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Estendere e valorizzare i congedi parentali retribuiti e paritari, incentivare forme di lavoro flessibile come lo smart working, potenziare i consultori familiari e promuovere un’educazione all’affettività, alla sessualità e alla genitorialità responsabile.

Sono le richieste principali che il Consiglio comunale rivolge all’Amministrazione comunale approvando, nella seduta di lunedì 17 novembre, la mozione del Pd sul tema delle politiche a sostegno di genitorialità e infanzia. Il documento è stato approvato con il voto a favore anche di Avs, Pri-Azione Sl e M5s e il voto contrario di Fratelli d’Italia e Forza Italia; astensione per Lega Modena.

Sullo stesso tema è stata respinta la mozione di Fratelli d’Italie e Modena in ascolto che chiedeva l’adesione del Comune di Modena alle reti di collaborazione tra Comuni che operano per il benessere delle famiglie e dei bambini. Il documento è stato respinto con il voto a favore anche di Lega Modena e Forza Italia, il voto contrario di Pd, Avs e M5s e l’astensione di Pri-Azione Sl.

Illustrando la mozione approvata, Gianluca Fanti (Pd) ha richiamato i più recenti dati Istat che confermano il calo delle nascite e l’invecchiamento della popolazione, sottolineando come la genitorialità debba essere riconosciuta come scelta libera e consapevole e come la sua tutela richieda politiche strutturali, servizi educativi qualificati e una reale parità tra madri e padri. Le istituzioni, ha evidenziato la consigliera, sono chiamate a svolgere un ruolo attivo nel sostenere le famiglie attraverso strumenti di conciliazione, contrasto agli stereotipi di genere e valorizzazione dei servizi territoriali.

Per questo motivo, la mozione chiede di promuovere l’estensione dei congedi parentali e l’adozione più ampia di modelli organizzativi flessibili, a partire dallo smart working; il rafforzamento delle politiche di conciliazione per entrambi i genitori e il contrasto alle penalizzazioni lavorative che colpiscono le donne dopo la maternità. Il documento chiede inoltre di garantire servizi educativi 0-6 anni diffusi e accessibili, promuovendo anche una cultura della genitorialità condivisa attraverso campagne informative e percorsi di educazione all’affettività e alla sessualità, anche nelle scuole. La mozione propone, infine, di consolidare il ruolo dei consultori familiari, ampliandone competenze e servizi, di valorizzare le attività extrascolastiche come supporto alle famiglie e di attivare un tavolo stabile con sindacati, imprese e associazioni per coordinare le politiche sulla genitorialità. Tra le iniziative suggerite figura anche la realizzazione di una “baby box” di benvenuto per i nuovi nati, in collaborazione con partner pubblici e privati.

Illustrando la mozione respinta, Elisa Rossini (Fratelli d’Italia) ha evidenziato che il Piano nazionale per la famiglia 2025-2027 individua, tra le azioni, anche interventi in rete per il benessere di famiglie e bambini. In particolare, la consigliera si è soffermata sulla Rete dei Comuni per la famiglia che ha tra gli obiettivi la valorizzazione e promozione di politiche attive e servizi capaci di sostenere la natalità, oltre alla sistematizzazione di esperienze positive nel territorio nazionale sul tema del benessere delle famiglie, anche ai fini della loro producibilità. Per questo motivo, il documento chiedeva di attivare l’adesione a una o più aggregazioni di Comuni che operano per promuovere politiche a favore della famiglia tra quelle menzionate nel Piano nazionale 2025-2027.

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Ultimo aggiornamento: 19-11-2025, 12:11