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Ascoltare, accogliere, meravigliarsi. Sono i tre verbi chiave che attraversano il cuore pulsante dei workshop di “Modena fa scuola”, pensati per offrire strumenti concreti e riflessioni condivise a chi educa, cura e accompagna la crescita di bambini, ragazzi e comunità. Un pomeriggio denso di esperienze e approcci diversi, in cui la formazione si intreccia con la vita reale, tra patrimonio culturale, narrazione, gioco e intercultura.

L’appuntamento è per venerdì 24 ottobre, dalle 15 alle 17.30, nei diversi luoghi della Fondazione Collegio San Carlo, in via San Carlo 5. Tutti gli incontri sono su iscrizione e alcuni vengono trasmessi in streaming sul canale youtube di Memo.

Il workshop “Coltivare la meraviglia in educazione per costruire conoscenza” (15–17.30, Biblioteca Antica San Carlo) esplora le possibilità educative offerte dall’incontro tra emozione e patrimonio culturale. Passeggiare nella propria città, esplorarne i musei e gli archivi, osservarla con occhi nuovi: sono esperienze capaci di risvegliare curiosità, senso di appartenenza e memoria affettiva. Ne parlano educatori, docenti, studiosi come Gianumberto Accinelli, Milena Bertacchini, Gabriella Roganti, Tania Pecchini, Cristina Cacciari e altri operatori del territorio, in dialogo con Giuliano Albarani (assessore alla Cultura e all’Istruzione

del Comune di Carpi), che modera l’incontro.

La relazione tra emozioni e identità culturale è al centro del workshop “Educare all’empatia nella scuola multiculturale” (15–17.30, Sala 40), che affronta il tema dell’inclusione attraverso la narrazione di sé. Le voci di studenti e studentesse con background migratorio diventano uno strumento prezioso per comprendere, senza stereotipi, la ricchezza e la complessità di vite che abitano più mondi. L’educazione all’empatia, in questo contesto, si fa ponte per immaginare comunità più aperte, capaci di superare paura e diffidenza. Partecipano, tra gli altri, l’antropologo Simao Amista, la mediatrice Mary Osei, pedagogiste e insegnanti di Modena e Prato. Modera Irene Baraldi (assistente del sindaco di Modena sulla delega a Pace e Intercultura).

Nel workshop “Emozioni e affettività: il valore delle parole nella relazione con se stessi e con gli altri” (ore 15–17.30, Sala Teatro), pedagogisti, scrittori e psicologi riflettono su come la comunicazione possa diventare cura, ascolto autentico e costruzione di legami. Parlare con empatia significa educare al rispetto, alla consapevolezza, alla gentilezza. Un incontro pensato per adulti – genitori, insegnanti, educatori – che vogliono essere presenti nella relazione con le nuove generazioni. Tra i relatori Francesca Cavallo (scrittrice, imprenditrice), Cristina Petit (autrice, illustratrice), Barbara Laura Alaimo (pedagogista, formatrice), Stefania D’Agostino (psicologa Consultorio familiare

Spazio Giovani, Ausl Modena), Teresa di Camillo (Responsabile U.O. Coordinamento, Innovazione e Qualificazione del sistema integrato di Istruzione e Educazione 0/6 - Sostegno alla genitorialità del Comune di Bologna); modera Simona Cristoni (responsabile Coordinamento pedagogico, Comune di Modena).

Il workshop “Giocare con le emozioni: il gioco da tavolo come palestra emotiva” (15–17, Sala Consiglio) propone un’esperienza teorico-pratica dedicata a insegnanti della scuola primaria, secondaria e dell’infanzia, educatori e insegnanti di sostegno. Guidati da Andrea Ligabue (esperto di giochi nei contesti educativi), si esplora come i giochi da tavolo possano stimolare processi emotivi autentici e aiutare bambini e ragazzi a riconoscere, nominare e gestire le proprie emozioni in un contesto protetto ma realistico, fatto di regole, scelte e interazioni.

“La Resistenza in gioco: Radio Victory” (15–17, Sala Cardinali), è un libro-gioco di ruolo ideato da Glauco Babini (esperto di giochi e di public history) che trasforma la storia in esperienza immersiva. Ambientato durante l’inverno del 1944 sulla Linea Gotica, il laboratorio invita i partecipanti a immedesimarsi in giovani partigiani e partigiane, esplorando le emozioni di chi ha vissuto in prima persona la durezza della guerra e la scelta della lotta. Pensato per docenti delle scuole secondarie, questo format innovativo unisce storytelling, materiali d’archivio e gioco cooperativo per attivare una riflessione viva sulla memoria e sul presente.

Chiude il ciclo “Oltre il controllo: strategie educative per la vita digitale in famiglia” (17–18.30, FEM Sant’Eufemia), workshop inaugurale del Mindful Tech Family Lab, un percorso promosso da FEM per supportare famiglie ed educatori nell'affrontare le sfide del digitale in età evolutiva. In un contesto in cui bambini e adolescenti accedono sempre più precocemente alla tecnologia, l’incontro propone approcci alternativi al parental control, come la pedagogia del contratto, per favorire l’autoregolazione e relazioni basate su ascolto e corresponsabilità. Tra i temi affrontati: AI buddies, mindfulness, life skills e benessere digitale. Con interventi di Giovanni Boccia Artieri, Silvia Demozzi e il team FEM, modera Donatella Solda.

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Ultimo aggiornamento: 20-10-2025, 14:10