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Domenica 26 ottobre alle 15, con ingresso da piazza Setti (lato fiorai), prende vita a Modena una nuova tappa di quell’esperienza unica tra architettura, suono e memoria che è “La città dei vivi, la città dei morti”, un progetto che mira a far conoscere il cimitero e renderlo un luogo della città da visitare, dove andare a fare una passeggiata, come altri spazi pubblici.

L’iniziativa, promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Modena nell’ambito del programma “Modena Città Creativa Unesco per le Media Arts”, propone un itinerario in cuffia con musica dal vivo e un concerto corale conclusivo davanti al celebre cubo progettato dall’architetto Aldo Rossi.

Si tratta di una passeggiata collettiva che unisce il cimitero monumentale settecentesco al complesso moderno di San Cataldo in un unico racconto urbano. Il percorso si sviluppa come una camminata sonora: si ascolta, si guarda, si pensa. Ogni tappa diventa occasione per intrecciare la forza delle geometrie architettoniche con l’emozione del suono.

I musicisti impegnati nelle quattro tappe del percorso (il cimitero dei non battezzati, la chiesa del suffragio, il monumento alla Resistenza, le catacombe) interpretano Ravel, Mahler, Beethoven e Saint-Saëns in chiave contemporanea, creando una trama musicale che accompagna il passo dei partecipanti e sottolinea i ritmi spaziali, le proporzioni e le soglie del luogo. La musica non è semplice commento, ma chiave di lettura: evidenzia la relazione tra pieni e vuoti, campo e bordo, distanza e prossimità, trasformando l’itinerario in un vero laboratorio all’aperto di architettura e percezione.

Il cammino conduce progressivamente verso il cubo-ossario di Aldo Rossi, simbolo dell’idea di città nella città. Qui, intono alle 16.45, in uno spazio di forte valenza simbolica, si tiene il concerto corale finale, in cui le voci dei vivi si sovrappongono idealmente a quelle dei morti, restituendo al silenzio del luogo un’inaspettata dimensione di presenza. Il concerto è condotto da Valentina Gerometta con Stefano di Chio, Francesco Capanni, Ilaria Ciampolini, e con la partecipazione straordinaria del coro Le chemin des femmes. Tra i brani in programma: “By This River” di Brian Eno, “Push the sky away” di Nick Cave, “Enjoy the Silence” dei Depeche Mode e “Society” di Eddy Vedder.

In più, dalle 12 fino al tramonto, nella parte nuova del cimitero, sarà attiva una cabina sonora (progettata dall’architetto Francesco Fantoni), in cui chiunque potrà entrare per ascoltare oppure registrare una propria memoria, un pensiero, una storia. Le voci raccolte, selezionate da Silvia Sitton, diventeranno parte di futuri percorsi sonori dedicati al cimitero, in un intreccio continuo tra passato e presente. L’intera curatela musicale del progetto è firmata da Corrado Nuccini, mentre la realizzazione si avvale della collaborazione del Centro Musica e dell’Archivio Storico Comunale di Modena.

“La città dei vivi, la città dei morti” si inserisce in un progetto più ampio di valorizzazione e conoscenza del Cimitero Monumentale e del San Cataldo, che oggi fanno parte della rete dei 31 cimiteri storici riconosciuti dalla Regione. Attraverso la guida sonora digitale, accessibile inquadrando uno dei Qr code posizionati agli ingressi del cimitero, i visitatori possono esplorare il luogo in autonomia, seguendo una mappa interattiva che intreccia architettura, musica e narrazione. Nel linguaggio astratto e geometrico di Rossi e Braghieri, così come tra gli angeli in marmo e le epigrafi del cimitero monumentale, prende forma un racconto corale che restituisce voce alla città intera.

La casa editrice digitale del Comune di Modena, Il Dondolo, diretta da Beppe Cottafavi, ha coinvolto molti dei suoi autori per scrivere inedite ‘voci dei morti’ che pubblicherà in un’antologia.

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Ultimo aggiornamento: 24-10-2025, 11:10