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A partire dal 2020 sono sei su dieci i modenesi che scelgono la cremazione rispetto alle sepolture o ai loculi. La quota, cresciuta rispetto al decennio precedente, (nel 2015 erano poco più del 40 per cento), continua lentamente a crescere: alla metà di ottobre di quest’anno, infatti, il dato statistico è del 63,8 per cento.
L’analisi dei dati che si riferiscono alle scelte dei cittadini modenesi, realizzata dall’Ufficio statistica comunale in occasione delle giornate dedicate alla Commemorazione dei defunti, evidenzia per gli anni precedenti una crescita graduale: nel 2017 erano ancora meno della metà (il 46,4 per cento), per poi raggiungere il 51 per cento tra 2018 e 2019 e passare al 59,6 per cento nel 2020, con l’inizio della pandemia, e raggiungere il 63,8 percento nel 2025.
La percentuale più elevata di cremazioni, l’80 per cento di tutti i defunti residenti, è stata registrata proprio durante la pandemia, nell’aprile del 2020.
I Servizi demografici del Comune, nell'anno 2024 hanno registrato in città 2.098 deceduti fra i residenti. Il 36 per cento sono stati sepolti in terra, loculi o cappelle. Di questi, il 39 per cento è stato sepolto a San Cataldo, un altro 34 per cento nei cimiteri frazionali di Modena, ed il restante 27 per cento in altri comuni italiani.
Nel 49 per cento dei casi, le ceneri dei defunti cremati nel corso del 2023 sono state tumulate nei cimiteri, per il 10 per cento sono state affidate a familiari residenti nel comune, mentre nel restante 41 per cento dei casi sono state disperse in aree concordate.
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Ultimo aggiornamento: 30-10-2025, 11:10