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“Per i giovani caregiver, ragazzi e giovani che si prendono cura di un familiare in condizione di fragilità o disabilità, abbiamo messo in campo circa 23 progetti in collaborazione con i servizi Ausl specialistici, attività formative per il personale scolastico, per supportarli nel conciliare il ruolo di cura con il percorso di studio, e anche un tavolo provinciale sul tema, per mantenere i collegamenti tra Regione e territorio e per sviluppare e implementare iniziative rispetto alla sensibilizzazione nei loro confronti”.

Lo ha spiegato la vicesindaca e assessora alla Sanità e servizi connessi Francesca Maletti rispondendo a un’interrogazione sul tema “Presenza e sostegno dei giovani caregiver a Modena” presentata lunedì 3 novembre in Consiglio comunale da Piergiulio Giacobazzi, di Forza Italia. Il consigliere chiedeva conto di quali misure e iniziative esistessero per sostenere questa categoria, da sportelli informativi a progetti, contatti con le associazioni, collaborazioni ed eventuali notizie di abbandono scolastico legato all’impegno di cura.

“I giovani caregiver nel territorio comunale sono conosciuti e seguiti: si tratta di nuclei familiari già in carico ai servizi sociosanitari, per i quali è predisposto un progetto di aiuto personalizzato – ha spiegato Maletti - È un dato significativo che alcuni di questi ragazzi abbiano spontaneamente sottoscritto il modulo di autodichiarazione predisposto dalla Regione Emilia-Romagna, entrando così nella banca dati regionale dei caregiver familiari”. In particolare, risultano registrati due giovani di 18 anni, tre di 19 e altri tre di età compresa tra i 20 e i 25 anni. “Va però evidenziato come il numero di giovani seguiti dai servizi sociali sia più ampio: attraverso i Poli sociali sono attivi circa 23 progetti che coinvolgono giovani caregiver, segno che le persone registrate nella banca dati regionale rappresentano solo una piccola parte del fenomeno”.

Per quanto riguarda gli sportelli dedicati di cui chiedeva conto l’interrogazione, “a Modena è presente Informacaregiver Modena, presso la Casa della Comunità di via Levi Montalcini. Oltre a questo punto di riferimento, i cittadini possono rivolgersi agli sportelli di accoglienza dei tre Poli sociali e all’Ufficio Accoglienza del Centro Servizi. Anche gli istituti scolastici rappresentano luoghi importanti per l’ascolto e la segnalazione di situazioni di fragilità”.

Restando sul tema scuola, l’assessora ha spiegato che sul territorio comunale è attivo anche il progetto provinciale “Al fianco dei Giovani Caregiver, uno sguardo oltre l’invisibilità”, promosso dall’Ausl di Modena in convenzione con la cooperativa “Anziani e non solo” e in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale: “L’iniziativa, rivolta al personale scolastico ed extrascolastico delle scuole secondarie di secondo grado, agli psicologi degli sportelli d’ascolto e ad altre figure professionali, ha l’obiettivo di fornire strumenti utili per riconoscere i giovani caregiver e supportarli nel conciliare il ruolo di cura con il percorso scolastico”. Progetto, quest’ultimo, che ha raggiunto centinaia di studenti.

Il Comune di Modena, inoltre, segue direttamente progetti personalizzati a sostegno di giovani caregiver, in collaborazione con i servizi specialistici dell’Ausl. In questi percorsi emerge una rappresentazione complessa del vissuto dei giovani coinvolti: “Spesso non si rappresentano come vittime, ma ritengono positivo il loro apporto alla famiglia e si identificano in giovani che, grazie all’esperienza vissuta, acquisiscono particolari sensibilità”. Anche Unimore ha attivato misure specifiche per studenti che si prendono cura di un familiare, mentre la Regione Emilia-Romagna prevede percorsi di riconoscimento di crediti formativi o lavorativi per chi può documentare un’attività di cura.

“È poi attivo un tavolo provinciale, a cui partecipano i referenti sociali e sanitari dei comuni e dei distretti della Provincia, che ha il compito di mantenere i collegamenti tra Regione e territorio e di sviluppare ed implementare iniziative di sensibilizzazione verso i caregiver – ha spiegato l’assessora - Il Comune di Modena è inoltre in contatto con numerose associazioni, come Aseop, Anfass e Aut Aut, con le quali sono attive convenzioni e collaborazioni. Il tema dei caregiver, e in particolare dei giovani caregiver, è costantemente oggetto di confronto nei tavoli di lavoro, insieme a quello dei cosiddetti ‘fratelli in ombra’, ovvero i fratelli di bambini o ragazzi con disabilità”.

Ad oggi, non risultano casi di abbandono scolastico dovuti agli impegni di cura familiare: “Riteniamo che le attività formative rivolte ai docenti e agli psicologi degli sportelli scolastici rappresentino un importante strumento di prevenzione e di sostegno”. L’assessora ha concluso di non escludere, per il futuro, di ampliare ulteriormente le progettualità esistenti “tenendo conto delle linee regionali, essendo attività finanziate dal Fondo Caregiver”.

Nella replica, il consigliere Giacobazzi ha ringraziato “per la risposta articolata a questo tema che sento molto perché parla di dignità. In tante occasioni – ha proseguito – mi sono confrontato con persone senza pensare che magari chi avevo di fronte aveva una situazione di questo tipo: ragazzi che vengono anche solo momentaneamente strappati alla loro quotidianità per assistere un familiare”. Il consigliere ha inoltre evidenziato che “la pubblicità di questa rete va probabilmente implementata perché ho cercato queste informazioni in rete senza trovarle e, anche a livello scolastico, può essere utile spiegare meglio ai ragazzi che possono esistere queste situazioni”.

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Ultimo aggiornamento: 07-11-2025, 10:11