardo (se il cane non mostra timore si può mantenere la posizione eretta). Quando il cane si avvicinerà dimostrandosi disponibile potremo alzarci lentamente, sempre dandogli il fianco e lasciare che il cane proceda con un'ispezione olfattiva del nostro corpo, che noi permetteremo rimanendo fermi e tranquilli.
Se al contrario siamo noi che ci avviciniamo al cane si consiglia di adottare una traiettoria semicircolare incontrando il cane di fianco, in quanto la direzione frontale implica un messaggio di affronto, poi si può procedere all’approccio descritto precedentemente. Solo successivamente, quando vedremo che il cane si sente tranquillo potremo cercare il contatto fisico, e qui vige la regola che “il cane deve avere tutto sotto controllo”. In questa fase occorre limitarsi ad un appoggio delicato per verificare di essere stati o meno accettati. Un errore che comunemente tutte le persone inesperte commettono è quello di cercare di toccare il cane con la mano sopra la sua testa, questo infatti rappresenta una chiara indicazione di dominanza da parte nostra che generalmente non viene accettata. Allo stesso modo vi può essere una reazione di evitamento o di difesa in caso di abbraccio al collo del cane, che viene percepito come una minaccia o una costrizione.
Portano ad una sensazione spiacevole per il cane anche gli avvicinamenti da dietro, le costrizioni fisiche e lo sguardo diretto negli occhi. Correttamente è quindi utile muoversi lentamente e sempre dal basso, in modo che il cane riesca a controllare senza difficoltà tutto quello che succede.
I segnali calmanti
Si definiscono in questo modo tutta una serie di segnali che sono parte fondamentale del sistema comunicativo del gruppo sociale del cane. I cani infatti utilizzano questi segnali per comunicare tra loro e con l’uomo per prevenire l’accadere di eventi spiacevoli per il cane, evitare minacce da parte di altri cani o uomini, calmare il nervosismo, manifestare paura o sottrarsi ad altre situazioni spiacevoli.
Si conoscono circa trenta segnali calmanti e non tutti sono facilmente percettibili: alcuni infatti sono per noi solamente dei movimenti insignificanti, per il cane invece sono espressioni ben precise di uno stato d’animo e di una intenzione calmante.
Ecco alcuni dei più facili da osservare:

  •  Girare la testa ,frequente quando il cane si sente a disagio o è spaventato. Serve a dire all’altro di calmarsi. ,Una situazione tipica in cui si può vedere questo atteggiamento è quando un cane si avvicina troppo frontalmente e velocemente ad un conspecifico, oppure quando una persona si è piegata in avanti sul cane causando in lui forte disagio.
  • Guardare altrove ,Un cane che distoglie lo sguardo ed evita di fissarvi vuole comunicarvi che non si sente tranquillo
  • Voltarsi di spalle ,Segnale molto forte utilizzato per calmare un cane/persona che ha utilizzato modi troppo irruenti. Utilissimo anche per le persone per calmare un cane che vi salta addosso
  • Leccarsi il naso ,Rapido movimento della lingua, difficile da cogliere ad occhi non esperti/allenati
  • Immobilizzarsi ,Molto frequente e funzionale, anche per le persone, quando si incontrano cani che non si conoscono. Questo atteggiamento calma il cane troppo frettoloso nell’approccio
  • Socchiudere gli occhi ,Rende lo sguardo meno minaccioso, il cane lo usa quando deve guardare qualcuno (cane o persona) direttamente negli occhi ma non ha l’intenzione di sfida
  • Sbadigliare ,Molto comodo anche per noi umani
  • Muoversi a rallentatore ,I movimenti lenti hanno un fortissimo effetto calmante
  • Annusare a terra ,Può essere sia un movimento rapido che più prolungato, serve al cane per valutare una situazione sconosciuta che comunque non gli è chiara
  • Curvare ,Sempre per calmare e manifestare intenzioni non minacciose.

Imparare a riconoscerli non è semplice, bisogna allenare gli occhi per captare tutti questi segnali e bisogna soprattutto rispettare ciò che il cane ci sta comunicando, i suoi tempi e le sue modalità.