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La votazione della mozione dedicata alla promozione della conciliazione vita-lavoro, consultori ed educazione affettiva, presentata dal Pd (e approvata), e di quella sull’adesione alle reti di collaborazione tra Comuni che operano per promuovere il benessere delle famiglie e dei bambini di Fratelli d’Italia e Modena in Ascolto (respinta), è stata anticipata da un dibattito aperto dal Pd, con Lucia Connola che ha sottolineato come, a suo parere, Modena si distingua a livello nazionale per la qualità del proprio sistema educativo richiamando l’importanza del Centro per le Famiglie, “luogo di sinergia con il territorio”, e dei consultori familiari, il cui potenziamento, a suo parere, rafforzerebbe il presidio e il welfare di prossimità. La consigliera ha evidenziato che “l’obiettivo è prevenire difficoltà, consolidare le buone pratiche esistenti e diffondere una cultura della corresponsabilità tra madri e padri. Modena deve continuare a sostenere e accompagnare le famiglie, riconoscendo nei bambini una risorsa per l’intera comunità”, ha concluso. Alberto Bignardi ha definito la mozione solida e capace di rappresentare la realtà contemporanea, sottolineando come l’uso del termine “famiglie” al plurale usato nei documenti sia “un fatto storico che mi emoziona”. Il consigliere ha criticato la mozione dell’opposizione, “che si limita a interventi che fanno arredamento”, riconoscendo invece al documento presentato da Pd la capacità di fare “politica vera”. Il consigliere ha sottolineato la necessità di politiche coraggiose e l’importanza di assicurare diritti che promuovano la parità e includano esplicitamente la tutela dei bambini di genitori appartenenti alla comunità LGBTQ+. Gianluca Fanti ha sostenuto che “la mozione mira a proporre interventi concreti per affrontare un problema drammatico del Paese: la diminuzione del numero di bambini, la morte di qualsiasi società”. Fanti ha sottolineato la necessità di rimuovere gli ostacoli che limitano la possibilità di avere figli, in particolare le difficoltà che gravano sulle donne. Ha evidenziato come il peso della cura familiare ricada ancora in gran parte sul genere femminile, limitandone la realizzazione professionale e il tempo libero, e ha ribadito l’impegno a favorire politiche di parità.

Martino Abrate (Avs) ha sottolineato come la mozione del Pd promuova una “genitorialità consapevole, basata sulla condivisione e sul superamento degli stereotipi di genere”, rilevando che “il documento manifesta chiaramente l’intento di valorizzare la parità all’interno delle coppie eterosessuali, riconoscendo alla donna non solo il ruolo di madre, ma anche quello di professionista e lavoratrice”. Ha evidenziato l’importanza dell’educazione affettiva e sessuale, collegandola al “ruolo centrale dei consultori”, ricordando che “la genitorialità deve essere frutto di scelta consapevole e non di casualità”.

Andrea Mazzi (Modena in Ascolto) ha evidenziato, nella mozione del Pd, la presenza di passaggi introdotti più per ragioni “di bandiera, come l’educazione all’affettività e alla sessualità”, sottolineando come tali temi siano delicati e richiedano attenzione, “sia in ambito scolastico sia nella relazione con le famiglie”. Ha affermato che i genitori devono essere informati su quanto viene trattato in classe “per comprendere i principi e i fini dell’educazione alla relazione, alla conoscenza di sé e all’empatia verso gli altri”. Ha richiamato anche la gravità dei fenomeni legati alla pornografia e la necessità di considerare il ruolo dei consultori e dei servizi di sostegno alla genitorialità e alla maternità, proponendo di approfondire questi temi in un incontro della Commissione Servizi con i responsabili dei consultori modenesi, al fine di definire interventi più efficaci e mirati.

Per Fratelli d’Italia, Elisa Rossini ha sottolineato che “le reti dei Comuni non sono meri cartelli simbolici, ma mirano a individuare Comuni virtuosi a cui erogare premialità” evidenziando che, a suo parere, “Modena, virtuosa nel sostegno alla famiglia, ai servizi educativi e al welfare per l’infanzia, potrebbe candidarsi a ricevere tali premialità”. Rossini ha osservato che “una semplice lettura del Piano nazionale per la Famiglia – inserito nella mozione presentata da FdI e MiA - permetterebbe di comprendere la ragionevolezza del documento, soprattutto per quanto riguarda le azioni di sistema finalizzate alle premialità per i Comuni”. La consigliera ha poi espresso contrarietà sul tema dell’educazione affettiva e sessuale, “già prevista nei programmi scolastici, e lì deve rimanere”. Luca Negrini ha brevemente sottolineato come la visione della famiglia sia soggetta a differenti interpretazioni politiche e che, pertanto, “le posizioni assunte nei documenti riflettono necessariamente prospettive politiche diverse”. Ha concluso precisando che, in merito alla costituzione di un documento unico condiviso, “non vi è alcuna preclusione da parte del gruppo, semplicemente i documenti presentati sono figli di una visione politica del mondo differente”.

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Ultimo aggiornamento: 19-11-2025, 12:11