Barbara Rossi (1988) lavora come fotografa di architettura tra Italia e Germania. I suoi lavori sono stati presentati alla 18a Biennale di Architettura di Venezia, pubblicati dalla rivista Leica Magazine e da Humboldt books. Ha esposto in mostre collettive in Italia e all’estero. Collabora a livello internazionale con rinomati studi di architettura e, parallelamente ai lavori su commissione, ha sviluppato una ricerca personale sulle trasformazioni del paesaggio che attualmente la vede a Shanghai.
Il suo lavoro fotografico parte dall’interpretazione dell’architettura come segno primario della relazione tra uomo, spazio e tempo, indagando l’aspetto ricorrente, documentario e insieme poetico di quelle architetture concepite senza scopo estetico, come i cantieri, le rovine o le opere incompiute.

Luogo comune mette in mostra l’epidermide del quartiere San Faustino, così come si presenta al suo visitatore, con uno sguardo aperto a un’estetica dell’ordinario.

Con il suo carattere prettamente residenziale, San Faustino ha una dimensione familiare - e in qualche modo rassicurante - poiché fa parte di quei luoghi del quotidiano di un’Italia minore, lontana dal turismo di massa e dalle bellezze reclamizzate, un tipo di dimensione urbana dove molti di noi sono cresciuti o che comunque tutti conoscono, e che si ritrova in ogni provincia del nostro Paese.

Attraverso una rappresentazione formale dell’architettura e una serialità che si ripete, le immagini parlano dell’aspetto fisico e del tessuto sociale del quartiere mettendo in primo piano l’unicità e la poesia delle “cose normali”: i condomini residenziali, l’edilizia unifamiliare degli anni ’50 e ’60, i cortili, il centro commerciale, gli edifici amministrativi.

Luoghi familiari, quasi prevedibili, che la fotografia ci permette di avvicinare e osservare per un tempo lungo, individuando particolari e dettagli che rendono unici questi luoghi.