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Lunedì 17 novembre alle 17, la Sala di Rappresentanza del Palazzo municipale, in Piazza Grande 16, ospita la lectio magistralis del professor Franco Cardini, tra i più autorevoli medievisti italiani di fama internazionale. A fare gli onori di casa il sindaco Massimo Mezzetti. L’intervento, dal titolo “La stagione dei Guelfi e dei Ghibellini”, propone al pubblico un viaggio nelle radici profonde di una delle stagioni più complesse e affascinanti del Medioevo italiano.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Modena in collaborazione con l’Associazione Terra e Identità, nasce con l’intento di offrire alla cittadinanza un’occasione di approfondimento su un tema che ha inciso per secoli sulla vita politica, culturale e sociale delle città italiane. L’ingresso è libero, a sottolineare la volontà dell’amministrazione comunale di rendere accessibile e condivisa una riflessione di alto profilo scientifico.

Fiorentino, studioso di storia medievale tra i più riconosciuti in Europa, Cardini ha dedicato le sue ricerche alle crociate, ai pellegrinaggi, ai rapporti tra Europa e Islam, alla storia militare e religiosa. Ha insegnato nelle università di Firenze e Bari, così come presso istituzioni prestigiose come l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e Harvard University. Autore prolifico di saggi e romanzi storici, collabora con Rai Storia e numerose testate italiane, contribuendo da anni alla divulgazione di un Medioevo rigoroso, ma vivo e antiretorico.

La lectio si inserisce in un momento particolarmente significativo per Modena: proprio oggi, sabato 15 novembre, ricorre il settecentesimo anniversario della battaglia di Zappolino (1325), un episodio che ha segnato la memoria cittadina e che ha consegnato alla leggenda la celebre Secchia rapita, poi immortalata da Alessandro Tassoni nel suo poema eroicomico. Nel 1325 le truppe ghibelline modenesi, guidate da Rainaldo Bonacolsi, signore di Mantova e in quegli anni anche di Modena, affrontano sul campo di Zappolino un esercito guelfo bolognese molto superiore per numero. Nonostante lo squilibrio, le forze modenesi, forti anche della presenza di un contingente di cavalleria tedesca, ottengono una vittoria travolgente, inseguendo i bolognesi in rotta fin sotto le mura della loro città.

È in quell’occasione che alcuni modenesi, fermatisi a un pozzo per dissetarsi – forse già oltre i confini cittadini – riportano a Modena un secchio di legno, divenuto nei secoli un simbolo identitario e oggi conservato ed esposto nelle sale del Palazzo municipale. La battaglia segna profondamente anche la storia politica dell’epoca: il Bonacolsi, detto “duca” Passerino, conclude una pace affrettata con Bologna e poco dopo perde il controllo di Modena; la sua famiglia, solo pochi anni più tardi, verrà sterminata dai Gonzaga, destinati a governare Mantova per secoli.

La giornata modenese si completa, nella serata di lunedì, con una proposta enogastronomica ispirata al medesimo filone storico: al ristorante tRe, in piazza della Pomposa, lo chef Luca Marchini propone una cena dal titolo “A tavola con la secchia”, un’occasione per interpretare con creatività e gusto una vicenda che continua a parlare alla città non solo attraverso i libri di storia, ma anche attraverso i suoi riti, le sue tradizioni e la sua cucina.

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Piazza Grande 16

41121 Modena

Ultimo aggiornamento: 15-11-2025, 10:11